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16/07/2020

Tomasinsig alla magistratura: «Verità su questo decesso»

Il Piccolo di Trieste - L.M.

il sindaco di gradisca chiede immediata chiarezza
GRADISCA La garante comunale delle persone private della libertà personale, Giovanna Corbatto, ha chiesto di poter fare urgentemente il proprio ingresso al Cpr. Una richiesta che aveva già inoltrato alla Prefettura di Gorizia nei giorni scorsi, alla luce dell'improvviso incremento delle presenze nel "carcere per migranti" e dell'insorgere di episodi di autolesionismo e sciopero della fame. Ma che ora, a seguito della tragedia consumatasi ieri, assume contorni ancora più importanti.«C'è un'indagine in corso e non ha senso trarre conclusioni premature o fare collegamenti fra l'aumento delle presenze e questa nuova morte fra le mura del Cpr - premette Corbatto -. Ma al tempo stesso è innegabile che questa struttura continui a generare continue tensioni». Negli ultimi giorni l'ex Polonio è stata oggetto di numerosi trasferimenti di irregolari, soprattutto dal Meridione: da strutture penitenziarie, da altri centri immigrati e in alcuni casi anche in seguito al rintraccio di irregolari approdati in Italia attraverso gli sbarchi dal Mediterraneo. «Un cocktail di situazioni molto differenti - conferma Corbatto -. Vogliamo verificare le condizioni di vita all'interno. Certo non aiuta il fatto che l'appalto dell'attuale ente gestore (la padovana Edeco ndr) sia praticamente in perdita dopo i "tagli" ai bandi-immigrazione e l'emergenza Covid. Delle due l'una: o i Cpr chiudono perché insostenibili economicamente e perché non producono risultati, o vanno messi nelle condizioni di funzionare, investendo sulla qualità del servizio, sugli accordi bilaterali coi Paesi d'origine, sulla celerità dei rimpatri».Addolorata la reazione del sindaco di Gradisca, Linda Tomasinsig: «Chiedo con forza che la magistratura stabilisca con celerità la verità su questo decesso, così come che vengano resi noti gli esiti delle indagini sulla morte, ormai 6 mesi fa, di Vakhtang Enukidze. Il Cpr ha raggiunto il massimo della capienza attuale (80 detenuti) non senza problemi per la gestione di questi arrivi, tanto più durante l'emergenza sanitaria. Non ho dubbi che il sopralluogo della Garante potrà avvenire al più presto. Il Cpr, per come è concepito e gestito, si conferma inadatto ad adempiere al suo compito di tutela dela sicurezza e dei diritti dei detenuti e di chi ci lavora. Continuerò - conclude - a chiederne con forza la chiusura».Severo il sindacato di polizia Siulp: «Il sistema fa acqua- accusa il segretario Giovanni Sammito- e questa nuova tragedia lo dimostra. Si lavora in continua emergenza: aumentano i trattenuti ma diminuisce il contingente di forze dell'ordine, senza più rinforzi esterni da altre questure. Servirebbero 50 agenti in più» .Domani un incontro in Questura, che alla luce di questa tragedia assume contorni ancor più rilevanti. Di tragedia annunciata parla il consigliere regionale Diego Moretti. «I Cpr vanno sospesi. La richiesta di nuove strutture del genere sin regione da parte di Fedriga e alcuni sindaci, alla luce dei fatti di questi giorni risultano del tutto fuori luogo». --L.M.© RIPRODUZIONE RISERVATA