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22/10/2019

Torna la maxi gara da 593 milioni per Colosseo & Co

La Repubblica - Arianna Di Cori

Consip
È in assoluto il bando più importante nell'ambito dei beni culturali romani. Quello destinato a rimettere ordine nei servizi museali del Parco archeologico del Colosseo, finora gestiti da Electa e Coopculture fra rinnovi e proroghe dal 1997. Stavolta l'attesissimo e tormentato bando Consip ritorna. La gara, pubblicata ieri, parla di due lotti, del valore di 593 milioni di euro. ● a pagina 9 È in assoluto il bando più importante nell'ambito dei beni culturali romani. Quello destinato a rimettere ordine nei servizi museali del Parco archeologico del Colosseo, finora gestiti da Electa e Coopculture, ma andati avanti in una serie di rinnovi e proroghe automatiche dal lontano 1997. Stavolta l'attesissimo quanto tormentato bando Consip ritorna, e sembrerebbe la volta buona. La gara, pubblicata ieri, parla di due lotti, del valore di 593 milioni di euro, con la scadenza per la presentazione delle domande - che verranno scelte in base con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa - fissata al 27 gennaio 2020. Il vincitore si aggiudicherà l'affidamento in concessione, per cinque anni, dei servizi museali di Anfiteatro Flavio, Foro romano-Palatino e Domus Aurea. Il primo lotto è dedicato ai servizi di biglietteria, informazioni, accoglienza e assistenza alla visita - ossia quelli finora offerti da Coopculture - il secondo ai servizi di editoria e di vendita di prodotti editoriali, di merchandising e di oggettistica, gestiti da Electa.
Attorno ai cosiddetti servizi aggiuntivi del Colosseo e il loro affidamento - per oltre un ventennio in mano alle stesse due società - negli anni si sono accese polemiche e aperte inchieste. L'ultima risale alla scorsa primavera: la Procura ha chiesto di fare luce sui motivi per cui in tanti anni non sia stata indetta alcuna gara. La Corte dei Conti ha bacchettato l'inerzia del dicastero, davanti a un monumento "petrolio d'Italia" che registra quasi 8 milioni di visitatori l'anno e incassi lordi nel 2018 per 230 milioni di euro.
Già nel 2016 il ministro Franceschini - allora alla sua prima esperienza al Collegio Romano - annunciava l'arrivo della gara Consip che avrebbe portato "la svolta" nella gestione dei servizi aggiuntivi.
Ma quando finalmente tutto sembrava pronto, sono arrivati i ricorsi. Dei due bandi pubblicati l'8 febbraio 2017, solo uno, per i servizi di vigilanza, è in questo momento in fase di aggiudicazione. Il secondo, quello appunto per biglietti e bookshop, è stato bloccato dai giudici, dopo una battaglia tra Tar e Consiglio di Stato che infine ha visto accolti i ricorsi di due partecipanti alla gara, D'Uva srl e Coopculture. Al centro del contenzioso c'era l'aver incluso, nel servizio di appalto per la biglietteria, prestazioni come la fornitura e il noleggio di audioguide considerate guida ed assistenza didattica e di prassi affidate in concessione. Il Tar ha rigettato l'istanza, aderendo alle osservazioni di Consip, che indicava invece che la scelta di impostare appalti al posto di concessioni fosse stata frutto di una scelta dell'amministrazione, in particolare della Soprintendenza Speciale, per apportare un miglioramento all'attuale gestione. Ma infine, nel dicembre 2017, il Consiglio di Stato ha dichiarando illegittima la gara.
Stavolta il bando pubblicato contiene - almeno dovrebbe - tutte le indicazioni. E, in assenza di dichiarazioni ufficiali dal Mibact e dalla direzione del Parco del Colosseo, non resta che attendere, sperando che si chiuda una delle più spinose questioni all'ombra del Colosseo.

Foto: jOtto milioni Turisti in coda per il Foro romano: sono otto milioni l'anno i visitatori del Colosseo