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23/03/2021

«Tram, gli sprechi della Loggia»

Brescia Oggi

IL CASO Gli strascichi della rottura della partnership con Ferrovie: il Carroccio minaccia un esposto
La Lega: «Pagati a Fs 2,5 milioni per un progetto fatto insieme» Brescia Mobilità: «Era pronto e ottimo, nessuno scandalo»
La Lega accusa Loggia e Brescia Mobilità di aver buttato al vento due milioni di euro per comprare da Fs un progetto di fattibilità del tram, fatto insieme. Parla di scoperte «sorprendenti» dall'accesso agli atti, e promette azioni legali. Con la precisazione che «si tratta di valutazioni economiche, non di un giudizio politico sul tram». Ma «la proprietà del progetto era di Fs, abbiamo fatto analisi di congruità e i costi erano perfettamente in linea, conveniva comprare un progetto ben fatto anziché rifare daccapo», replica il presidente di Brescia Mobilità Carlo Scarpa. Il segretario cittadino Matteo Rinaldi, il capogruppo Massimo Tacconi, i consiglieri Michele Maggi e Simona Bordonali, che si riserva di «valutare un esposto quando avremo la documentazione completa», si dicono «esterrefatti» da quanto era stato tenuto segreto. «Hanno fatto un contratto di collaborazione con Fs senza penali e clausole di recesso - dice Maggi -, e quando il progetto è stato bocciato dal Ministero delle Infrastrutture e trasporti (Mit), hanno risarcito Fs con 2 milioni di euro più Iva, che fanno 2,44 milioni». Per inquadrare bene la cosa va detto che nel 2018 Brescia Mobilità e Fs sottoscrivono un accordo per il progetto di due linee tranviarie e partecipare al bando per il trasporto rapido di massa con un project financing da finanziare al 50 per cento. Quel progetto, prodotto dai tecnici Fs, è stato bloccato dal Mit con richiesta di integrazioni sulla parte finanziaria. Dopodichè la Giunta Del Bono, verificato che le richieste di altre città erano state finanziate al 100 per cento, abbandona il project financing. Il primo luglio 2020 manda una lettera di recesso a Fs e una settimana dopo dà mandato alla sua holding della Mobilità di progettare una sola linea (la Pendolina-Fiera) da finanziare integralmente. A questo punto Brescia Mobilità si trova ad agire in tempi stretti, con ultima scadenza del bando al 15 gennaio scorso. E usa l'art. 64 del Codice degli appalti per acquisire da Fs il progetto delle due linee alla condizione più vantaggiosa, pagandolo 1,66 milioni di euro (farebbero due milioni con Iva, ma le società come Brescia Mobilità non la pagano). E s'impegna a versare altri 340 mila euro per le modifiche. «Spendere 1,66 milioni per un progetto bocciato è uno schiaffo alla città», accusa Bordonali. «C'erano altre possibilità, anzichè pagare», aggiunge Tacconi. «Si poteva fare una gara o rifare il progetto con risorse interne spendendo meno», precisa Maggi. Scarpa, però, non trova niente di «scandaloso» in tutto questo. Ricorda che il progetto era di Fs, e «la proprietà intellettuale si paga». Precisa che non è stato affatto bocciato e che anzi «è di altissima specializzazione, frutto del lavoro di molti tecnici per diverso tempo». Aggiunge che la spesa è «del tutto in linea con quella di altre città, come Bologna, che hanno partecipato al bando con progetti simili, comunque finanziata dal Mit in caso di approvazione». E che rifare il progetto avrebbe impegnato per molto tempo personale interno e professionalità esterne con costi elevati. E gli altri 340 mila euro, che per Maggi sono un «acconsentire alle richieste Fs», in realtà sono il «costo delle modifiche al tracciato e altro chieste dalla Loggia, quasi tutte prodotte dai tecnici Fs». Soprattutto, «con due milioni abbiamo comprato non uno bensì due progetti, e se un domani il Comune decide di fare la seconda linea tre quarti della progettazione è già fatta». Quanto alla gara, «forse saremmo riusciti ad aggiudicarla per gennaio, a bando scaduto», taglia corto Scarpa. Dunque «non aveva senso per tempi e costi, l'unica via era quella che abbiamo percorso»..