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26/05/2021

Toh, i tifosi del Recovery ora scoprono le condizioni (e le rifiutano)

La Verita' - PAOLO DEL DEBBIO

SEMPLIFICAZIONI
��� Di solito, quando si dice che i nodi vengono al pettine, ci si riferisce a qualcosa che avviene o strada facendo o a uno stadio avanzato di quello che si sta facendo. E infatti, il detto popolare dice che prima o poi i nodi vengono al pettine. In Italia, per questo governo, c'�� qualcuno che (...) segue a pagina 2 Segue dalla prima pagina (...) i nodi li sta facendo venire al pettine addirittura prima di cominciare. Si tratta del partito Leu, per intenderci quello del celeberrimo ministro Speranza e della immancabile Cgil e quindi del suo segretario Landini. Riepilogando, il 26 e 27 aprile il presidente Draghi ha fatto comunicazioni, rispettivamente, alla Camera e al Senato, relative al Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza), cio�� il piano che il 30 aprile �� stato trasmesso alla Comunit�� europea e che contiene tutti i provvedimenti che devono essere assunti e la relativa tempistica per accedere ai soldi del Recovery fund. Ricordiamo, se qualcuno se lo fosse dimenticato, che il governo italiano e il Parlamento hanno firmato con l'Unione europea ci�� che potremmo chiamare un vero e proprio ��contratto��: ti do i soldi a condizione che tu faccia le cose che hai proposto e che io ho accettato. Senno, come in ogni contratto, il non rispetto di ci�� su cui ci si �� accordati fa decadere il contratto stesso e, in questo caso, i soldi dall'Europa non arriveranno. Tutti, dico tutti, hanno avuto la possibilit�� di leggere il piano Draghi, sono state fatte innumerevoli audizioni gi�� durante il regno di Giuseppe Conte, se ne �� parlato in tutte le sedi, e modestamente questo giornale ha sempre messo in guardia su di un aspetto, e cio�� che il piano vincolava l'Italia a una serie di riforme da fare a fronte dei soldi, e che questi vincoli sarebbero stati vigilati con la durezza e la determinazione che l'Italia conosce bene nei confronti dei vincoli europei. Spesso �� stato citato l'esempio della Grecia dove a un certo punto arriv�� la Troika e per la seconda volta, nella sua storia, il Paese ellenico, si trov�� di fronte a una vera e propria guerra di Troi(k)a, e come allora ci furono morti e feriti in grande abbondanza. Di fronte a queste critiche gli europeisti, senza se e senza ma, rispondevano che si doveva avere fiducia nell'Europa, che ai Paesi sarebbe stata lasciata larga autonomia, e soprattutto che i vincoli imposti dall'Europa stessa sarebbero stati ampiamente sopportabili. Entro maggio 2021, cio�� entro sei giorni da oggi, massimo ai primi di giugno, dovrebbe essere adottato il primo provvedimento che consiste in un decreto legge che prevede la semplificazione e la riduzione degli oneri burocratici come condizione di avvio del Pnrr. Vuol dire che o si fa questa riforma (che in gergo europeo viene chiamata orizzontale) o tutte le altre che seguono saranno impossibili da fare. Da notare che entro il 2021 tra decreti legge e leggi delega ne vanno approvati 17. Tra l'altro entro il maggio 2021 va approvato anche il decreto legge con misure di semplificazione dei contratti pubblici e quello in materia ambientale, oltre che quello in materia di edilizia urbanistica e rigenerazione urbana. �� notorio che l'Italia, frequentemente, non riesce a spendere i soldi europei per questioni di tipo burocratico, nel senso che �� talmente lenta da non arrivare spesso in tempo a presentare i progetti entro i termini fissati. E notare bene che questo problema non �� un problema che riguarda solo i nostri rapporti con l'Europa, ma �� un problema enorme che intralcia pesantemente, insieme alla legislazione sul lavoro e al sistema tributario, lo sviluppo economico del nostro Paese. Ebbene, nel decreto sono contenute norme per la velocizzazione delle gare oltre che a norme sul numero di subappalti possibile. L'onorevole Fassina di Leu ha dichiarato: ��No tana libera tutti sui subappalti�� e ha aggiunto: ��Sotto lo slogan della semplificazione su cui tutti a parole siamo d'accordo si raggiungono obbietti vi inconfessabili e inconfessati��. La Cgil si �� dichiarata pronta a uno sciopero sugli appalti. Notare che Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, si era espresso ripetute volte a favore del Recovery fund chiedendo di essere coinvolto nelle decisioni. Richiesta pi�� che legittima che a quanto ci risulta �� stata rispettata. Certo, almeno fino a oggi, il sindacato propone - come tanti altri soggetti rappresentativi - ma il governo e il Parlamento decidono. Perch�� sono cos�� importanti le semplificazioni? Perch�� riguardano un settore che, come �� noto, in Italia, come in altri Paesi europei, pu�� determinare una ripresa dello sviluppo che vuol dire pi�� lavoro, pi�� redditi, pi�� investimenti, pi�� consumi. Cio�� pu�� innescare un circolo virtuoso del quale l'Italia, in questo momento, ha bisogno come il pane. Le infrastrutture e l'edilizia in generale, da noi, hanno dimostrato ripetute volte nella storia economica del nostro Paese, a partire dall'immediato dopoguerra, e durante i sette governi De Gasperi, dal 1948 al 1953, in modo inconfutabile, la spinta propulsiva di questi settori. Uno degli economisti pi�� importanti del XX secolo, John Maynard Keynes, sostenne che nei momenti di crisi il mercato non ce la fa a ripartire da solo, ma ha bisogno che il governo spenda soldi anche in deficit, e particolarmente nelle infrastrutture, perch�� questo pu�� funzionare come motorino di riavviamento del mercato stesso. La tesi �� stata dibattuta durante tutto il secolo scorso tra keynesiani e liberisti che non hanno mai creduto che questa fosse la strada giusta. Chi scrive non �� un keynesiano convinto ma �� ovvio pensare che se c'�� un momento in cui lo Stato deve intervenire �� il momento delle crisi, sia favorendo i lavori pubblici, sia formulando una riforma tributaria che abbassi le tasse sul ceto medio. Possibile che ogni volta che in Italia si prova a semplificare ci sia sempre qualcuno che sospetta che ci�� sia fatto per aiutare gli amici degli amici e non l'Italia nel suo complesso?

Foto: AL TIMONE Mario Draghi ieri ha incontrato i capi delegazione delle forze di maggioranza a Palazzo Chigi e alcuni esponenti del governo [Ansa]