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14/07/2020

Torna l ‘ incubo fallimento A rischio anche il bando?

La Sicilia

LO SCENARIO
Un vero terremoto. Oggi la Sigi dovrebbe presentare il nuovo Cda, ma restano tanti punti oscuri e preoccupazioni sul futuro là L ' inchiesta della Procura rende ancora più incerto il futuro di un club senza pace. Ed è pure difficile credere al colpo a sorpresa
GIOVANNI TOMASELLO CATANIA. Non c ' è pace per il Catania che ormai da cinque anni vive situazioni di estrema difficoltà e a nulla sono serviti i generosi tentativi di chi ha tentato in tutti i modi di rilanciare il club rossazzurro. Quelli che stanno soffrendo molto e che comprendiamo essendo catanesi sono i tifosi che dopo le due apparizioni della squadra etnea nei play off in cui la squadra di Lucarelli non è stata di certo fortunata, sono di nuovo in ansia per il futuro del loro amato club. Finita l ' era Pulvirenti che ormai da tempo si era deciso a vendere la società facendo la spola tra casa e studi legali, c ' è stato l ' interessato del famoso Comitato che si è poi costituito in società per azioni. Ci riferiamo ormai alla famosa Sigi che è stata una bella idea - almeno sulla carta - di Fabio Pagliara e Maurizio Pellegrino, una sorta di azionariato diffuso di non facile realizzazione a Catania e nel calcio in genere... Le trattative sono andate così avanti per mesi - forse troppi - e sul più bello a pochi giorni dal bando d ' acquisto che ora potrebbe essere a rischio, ecco l ' inchiesta " Fake credits " su presunti crediti tributari fittizi per un ammontare di 25 milioni di euro e una indebita compensazione di imposte di 9,5 milioni di euro. In manette sono finiti alcuni componenti della Sigi a cominciare dal vice presidente, il commercialista catanese Antonio Paladino e alcuni suoi fidati collaboratori. Oggi i soci della spa in questione si riuniranno per nominare un nuovo Cda ma le parole piuttosto energiche del Procuratore della Repubblica di Catania, dott. Carmelo Zuccaro, durante la conferenza stampa di presentazione dell ' inchiesta sono state un duro colpo per i tifosi. Il numero uno della Procura non ha escluso possibili ripercussioni dell ' inchiesta sulla trattativa per l ' acquisizione del Calcio Catania, proprio in vista della procedura competitiva fissata per il 23 luglio. Il Gip ha fra l ' altro riconosciuto l ' esistenza di potenziali occasioni prossime favorevoli alla commissione di nuovi reati ad opera di Paladino, figura chiave nella Sigi e questo ha spinto la Procura a trasmesso l ' incartamento al Tribunale fallimentare che, in sede collegiale, dovrà valutare attentamente la situazione dopo avere pubblicato il bando per l ' avvio della procedura competitiva. Un bando che si teme pure possa essere ritirato. La Sigi, dopo la riunione urgente di venerdì pomeriggio con i soci nella propria sede operativa, proverà a dimostrare trasparenza e onorabilità. Al momento il bando resta regolarmente, il rischio però è che il Tribunale decida di ritirarlo o, comunque, di rivederne modalità e condizioni mentre si avvicina la fatidica scadenza del 22 luglio per la presentazione delle offerte. Chi vi parteciperà? La Sigi farà in tempo a riorganizzarsi e Finaria che ha aderito al concordato compirà qualche colpo a sorpresa? Fra l ' altro c ' è ancora il nodo degli stipendi da pagare ai giocatori sempre da parte di Finaria - ed ecco spiegato il motivo di tanta preccupazione dei tifosi che non hanno mai accompagnato il Catania. Inutile negare che sul Catania incombe il pericolo del fallimento e che questo timore comporterà ulteriori disagi e incertezze sul futuro. Il Catania ora è proprio a una svolta, positiva o negata dei suoi. Non resta che aspettare notizie incoraggianti e guardare avanti con un minimo di ottimismo e se per caso qualcuno che può contribuire con buoni risultato al rilancio della squadra rossazzurra, esca allo scoperto. Il gioco al nascondiglio è durato troppo nella speranza che un facoltoso imprenditore della zona alta d ' Italia s ' innamori almeno di Torre del Grifo. l

Foto: Maurizio Pellegrino