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17/07/2020

Tetti verdi e pannelli solari I bonus gretini sono un flop

Libero - MIRIAM ROMANO

Scarse richieste agli incentivi del Comune
Soltanto 11 domande per realizzare con lo sconto orti e giardini pensili Pochi i condomini interessati agli interventi ecologisti: avanzati 19 milioni
■ Erano i mesi in cui con la parola "green", per strizzare l'occhiolino agli ambientalisti, non si sbagliava mai. Il periodo pre Covid, quando Greta Thunberg e i suoi seguaci erano citati a più riprese da Sala e dai suoi assessori, come esempi da seguire. Prima dell'inverno e della pandemia, quando sull'onda dei fridays for future, la preoccupazione della giunta di centrosinistra era accontentare le mode "green" del momento. Forse non tutti se lo ricordano, ed è anche questo emblematico del suo insuccesso, ma dieci mesi fa l'amministrazione Sala lanciava l'iniziativa dei cosiddetti "tetti verdi". Tetti, cioè, ricoperti di vegetazione. L'obiettivo - il miraggio, più che altro - era arrivare a 13milioni mq di tetti verdi: stando alla mappatura e alle caratteristiche geometriche, infatti, sarebbero così tanti gli spazi di condomini e case meneghine capaci di ospitare vegetazione. Grazie ai fondi del progetto Clever Cities, l'amministrazione aveva stanziato 70mila euro a favore della realizzazione di pareti e tetti verdi nell'ambito del Bando «Be 2018» per la concessione di finanziamenti a favore di opere di miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici privati. RISULTATO Oggi però, a bando chiuso, si possono trarre le somme. Facciamo parlare i numeri. A Palazzo Marino è pervenuta solo una domanda per ottenere il contributo dl 25% per sistemare a verde il proprio tetto. Non si può parlare di successo nemmeno per il progetto di Clever Cities, la manifestazione di interesse per la costruzione di dieci progetti pilota per tetti o pareti verdi e la selezione di professionisti. Con lo scadere dell'avviso pubblico lo scorso 31 marzo, a Palazzo Marino sono arrivate solo una decina di domande per i progetti (di cui 4 per le pareti) e appena una ventina di professionisti e aziende che si sono fatte avanti per la consulenza. Insomma, nessuna rincorsa ai fondi: sono stati a stento raggiunti i posti messi a bando dal Comune. Tant'è che, all'interno del Bando Be2, è avanzato ben un milione. Soldi non spesi, che erano stati messi a disposizione per la sistemazione a verde dei tetti. Ma al di là dello scarso apprezzamento riscosso dall'idea dei tetti verdi, di poco appeal è stato l'intero bando per la concessione di contributi di riqualificazione energetca. Dal cambiamento degli impianti all'installazione di pannelli solari, dagli interventi sugli impianti termici esistenti alla sostituzione di caldaie a gasolio. Infatti, se per l'anno scorso sono stati assegnati solo tre milioni di euro con diciannove milioni non spesi, poco meglio è andata quest'anno: al 30 giugno i fondi distribuiti sulla base delle domande ricevute da Palazzo Marino sono stati solo cinque milioni, contro i quattordici avanzati. POLEMICHE Forza Italia la bolla come "un flop" l'iniziativa del Comune. Ad attaccare la scelta della giunta è Fabrizio De Pasquale, capogruppo azzurro a Palazzo Marino, secondo il quale questo insuccesso non sarebbe una novità: «I bandi per la riqualificazione ambientale di Sala non sono particolarmente apprezzati dalle persone. Sono sempre in pochi a fare domanda». L'esponente di Forza Italia crede che «il motivo di scarso appeal è che questi bandi si preoccupano di stanziare molti incentivi fino al 50% a chi vuole fare grandissime operazioni: chi ha un bell'attico, a chi vuol fare tutto il cappotto, ma la maggior parte dei condomini sono abitati da persone che devono fare i conti con la crisi». Per questo secondo De Pasquale «dare basse agevolazioni a chi fa interventi costosi, si è rivelato un flop». Sarebbero quelle della giunta Sala solo «scelte ideologiche», a detta dell'azzurro. «L'astrazione di queste idee verdi della giunta va a sbattere contro il mercato. Già non sono molti quelli che vogliono cambiare la caldaia», prosegue, «figuriamoci quanti possono aderire a investimenti che costano più di 2mila euro a famiglia. Sono grossi errori questi bandi, effetti di tutta la retorica "green" che si rivela inutile e poi nel concreto non viene applicata in città. Il risultato è che quindi ci sono ancora caldaie vecchie, nonostante tutte le "misure verdi", per il solo motivo che questi incentivi vengono gestiti male. La città, malgrado gli slogan, non è così classe A dal punto di vista dei suoi impianti termici, di calore e delle immissioni», chiosa De Pasquale.