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03/03/2020

«Tpl, prima dell’affidamento si pronunci il Tar»

QN - La Nazione

SIENA «Mentre il Tar ha deciso di non esprimersi sul futuro del trasporto pubblico locale della Toscana, la Regione e il presidente Rossi ha annunciato di voler firmare l'aggiudicazione entro marzo, indipendentemente dal pronunciamento del Tar». Così il senatore di Fratelli d'Italia, Patrizio La Pietra, che parla di «decisione discutibile non soltanto sul piano giuridico, ma ancora di più su quello politico». Il parlamentare toscano osserva che forse il Tar ha deciso di «prendersi altro tempo per emettere il proprio giudizio per la complicata situazione riguardante la gara regionale sul Tpl che, da una parte, vede Mobit, consorzio che riunisce le aziende di trasporto storiche della Toscana e, dall'altra le Autolinee Toscane che rappresentano Rapt, azienda francese dei trasporti». E sulla questione interviene anche il presidente di Mobit, Giuseppe Gori, che sottolinea: «Non è vero che Mobit ha richiesto alla Regione di attendere per firmare il contratto il 26 febbraio. Mobit sostiene che il contratto di servizio con il vincitore della gara potrà essere sottoscritto, con il conseguente subentro del nuovo gestore, una volta concluso definitivamente il contenzioso amministrativo che determinerà l'aggiudicatario della gara». Gori smentisce poi il fatto che «il Consiglio di Stato ha dato ragione a Regione Toscana respingendo tutte le contestazioni di Mobit. Il Consiglio di Stato, con sentenza n.8411 dell'11 dicembre 2019, ha annullato definitivamente la prima aggiudicazione definitiva ad Autolinee Toscane disposta dalla Regione nel 2016, accogliendo la tesi di Mobit che il piano economico finanziario presentato da Autolinee Toscane non garantiva la bancabilità degli investimenti». In merito ai lavori del Tar, Gori evidenzia: «Non ci permettiamo nessuna valutazione, né sui modi né sui tempi. Teniamo tuttavia a precisare che, così come Mobit ha accolto l'invito del presidente del Tar a non richiedere il provvedimento cautelare, Autolinee Toscane e Regione hanno ritenuto opportuno non richiedere l'anticipazione del dispositivo della sentenza per lasciare ai giudici il tempo necessario alla sentenza». Mobit contesta poi il piano industriale di Autolinee Toscane «non in quanto prevede di acquistare in leasing tutti i bus proposti in offerta», ma in merito «al rispetto dell'indice di bancabilità previsto dagli atti di gara, in quanto nel calcolo non sono stati considerati nei debiti finanziari i canoni da sostenersi per il leasing comprensivi di quota capitale e interessi»: «Una semplice verifica presso qualsiasi istituto bancario - continua Gori - può attestare che un acquisto fatto tramite leasing rappresenta un debito finanziario». E qui l'affondo: «E' implausibile ipotizzare che la motivazione per anticipare la firma del contratto di servizio a metà marzo, a prescindere dalla sentenza del Tar e dal completamento del cronoprogramma per il trasferimento di beni e personale come richiesto dal bando, possa essere la scadenza della Giunta regionale, quando vige il principio della continuità dell'attività amministrativa». Infine Mobit precisa che le aziende concessionarie «non hanno mai manifestato l'intenzione di rifiutare le procedure per il subentro, ma contestano le modalità e il contenuto degli atti di cessione dei beni proposti da Autolinee Toscane». © RIPRODUZIONE RISERVATA