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29/06/2021

Tpl fra errori e vizi di forma il Tar azzera di nuovo la gara

La Repubblica - dan.aut.

Trasporto periferico
Il solito e l'insolito. L'incredibile sentenza del Tar che riporta a zero la gara del trasporto periferico indirizzando verso l'ennesima proroga l'appalto affidato alla società Roma Tpl, fornisce una doppia chiave di lettura all'incapacità del Campidoglio di bandire una gara senza che venga bloccata dalla giustizia amministrativa.
La decisione della seconda sezione del Tar (anticipata giovedì su roma.repubblica.it) secondo cui è necessario verificare la correttezza nel calcolo di quanto il Comune sarà chiamato a versare al vincitore, ricalca da un lato il solito scenario che si ripete ormai dal maggio 2018, quando il contratto di Roma Tpl è scaduto per la prima volta, mentre dall'altro conferma quanto di insolito ci sia in questo appalto strampalato che, ora per vizi di forma ora per errori di sostanza, non riesce ad essere assegnato.
In ballo c'è un contratto da 130 milioni di euro l'anno per la gestione di circa il 10% del trasporto cittadino. Il primo bando, che risale al 2010, fu assegnato al consorzio Roma Tpl, rimasto unico soggetto privato accanto ad Atac ad assicurare il trasporto locale.
Eppure, a un passo dalla scadenza, la macchina amministrativa del Comune ha partorito una serie di "cialtronerie" amministrative che hanno equiparato le bozze dei bandi alla carta straccia.
I primi errori risalgono al 22 luglio del 2017 quando, nel preavviso della nuova gara, vennero comunicati importi minimi e massimi sballati. Al momento della pubblicazione del bando, il 23 novembre del 2018, arrivò l'impugnazione da parte di quattro società che denunciavano favoritismi nei confronti di Roma Tpl. Tra questi, l'obbligo di riacquistare i bus dal gestore precedente, l'obbligo di acquistare le rimesse e i depositi, il pagamento del Tfr per i dipendenti della vecchia gestione. Il Tar accolse i ricorsi definendo la natura di quel bando «anti-concorrenziale e discriminatoria». Alla luce della bocciatura, il Comune ha prodotto una nuova gara solo il 24 novembre del 2020, con la previsione di assegnarla nel febbraio scorso. La previsione non si è avverata e l'assegnazione è stata posticipata al prossimo 1° settembre, data che oggi diventa improbabile alla luce dell'ultima sentenza del Tar che di nuovo obbliga tutti i concorrenti a ripassare dal via.
A distanza di oltre due anni dalla scadenza del vecchio appalto, siamo ormai all'ottava proroga di contratto per Roma Tpl, nonostante l'assessore alla Mobilità, Pietro Calabrese, ancora nel 2020 assicurava a Repubblica che non ci sarebbero state altre proroghe al servizio, e a dispetto di quanto la sindaca Virginia Raggi proclamava nella campagna elettorale del 2016: «La nostra amministrazione non farà affidamenti diretti, né proroghe. Ci muoveremo solo tramite gare pubbliche».
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Foto: kIl presidente Giovanni Mottura presidente e ad dell'Atac