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29/09/2019

Torino, il film della crisi è al Museo del Cinema

Il Fatto Quotidiano - STEFANO CASELLI

STALLO La Mole Antonelliana senza guida
Bagarre politica Contestata la nomina dell ' ultimo vincitore Sarebbe il terzo bando a vuoto in tre anni
In un tempo neppure troppo lontano - quando i torinesi, per intenderci, fotografavano i turisti come fossero dei panda albini - al forestiero che domandava cosa vedere in città si rispondeva: " Il museo Egizio " . La prestigiosa collezione sabauda mantiene il primato tra i punti d ' interesse locali, ma da qualche lustro la risposta al forestiero è cambiata: " Museo del Cinema " . Quello della Mole Antonelliana, infatti, prima ancora che un omaggio alla settima arte, è un formidabile giocattolone ospitato nel più assurdo - e per questo unico - degli edifici. Tramontata l ' epoca dei panda albini, il museo attira circa 700 mila visitatori l ' anno ed è stato il perfetto simbolo della " rinascita " tori nese degli anni 2000. È STATO, AHIMÉ. Perché se i simboli sono simboli (e la Mole lo è per eccellenza), l ' allesti mento di via Montebello è anche il perfetto paradigma di una città che - passati i fasti olimpici - vive costantemente con il fiatone e gioca inesorabilmente al ribasso. Cos ' altro potrebbe rappresentare, infatti, lo stallo che paralizza i vertici del Museo? Da ben tre anni (999 giorni, per l ' esattez za) la Mole è senza direttore, da quando cioè Alberto Barbera (direttore artistico della Mostra di Venezia) se ne andò sbattendo la porta. Da allora si sono susseguiti tre bandi: il primo nel 2016, all ' alba dell ' era pentastellata, vinto dall ' ex segretario della Fondazione Sandretto di Torino e del Maxxi di Roma Alessandro Bianchi, subito " silurato " dal la neo giunta 5S (nel Comitato di Gestione siedono Comune, Regione Piemonte, Gtt, Fodazione Crt e Fondazione San Paolo) perché troppo organico al Pd. Quindi un secondo nel 2018, vinto da Alessandro Moreschini (Accademia Albertina e Residenze Sabaude) che rinunciò subito all ' incarico. L ' ultimo bando è di queste settimane e ha visto vincitore Domenico Di Gaetano, 54 anni, vicepresidente della Torino Film Commission. Tutto risolto dunque? Macché. La nomina da parte del cda di De Gaetano ha provocato le immediate dimissioni del presidente Sergio Toffetti che - nemmeno troppo velatamente - contesta il curriculum del direttore in pectore . Lo stesso fa il favorito della vigilia, il critico d ' arte ed ex direttore del Circolo dei Lettori Luca Beatrice, 56 anni, che - non senza ragioni - rivendica la forza del suo curriculum sulla base dei requisiti richiesti dal bando. La bagarre si è fatta politica. De Gaetano è considerato in buoni rapporti con l ' ammini strazione comunale 5 Stelle, il dimissionario Toffetti un uomo dell ' ex governatore Pd Sergio Chiamparino, il quale (Toffetti) era il grande sponsor di Beatrice, uomo di centrodestra ben visto dai nuovi vertici della Regione guidata da Alberto Cirio (Forza Italia), Regione che - dato l ' impasse - ha deciso di convocare una riunione straordinaria del Collegio dei Fondatori. AL NETTO delle beghe politiche, che meritano il giusto spazio nelle cronache cittadine, e della lecita domanda se non fossero meglio le vecchie - e tracciabili - investiture politiche, la questione Museo del Cinema è l ' impietoso specchio di una città in evidente (e risalente ad assai prima dell ' era Appendino) affanno. il Museo della Mole (che dà lavoro a 77 persone e ingloba il cinema Massimo e il Torino Film Festival) è un gioiello che pare minacciato dalla polvere del tempo dei panda albini, alimentata da un pubblico gioco al ribasso che sa di ineluttabile, come ineluttabile è il sold out dei Frecciarossa dei pendolari che ogni mattina vanno a Milano. Una situazione ben riassunta da un episodio: " L ' altro giorno ero a Roma a Cinecittà - racconta un nome storico del cinema torinese - e mi chiedevano notizie di Toffetti. Ebbene, nessuno sapeva che si fosse dimesso " .

Foto: Il simbolo della città La Mole Antonelliana a Torino, sede del Museo Na z ion a le del Cinema Ansa