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13/11/2020

Tragedia di via del Borgo Altri quattro indagati per la morte di Francesco

Corriere di Bologna

Tre imprenditori e il responsabile sicurezza
Salgono a cinque gli indagati per il crollo del muro adiacente a un terrazzino in via del Borgo di San Pietro, che il 20 ottobre ha provocato la morte del giovane Francesco Caiffa. Dopo i primi accertamenti dei carabinieri della stazione Bologna, affiancati dai tecnici specializzati in sicurezza sul lavoro dell'Ausl, la Procura ha iscritto nel registro degli ind a g a t i u n i m p r e n d i t o r e 46enne, titolare della ditta di costruzioni che stava eseguendo i lavori e che è anche proprietaria dell'area, un ingegnere 56enne responsabile della sicurezza del cantiere, e altri due imprenditori edili, un 68enne e un 86enne, le cui aziende partecipavano ai lavori in corso quella mattina. Un a l t r o i n d a g a t o , l 'o p e r a i o 42enne che stava guidando la betoniera con braccio meccanico che ha provocato il crollo, era stato iscritto già all'indomani dell'incidente. Era stato proprio lui, sentito subito dopo il crollo, ad ammettere che forse all'origine dello scarto laterale del braccio meccanico della mastodontica macchina poteva esserci stato un errore. Le ipotesi di reato al momento sono omicidio colposo e lesioni gravissime, per i traumi riportati da un altro 20enne, rimasto ferito agli arti inferiori e al capo. Ma i carabinieri continuano ad indagare sul rispetto di tutte le norme sugli appalti e sulla sicurezza all'interno del cantiere. Ad avere la peggio quella m a t t i n a è s t a to F r a n ce s co Caiffa, 22enne originario di Gallipoli e studente di Scienze statistiche. I due ragazzi si trovavano sul terrazzino al piano ammezzato dell'appartamento di via del Borgo di San Pietro, in attesa di uscire con gli altri coinquilini per festeggiare una laurea, quando dal cantiere adiacente improvvisamente un movimento sbagliato della betoniera ha abb a t t u t to u n m u ro d i d i e c i metri quadri che è crollato su di loro. Le condizioni di Francesco sono risultate da subito molto gravi e dopo due giorni di agonia nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Maggiore si è spento. I genitori hanno deciso di donare gli organi. Il 30 ottobre si sono svolti i funerali nel Duomo di Gallipoli, dove la famiglia è molto conosciuta e Francesco era amato e benvoluto. Amante del basket sin da ragazzino, gli amici dell'università hanno chiesto informalmente al Comune di Bologna di ricordarlo dedicandogli un campetto. Una delle ultime persone ad avergli parlato poco prima del crollo, Arturo, un amico di Gallipoli che aveva fatto le scuole con lui, ha raccontato al Quotidiano di Puglia : «Quella mattina gli ho fatto una videochiamata, mi ha detto che si preparava ad uscire per festeggiare qualcosa e l'ho lasciato andare. Se solo l'avessi trattenuto al telefono...». Il 22enne si era laureato l'anno scorso in Scienze statistiche e aveva appena iniziato la triennale. In quell'appartamento si era trasferito da poco, subito dopo la sua ultima estate trascorsa in Puglia. An. B. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: La vittima Francesco Caiffa, 22 anni, originario di Gallipoli, studiava Scienze statistiche a Bologna: aveva la passione del basket e del rap. Oltre ai genitori lascia due fratelli