scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
14/09/2021

«Togliamo il logo di A2A dal sito di Aeb e Gelsia»

QN - Il Giorno

Dopo la sentenza del Consiglio di Stato
SEREGNO Marco Fumagalli, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, torna alla carica contro l'aggregazione industriale tra il gruppo seregnese Aeb e A2A. E visto che già in precedenza si è mosso su più fronti, arrivando fino alla Commissione Europea, anche questa volta ha deciso di non rimanere con le mani in mano dopo l'ormai nota sentenza del Consiglio di Stato, depositata l'1 settembre, che blocca l'operazione. Il Consiglio di Stato, in particolare, ha respinto entrambi i ricorsi di Aeb, riconoscendo sia le ragioni del consigliere comunale Tiziano Mariani (Noi x Seregno) che lamentava di non essere stato messo in grado di esercitare il suo ruolo poiché non ha ricevuto tutti i documenti, sia le obiezioni di due aziende che si erano dichiarate interessate al progetto di rilancio, ma non hanno potuto farlo poiché non si è proceduto con una gara a evidenza pubblica. «In seguito all'emanazione delle sentenze del Consiglio di Stato - racconta il consigliere regionale Fumagalli - ho provveduto tempestivamente a informare l'Agcm (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato), che non ha mai preso in considerazione questo aspetto strettamente legato al rispetto del Codice degli Appalti pubblici». L'Agcm, infatti, aveva sì affrontato la questione su sollecitazione dell'esponente pentastellato, limitandosi a riconoscere che l'aggregazione non altera gli equilibri del mercato. «Ora - commenta Fumagalli - dovrà necessariamente rivedere le sue posizioni relativamente a casi analoghi». L'iniziativa del politico brianzolo, però, non si limita al nuovo coinvolgimento dell'Agcm: «Ho richiesto tutta la documentazione relativa all'istruttoria effettuata - spiega - al fine di poter fornire elementi validi alla Corte dei Conti e alla magistratura per la quantificazione dell'eventuale danno erariale». Affermazioni in linea con quanto richiesto dallo stesso Tiziano Mariani, subito dopo avere appreso i contenuti della sentenza. Del resto Mariani in questi mesi, evidenziando che la Procura ha già inviato la Guardia di Finanza nella sede di Aeb e in municipio per acquisire documentazione utile, ha chiesto a gran voce di fare luce anche su eventuali irregolarità con valenza penale, affinché la collettività seregnese sia tutelata e, allo stesso tempo, l'operazione non venga accompagnata da dubbi o equivoci. Fumagalli, però, in attesa che si faccia chiarezza, ognuno in base al proprio settore di competenza, chiede la rimozione immediata del logo di A2A presente sul sito Internet del gruppo Aeb e in quello di Gelsia. «Ritengo doveroso far cessare immediatamente tale pubblicità ingannevole - commenta Fumagalli - e ripristinare la legalità, alla luce delle sentenze del Consiglio di Stato. L'indicazione nel logo di un'appartenenza non veritiera al Gruppo A2A viola la legge e trasmette un messaggio fuorviante. È necessario che i sindaci coinvolti facciano immediatamente rispettare l'esito della sentenza di annullamento». Gualfrido Galimberti