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04/05/2021

Tra le fabbriche di Terni dove l’industria italiana continua a perdere pezzi

Avvenire - EMANUELE LOMBARDINI

LA PIAZZA DELLA CGIL
Terni I l parcheggio dell'acciaieria di Terni sarà uno dei luoghi chiave della Festa del Lavoro indetta dai sindacati confederali. Maurizio Landini, segretario generale della Cgil parlerà davanti ad una platea per forza ristretta, in con siderazione delle normative vigenti relative al contenimento del contagio dal Covid-19, ma che vedrà presenti oltre ad una rappresentanza dei lavoratori dello stabilimento Ast, per il quale è partita la fase-1 della procedura di vendita, anche di quelli di Treofan, recentemente messa in liquidazione dagli indiani di Jindal e della Sangemini, in cassa integrazione ed alle prese con il concordato a cui ha avuto accesso il gruppo Acque Minerali d'Italia. I fari saranno maggiormente puntati proprio sulla fase di vendita da parte di Ast : «La scelta di parlare da lì - spiega Claudio Cipolla, segretario generale delle Cgil di Terni - è il segno dell'attenzione che i sindacati confederali hanno per questo territorio e per le vicende industriali che stanno attraversando, non ultimo l'importanza e la strategicità degli acciai speciali: siamo in una fase di annunciata vendita e dentro una fase di riorganizzazione dell'acciaio in Italia ed in Europa: il come viene gestita questa partita non è irrilevante». E ribadisce chiaro e tondo la posizione di Cgil, Cisl e Uil: «Noi diciamo no allo spacchettamento: la vendita deve avvenire del sito nella sua interezza altrimenti la strategicità si perde e si indebolisce quello che è stato fatto sino ad oggi». Certo i recenti dati, che segnalano per il 2020 un "rosso" da 157 milioni destano molta preoccupazione (nel 2019, la perdita era di appena 1,8 milioni) tanto che nei giorni scorsi anche il sindaco Leonardo Latini ha chiesto che la vendita di Ast diventi una «questione nazionale». Ai lavoratori di Ast ha espresso vicinanza anche la Diocesi di Terni-NarniAmelia. Il vescovo Giuseppe Piemontese nel ricordare i 40 anni della visita allo stabilimento di Papa Giovanni Paolo II ha lanciato un monito. «Se una città è divisa in se stessa, non può reggersi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non può reggersi. In un'ora grave e delicata, varie vicende politiche hanno portato la nostra Italia a dotarsi di un governo di collaborazione nazionale. Un analogo spirito dovrebbe spingere la classe dirigente e tutte le forze civili, politiche e sociali più significative della città e della regione a collaborare a favore della next generation a Terni, in Umbria, in Italia e in Europa». Lo stesso appello che con toni diversi hanno fatto i tre segretari cittadini (oltre a Cipolla, Riccardo Marcelli della Cisl e Gino Venturi della Uil) nel presentare una piattaforma operativa comune per il rilancio dell'economia locale che parte da pochi ma chiari punti chiave: «Accelerare i tempi per ripensare un nuovo e diverso modello di sviluppo che obbligatoriamente dobbiamo mettere in campo per superare la crisi che stiamo vivendo. Dobbiamo puntare su sanità, sviluppo industriale, infrastrutture, transizione ecologica, digitalizzazione del territorio, regolamentazione del sistema degli appalti, welfare nel sociale, investire sulla formazione. Ci piacerebbe su questo dialogare con le istituzioni, che finora hanno mancato nuovamente l'occasione di un vero confronto con i cittadini e con le parti sociali su questi temi per il rilancio». La prima proposta della piattaforma guarda alla generazione Z: «Dobbiamo realizzare una seria analisi sul fabbisogno territoriale e capire quali lavori serviranno da qui al 2030. In base a queste potremo anche orientare i nostri figli in un percorso scolastico che possa avere maggiori sbocchi occupazionali».

Foto: L'ingresso dello stabilimento della Acciai Speciali Terni