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08/07/2021

Tir a fuoco in galleria autostrade liguri ko *

La Repubblica - Massimo Minella

L'emergenza traffico
Succede tutto alle 8 del mattino, quando sulla rete ligure lo zig fra i cantieri e le riduzioni di carreggiata è già realtà quotidiana da qualche ora. Fra Pra' e Pegli, in direzione Genova, prende fuoco un tir in galleria e l'incubo si materializza. Il traffico si paralizza e il serpente di mezzi pesanti prende forma. Sarà così per tutta la giornata, in un martedì di ordinaria follia. I cantieri stavolta non sono responsabili, in quanto elemento scatenante, ma è un fatto che i lavori sulla rete impongono i cantieri e, quindi, le carreggiate ridotte. ● a pagina 4 Succede tutto alle 8 del mattino, quando sulla rete ligure lo zig fra i cantieri e le riduzioni di carreggiata è già realtà quotidiana da qualche ora. Fra Pra' e Pegli, in direzione Genova, prende fuoco un tir in galleria e l'incubo si materializza. Il traffico si paralizza e il serpente di mezzi pesanti prende forma. Sarà così per tutta la giornata, in un martedì di ordinaria follia in cui la rete ligure finisce nuovamente sott'acqua. I cantieri, questa volta, non sono responsabili in quanto elemento scatenante, ma è un fatto che i lavori sulla rete impongono i cantieri e, quindi, le carreggiate ridotte. Il nodo genovese resta così al centro di una viabilità sempre più sofferente, dove gran parte del traffico diretto e proveniente verso il porto continua in grandissima parte a spostarsi sulla "gomma" (il ferro al di là degli annunci è fermo al 13%), dove ogni arteria va rapidamente in sofferenza (non solo la A10, ma anche la A7 da Milano), dove ogni giorno ormai inizia per mezzi commerciali e auto private nella speranza di non finire bloccati all'interno di una coda. Il tema delle infrastrutture e di una Liguria sempre isolata e intrappolata nei cantieri finisce addirittura per monopolizzare l'attenzione del forum Ambrosetti di Santa Margherita. E non potrebbe essere diversamente quando discutendo del primo incidente in galleria arriva la notizia del secondo e del terzo, questa volta nel pomeriggio e in direzione Savona: un'autocisterna che si ribalta tra Celle e Varazze, un altro mezzo pesante che si blocca all'altezza di Albisola. Le code arrivano a superare i dodici chilometri e ancora in serata la situazione risultava ancora particolarmente critica.
Oggi si riparte e sul banco degli imputati non finisce solo l'autostrada, ma anche il porto di Genova.
Giovedì e venerdì scorsi, infatti, i ritardi nello smaltimento delle operazioni ai terminal ha creato lunghissime code ai varchi. Un mix esplosivo, quello fra autostrade e porto, che sta suscitando polemiche e che ieri ha portato i terminal Psa a Genova a replicare alle accuse. «È evidente quanto il sistema trasportistico locale sia fragile e come, qualora si verifichi un picco di traffico, esso diventi ingestibile.
Ciò dà luogo a un'estenuante caccia al responsabile tra i vari attori della catena logistica - si legge - A tutti è noto che le infrastrutture liguri sono ormai da tempo in uno stato disastroso, come peraltro ammesso anche dal soggetto concessionario delle autostrade. È inevitabile che si possano creare attese ai varchi portuali, se i trasportatori giungono contemporaneamente e senza alcun tipo di programmazione».Il problema, spiega il terminalista, non è di tipo gestionale, se si considera che in una giornata "normale", come il 22 giugno, sono stati operati 834 camion contro gli 864 del 2 luglio, uno dei giorni "incriminati". Il prossimo passo? Un confronto con tutti i soggetti del porto e «una pianificazione vera, tramite un sistema informatico, che permetterebbe all'utenza di prenotare in anticipo l'arrivo in porto, con arrivi scaglionati. Lo stesso sistema (tradotto in una semplice app) permetterebbe poi di verificare in anticipo che tutta la documentazione utile all'ingresso risulti essere in ordine, garantendo così un transito veloce e sicuro della merce, minimizzando i tempi di transito e massimizzando l'efficienza del nostro porto».
