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31/01/2020

Tpl, bando “impossibile” Arriva la quarta proroga

La Repubblica - Daniele Autieri

Il caso
Un primo bando pieno di errori formali, un secondo bando dove i primi errori vengono corretti commettendone degli altri, un annullamento del Tar, un ricorso al Consiglio di Stato e una proroga a data da destinarsi. E nel mezzo di questo caos amministrativo qualcuno la spunta strappando una volta ancora il rinnovo per un appalto di otto anni da un miliardo di euro, 123 milioni all'anno.
Una storia di ordinaria follia vissuta nel palleggio silenzioso tra il Comune di Roma e Roma Tpl, la società guidata da Marco Cialone che dal 2010 gestisce il trasporto periferico di Roma, pari a circa il 20% del trasporto su gomma della capitale. Un pasticcio su cui oggi si allungano le ombre di un'inchiesta della procura di Perugia che tira in causa l'appalto romano perché - come spiega uno degli indagati intercettati dagli uomini della Guardia di Finanza - «a Roma funziona così, se vuoi rimanere nel giro fai quello che ti chiedono, altrimenti sei fuori».
Secondo le indagini della procura Marco Cialone, insieme ad altri manager legati ad alcune società che controllano Roma Tpl, avrebbe ottenuto diversi benefici (assunzioni di parenti e amici, auto di lusso e altri benefit) promettendo di favorire l'ingresso di un imprenditore umbro nel business del trasporto pubblico romano. Nove persone risultano indagate con reati molto gravi che vanno dall'associazione a delinquere finalizzata all'induzione indebita continuata a dare o promettere utilità alla corruzione aggravata, fino alla bancarotta fraudolenta.
Aggrappandosi al filo tirato dalla procura di Perugia si arriva fino a Roma dove si trova la gallina dalle uova d'oro promessa da Cialone & soci: l'appalto per il trasporto di superficie delle linee periferiche.
Quel contratto è nelle mani della Roma Tpl dal 2010, fino al 31 maggio del 2018 quando scade e tutti attendono che il servizio sia rimesso a gara. Così accade, ma con esiti inaspettati. Il 28 novembre del 2018 viene infatti pubblicato il nuovo bando, una partita da un miliardo di euro, bloccato però per ben tre volte a causa di una serie di errori formali. Nella prima versione viene scritto male l'indirizzo mail del comune di Roma; nella seconda alcune cifre economiche sono riportate in modo errato; nella terza viene indicato l'ammontare totale del bando su un unico anno, invece che sugli 8 anni previsti dalla gara. Di fronte a tanti errori le società private coinvolte hanno fatto ricorso al Tar, che ha azzerato il bando condannando Roma Capitale alla parziale rifusione delle spese di giudizio ed esprimendo un parere che il comune di Roma ha deciso di impugnare al Consiglio di Stato.
Così, mentre la guerra amministrativa si consuma sul fronte delle scartoffie, una determinazione dirigenziale emessa dal dirigente del dipartimento Mobilità del Campidoglio rinnova l'appalto senza gara per una, due, tre, e adesso quattro volte a Roma Tpl.
La decisione contravviene le indicazioni espresse dall'Anac che - tanto per Atac quanto per la stessa società privata - ha previsto il ricorso alle proroghe solo in casi eccezionali. Eccezionalità che non emerge nelle motivazioni delle determinazioni dirigenziali, ispirate invece al bisogno di garantire la continuità di un servizio, sul quale - in realtà - potrebbe intervenire la stessa Atac.
La prassi della proroga vince ancora una volta sulla trasparenza e sulle regole del mercato e consegna alla società guidata da Marco Cialone l'ennesimo rinnovo di un contratto che avrebbe dovuto essere interrotto due anni fa. E mentre la vicenda rimbalza tra le aule del palazzo di giustizia di Perugia e i saloni del Campidoglio, in strada i lavoratori di Roma Tpl protestano contro l'azienda denunciando non solo il trattamento del personale, ma anche le precarie condizioni lavorative. È dei primi giorni di gennaio la notizia che un autobus in gestione all'azienda ha "rapito" per 45 minuti i passeggeri a causa di un guasto alle porte, sprovviste dei martelletti di emergenza. Effetti collaterali di un appalto miliardario.
a vicenda I bus di periferia e la gara che non c'è 1 La gestione La società Roma Tpl gestisce il trasporto periferico di superficie del comune di Roma dal 2010. Nel 2018 il nuovo bando è annullato dal Tar per errori formali.
Le proroghe Dal 2018 ad oggi, in assenza del nuovo bando di gara, il contratto a Roma Tpl è stato prorogato per quattro volte contravvenendo alle indicazioni dell'Anac L'inchiesta Alcuni manager di Roma Tpl sono coinvolti in una inchiesta della procura di Perugia legata al business del trasporto pubblico romano

Foto: kUn deposito I bus di Roma Tpl alla Maglianella