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15/04/2021

Torna la guerriglia dei no Tav Nel mirino anche gli operai

Avvenire - ANDREA ZAGHI

LO SCONTRO Il fronte degli oppositori riapre le ostilità e alza il tiro: «Resistiamo» Disordini e sit-in per 24 ore nell'area del nuovo autoporto: quattro poliziotti feriti. Sindacati e imprese: lo Stato risponda
Torino T utto inizia nella notte tra lunedì e martedì. Sassate sui lavoratori del cantiere della nuova linea ferroviaria Torino-Lione. Pietre su operai edili senza particolari protezioni che si apprestano ad aprire una n uova fase dei lavori per realizzare la ferrovia che da decenni ormai vede contrapposto un corposo nucleo di abitanti della valle di Susa (affiancati spesso da anarchici ma anche da alcuni partiti politici) al resto del Paese. Quanto accaduto, è una sorta di brutto ritorno al passato. Il bilancio, per ora, parla di cinque feriti di cui quattro delle forze dell'ordine e un operaio; alcuni feriti ci sarebbero però anche tra i No Tav. Ultimo motivo di scontro, è stato l'avvio di un cantiere tra San Didero e Bruzolo: due paesini della valle che stanno nell'area nella quale verrà realizzato il nuovo autoporto a servizio dell'autostrada del Fréjus che sarà spostato dall'attuale sede (presso Susa) dove, invece, verrà realizzata la stazione internazionale allo sbocco del tunnel di base. L'inizio degli scontri pare sia avvenuto attorno alla mezzanotte, quando qualche centinaio di poliziotti ha circondato una specie di piccolo fortino dei No-Tav creato in un edificio in disuso proprio al centro dell'area del futuro autoporto: un appalto che da solo vale circa 50 milioni di euro. Quel "fortino" sta proprio dove dovrebbe sorgere l'autoporto. Alle 3 della mattina di ieri iniziano i lacrimogeni e le cariche. Chi è ancora dentro la costruzione lancia un messaggio sui social : «Resistiamo». Mentre fuori altri No Tav iniziano ad allestire barricate improvvisate. In mezzo, però, ci finiscono i lavoratori di Telt (la società italo-francese che deve realizzare la parte transnazionale della linea), oltre che delle società incaricate dell'appalto specifico. Non hanno protezioni particolari, perché di fatto il cantiere lì non c'è ancora. Sono proprio loro, circa 30 persone, ad essere presi a sassate. Intanto le ore passano e il confronto tra forze dell'ordine e manifestanti continua per tutta la giornata di ieri. Si muovono anche i alcuni amministratori della Valle per accedere all'area di cantiere che nel frattempo viene circondata da carabinieri e polizia. Altre riunioni arrivano nel pomeriggio, mentre la tensione attorno al "fortino" non si placa. A sera, comunque, una buona parte dell'area di cantiere v iene circoscritta con i betafens (le apposite protezioni che servono per mettere in sicurezza aree di questo genere): all'interno rimane il nucleo di no Tav irriducibili. Poi scoppia nuovamente il caos. Un corteo partito da San Didero raggiunge i cordoni di sicurezza delle forze dell'ordine, sulla strada che porta al cantiere del nuovo autoporto. I manifestanti tentano di forzare il blocco e vengono respinti nei boschi attorno all'area. Le forze dell'ordine per disperdere l'ala più dura No Tav in corteo usano nuovamente oltre ai lacrimogeni, gli idranti, mentre i manifestanti lanciano pietre contro polizia e carabinieri. Intanto, appena diffusasi la notizia dei primi scontri nella notte, istituzioni e forze economiche si mobilitano per stigmatizzare quanto sta accadendo. Colpisce il fatto che ad essere attaccati siano stati dei lavoratori. «Lo Stato deve essere presente», dice Filca Cisl di Torino. Mentre il variegato insieme di associazioni del mondo dell'industria, del commercio, della cooperazione oltre che dei lavoratori, in una nota congiunta dice: «Gli scontri, e in particolare il ferimento di lavoratori edili e di rappresentanti delle forze dell'ordine, rappresenta qualcosa di assolutamente inaccettabile, assurdo e inammissibile. La violenza e la prevaricazione di pochi, non possono bloccare lo sviluppo di un intero territorio». In valle, intanto, momenti di calma si alternano ad altri con tentativi di sfondamento e cariche. Oltre i No Tav, ci sono anche militanti del centro sociale Askatasuna e di altri centri sociali torinesi. Alle 20 di sera vengono occupati i binari della TorinoBardonecchia. Un vicequestore della Polizia è colpito al petto da una pietra e portato in ospedale per accertamenti. E nella notte si temono ulteriori scontri.

Foto: Manifestante no Tav a confronto con la polizia ieri in Val di Susa / Ansa