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22/06/2021

«Tragedia annunciata, saremo vicini alla famiglia»

Il Tirreno

cobas ati-csa intifada
EMPOLI. «La tragedia che si è verificata venerdì scorso nel novarese era purtroppo annunciata - così esordisce l'intervento di Cobas Ati/Cobas Empoli-valdelsa, Csa Intifada/ Comunità in Resistenza- . L a tragedia che si è verificata venerdì nel novarese era purtroppo annunciata, sono mesi che i lavoratori della logistica lottano per i loro diritti nell' indifferenza generale. Abbiamo ancora in mente i picchetti sgomberati dalle forze dell'ordine trascinando i manifestanti ed intimidendoli talvolta con le denunce, le immagini dell' aggressione recente di una squadra di picchiatori al presidio di Piacenza. Di pochi giorni fa l' aggressione, con tre feriti, a Prato ai lavoratori Pakistani allontanati dalla ditta cinese per cui lavoravano solo per aver denunciato le condizioni di sfruttamento a cui erano sottoposti. Abdil Belakhin, rappresentante sindacale del SI Cobas, venerdì è stato ucciso». «Non è stato un incidente od una fatalità - prosegue l'intervento - , è stato ucciso perché aveva scelto di lottare contro la schiavitù che si vorrebbe imporre nel settore. Abdil aveva scelto da che parte stare, è l' ora lo facciano anche le istituzioni. Dopo la morte di Abdil non è più tempo per le mediazioni, istituzioni, società civile, devono decidere da che parte stare. Non è morto solo per mano di questo pazzo criminale ma anche per le ragioni che lo hanno portato a dover intraprendere lotte dure e difficili come quelle dei picchetti. Lo diciamo dall' inizio di questo sciagurato secolo, alla globalizzazione delle merci non è corrisposta quella dei diritti. Il sistema degli appalti e sub appalti che ci si appresta a liberalizzare non farà che peggiorare la situazione. Condividiamo perciò l' esigenza della Confederazione Cobas per l' indizione di uno sciopero generale contro il via libera ai licenziamenti, la liberalizzazione di appalti e sub appalti, per rivendicare il diritto ad un lavoro stabile ed in sicurezza, in difesa dei diritti fondamentali a partire dal diritto di sciopero. Esprimiamo solidarietà ai compagni del SI Cobas e vicinanza agli affetti di Abdil. Se sarà lanciata una raccolta fondi per la famiglia, moglie e due figli piccoli, faremo la nostra parte». --