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28/10/2020

Tolto il finanziamento per palestra e scuola Lomello ricorre al Tar

La Provincia Pavese - Umberto De agostin0

L'attrito tra l'amministrazione e il ministero sui contributi attesi 112mila euro per le manutenzione degli edifici La controversia
LOMELLOPrima il ministero concede il contributo, poi lo annulla per un cavillo burocratico. Così il Comune di Lomello ha deciso di ricorrere al Tribunale amministrativo regionale contro l'annullamento del finanziamento ministeriale relativo alla ristrutturazione della scuola media e della palestra incaricando l'avvocato Elisabetta Masnata. Sette anni fa il Comune di Lomello era stato ammesso a un finanziamento, relativo a un progetto diviso in due lotti (edificio scolastico e palestra), per complessivi 520mila euro. Dopo aver ricevuto un primo finanziamento di 102mila euro per la bonifica dell'amianto e un secondo di 200mila euro per l'adeguamento alle normative di sicurezza, il Comune di Lomello aveva avviato la procedura per il terzo finanziamento condizionata all'affidamento dei lavori entro il 28 febbraio 2016. La manutenzione straordinaria dell'edificio principale e della palestra aveva un costo complessivo di 112.700 euro.Il problema«L'allora responsabile dei Lavori pubblici - spiega il sindaco Silvia Ruggia - stante l'urgenza aveva affidato i lavori, suddivisi in lotti, attraverso quattro determine datate 22 febbraio 2016: nello specifico, la 15 per 47.907,44 euro, la 17 per 14.770,54 euro, la 18 per 43.271,72 euro e la 19 per 25.743,98 euro. I lavori erano poi stati regolarmente eseguiti». Il consiglio comunale, nella seduta del 29 novembre 2016, aveva approvato il riconoscimento di legittimità di debito fuori bilancio in relazione all'esecuzione dei lavori, che sono stati correttamente e integralmente liquidati. Il ministero, però, il 14 giugno 2018 aveva revocato il terzo finanziamento per il presunto mancato rispetto del termine del 28 febbraio 2016. «Noi - prosegue il sindaco Ruggia - avevamo richiesto chiarimenti e anche un incontro con i funzionari ministeriali, ma il 21 luglio scorso il ministero ha disposto la decadenza del finanziamento basata sul diverso presupposto della pretesa violazione del codice appalti nella parte che parla della suddivisione delle lavorazioni in lotti. La nostra giunta ha preso atto dell'incertezza in merito alla giurisdizione in materia, ma ha comunque considerato più cautelativo presentare ricorso al giudice amministrativo». --Umberto De agostin0