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05/06/2019

Toti guarda oltre Appennino e attacca il premier Conte

Il Giornale del Piemonte e della Liguria

IL GOVERNATORE SEMPRE PIÙ PROTAGONISTA
L'intervento parte solo da temi cari al territorio. Il 6 luglio nasce il nuovo movimento nazionale
■ Ogni giorno il governatore Toti lavora al progetto di ricostruzione del centrodestra con la nascita di una nuova formazione in grado di interpretare le esigenze di molti elettori delusi da Forza Italia e da altri partiti. L'appuntamento con la nascita di questo nuovo soggetto politico è per il 6 maggio a Roma. Perché Toti da sempre dice di voler esportare il modello vincente della Liguria. Anche se questo potrebbe significare un sempre maggior impegno lonjtano dalla regione. Insomma, un Toti «ligure» o un Toti «romano»? Ieri il governatore ha indossato un po' i panni di queste due figure sovrapposte, intervenendo con un post critico sul governo e sulle esternazioni del premieri Giuseppe Conte, partendo però da situazioni che toccano molto da vicino la Liguria e le sue esigenze. Anche se chiaramente Toti non si lasca sfuggire l'occasione di bacchettare l'esecutivo e di mettere al centro la questione dell'alleanza tra Cinque Stelle e Lega, quest'ultima l'alleato che il leader ligure ha sempre indicato come ideale e naturale per la propria formazione in costruzione. «La cosa che avrei voluto sentire dal Premier Conte e di cui purtroppo non c'è traccia: ma con le infrastrutture che si fa? - parte subito all'attacco Toti sul proprio profilo facebook, dal quale rilancia da giorni le interviste fatte su scala nazionale e l'invito alla conventiondel 6 luglio -. La Gronda autostradale di Genova si è persa nei meandri del governo, come i raddoppi ferroviari del ponente ligure e della Pontremolese. E l'Alta Velocità al sud? E le Pedemontane al nord? E l'ammodernamento dei nostri porti? E la fibra ottica in ritardo ovunque? Diciamo la verità: il Movimento Cinque Stelle non vuole nulla di tutto ciò. E pensare che, sbloccando questi miliardi di investimenti, lavorerebbero decine di migliaia di nostri concittadini. Il codice degli appalti va raso al suolo. Nei cantieri servono meno avvocati e più operai, tecnici e ingegneri. Basta ipocrisia, vogliamo un'Italia in crescita!». Gronda, raddoppio ferroviario, Pontremolese, primi punti di un «programma» tutto nazionale. La fase di transizione è in piena evoluzione. Non significa necessariamente che Toti non si ricandiderà governatore in Liguria il prossimo anno come più volte confermato. Ma che ormai si muova sempre con maggiore costanza su scala politica nazionale è un dato di fatto altrettanto evidente. In attesa di conoscere anche cosa faranno «da grandi» gli arancioni liguri, il cui processo di strutturazione ha rallentato già da qualche settimana alla luce degli sviluppi della politica italiana,