Il pubblico Governo e enti locali per l'emergenza 1 2 Enrico Giovannini "La situazione è grave non si risolve subito" «La Liguria è in grave difficoltà da un punto vista infrastrutturale: il rapporto lo ha evidenziato e i quotidiani lo raccontano ogni giorno. La situazione sulle autostrade, a causa della necessità della messa in sicurezza, è molto grave. Ma credo dobbiamo essere tutti molto trasparenti: questa non è una situazione che si risolverà in poche settimane o mesi, bisogna operare su più fronti. E' quello che il governo sta facendo». Lo spiega il ministro alle Infrastrutture Enrico Giovannini.
«Abbiamo cercato di intervenire - dice - I risultati in parte si sono visti, con una programmazione dei lavori, riducendo l'impatto per la stagione estiva. Autostrade ha deciso di ridurre le tariffe drasticamente». Giovanni Toti "Necessario assumersi le responsabilità"
«Più volte ci siamo seduti con il ministero, non vogliamo banalizzare il tema della sicurezza perché se i lavori per rendere più sicure le nostre strade vanno fatti bisogna farli e i tecnici devono dirci quando. Ma occorre che qualcuno si prenda la responsabilità di dire come, quando e con quale prospettiva si metterà a posto la rete». Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, dopo l'incidente che si è verificato sulla A10.
«Il report Liguria 2030 di Ambrosetti - prosegue Toti - evidenzia che i ritardi e le negligenze nel settore delle infrastrutture costeranno alla Liguria quasi mezzo punto di Pil all'anno. È un numero che i liguri non meritano e che non ci possiamo permettere».
Marco Bucci "Completare tutto entro il 2026" «Abbiamo grandi opportunità non possiamo mancarle. Ma c'è un nemico terribile che è la burocrazia e che ho visto peggiorare negli ultimi sei mesi».
Lo dice il sindaco Marco Bucci, dopo aver elencato i grandi investimenti previsti per il comune ligure, anche grazie al Piano nazionale di ripresa e resilienza.«Nel Decreto Semplificazionii - dice - sono previsti 130 giorni perché ministero ci dia un parere: non è accettabile. Per costruire il futuro non basteranno dunque i finanziamenti previsti e attesi anche con il Pnrr, ma dobbiamo combattere la burocrazia".
Rispetto agli obiettivi della città infrastrutturali, «credo che possiamo fare queste cose entro il 2026».Il privato Aziende e banche subito in campo 1 3 Francesco Guido "Responsabili di fronte al territorio"
«Carige ha una responsabilità importante: ricordare a se stessa che il suo patrimonio più grande sono i suoi clienti e imprese. E questo portafoglio non è un trofeo da esibire o da ostentare, ma un qualcosa che deve essere reso vivo e vitale, connettendolo alle grandi sfide che vengono proposte dal Pnrr». Così l'ad di Carige Francesco Guido. «Il recovery fund, prosegue, rappresenta per l'Italia un'occasione unica non solo per la quantità del denaro che viene messo a disposizione, ma per gli input fondamentali che vengono ribaditi rispetto al tipo di investimenti che si vogliono favorire. Da questo punto di vista, il lavoro di una banca debba essere di grande qualità».
Giuseppe Bono "Commissari? Meglio cambiare la legge" «Ho sentito il ministro prima che parla di tanti commissari.
Il problema, forse, non sono i commissari o solo derogare alla legge sugli appalti. Non ho capito perché non si cambia la legge» al posto di commissariare le opere così l'ad Fincantieri Giuseppe Bono.
«Dobbiamo guardare i problemi nel loro complesso per agire nel modo migliore: non commettiamo l'errore di pensare che la sola disponibilità di una massa consistente di risorse finanziarie rappresenti la chiave della crescita» ha detto, sottolineando la necessita' di uno sforzo comune da parte di tutte le forze nel Paese.
Alessandro Profumo "La transizione digitale passa da qui" Il processo di transizione digitale del Paese passa, attraverso Leonardo, da, con e per Genova e la Liguria: punto di approdo di importanti iniziative già messe in campo. Cosi' Alessandro Profumo, ad di Leonardo. «Tra queste vanno annoverati forti investimenti sull'Hpc; la creazione dei Leonardo Labs come polo attrattivo per giovani talenti; l'inserimento di nuove figure per la ricerca di base; l'attivazione di nuove collaborazioni con le università; la creazione di una nuova sede Cyber a Genova; e il ruolo di Tommaso Profeta vicepresidente di Confindustria Genova, che rappresenta un'occasione per contribuire a far convergere investimenti, interessi e capacità private e pubbliche sul territorio ligure».

Foto: kIn coda Anche ieri un'altra giornata difficile sulle strade e autostrade liguri