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05/06/2019

Testa a testa tra full service e boutique

Top Legal Review - Cristina Melegari

SPECIALE / IL SETTORE PUBBLICO A ROMA
Il giro d'affari del comparto è in accelerata e lascia spazio alle boutique fortemente settoriali
SETTORE COMPLESSO MA DAL GIRO d'affari negli ultimi tempi più che mai fiorente. Il pubblico, che a Roma trova il suo centro di interesse primario, continua a registrare un vivace interesse da parte degli studi legali. La capitale, fulcro dell'attività di governo e delle principali società a partecipazione pubblica, resta il luogo in cui vengono prese le decisioni strategiche nell'interesse nazionale, nonostante la crisi della città e del suo tessuto economico e sociale. Senza dimenticare che sul territorio romano si trovano le principali autorità di vigilanza e regolazione, nonché le magistrature superiori e il Tar Lazio. «Il tipo di rapporto e la vicinanza con le istituzioni rappresentano un fattore differenziante degli studi romani rispetto a quelli milanesi», commenta Antonio Lirosi, partner di Gianni Origoni Grippo Cappelli . Gli studi del territorio si sono dovuti adeguare al fine di prestare assistenza agli enti pubblici e a tutte le realtà che vi ruotano attorno. Adeguamento alle dinamiche della pubblica amministrazione che riguarda anche l'assistenza al cliente privato che vuole entrare in contatto con gli enti statali - per esempio tramite una gara pubblica - che implica misurarsi con logiche e tempistiche diverse. «Uno studio romano deve avere la capacità di mettersi nella prospettiva di chi amministra la cosa pubblica, delle sue priorità e dei suoi vincoli», sottolinea Giulio Napolitano, of counsel di Chiomenti . Questo significa dover lavorare con tempistiche necessariamente dilatate dalla burocrazia e con l'idea che a guidare la pubblica amministrazione dovrebbe essere il bene pubblico, anche quando questo può contrastare con le pretese dei singoli privati. Nonostante le complessità insite nel settore pubblico, il giro di affari che vi ruota attorno non ne risente, anzi negli ultimi anni vi è stata una notevole accelerata. Nonostante la crisi edilizia, il dissesto finanziario di diverse società partecipate e lo stallo dei contratti pubblici, il comparto ha saputo mantenere la propria vivacità e centralità. Secondo Gianluca Albé dell'omonimo studio, la crisi del settore privato ha orientato il mercato verso il settore pubblico. E così si è registrato un costante aumento della domanda di servizi legali nel settore pubblico, favorita dall'ascesa di diversi ambiti di attività. Il tutto tenendo presente che anche nel pubblico le dinamiche competitive sono cambiate rispetto al passato con l'introduzione di modalità di affidamento dei servizi legali completamente informatizzate. Allo stesso tempo, la piazza romana è caratterizzata da problematiche peculiari, che riguardano le dinamiche relazionali, la complessità giuridica di alcuni profili di cliente pubblico e la loro gestione interna, fino alla possibile esposizione all'opinione pubblica. Settori di tendenza Accanto ai tradizionali pubblico impiego e urbanistica, si annoverano il diritto dell'energia, il diritto dei trasporti e delle infrastrutture, il diritto delle attività regolate e l'antitrust. Caso a parte il diritto dei contratti pubblici per cui, dopo una lunga stasi dovuta alla riforma del codice degli appalti pubblici, si assiste a una nuova stagione di ripresa. Il contenzioso legato agli appalti e ai concorsi pubblici resta il mandato più redditizio. Tuttavia secondo Alberto Fantini, partner di Tonucci , in questo ambito resta inesplorata la possibilità di organizzare gare innovative. «Vi sono - spiega - molti servizi che potrebbero essere svolti agevolmente per mezzo di app piuttosto che a mezzo uffici fisici». Anche il settore sociosanitario, con la crescente realizzazione di residenze sanitarie assistenziali (Rsa) e di strutture di cura e ricovero, rappresenta un'interessante opportunità di investimento. A queste practice occorre aggiungere le attività strettamente legate agli enti pubblici, come la digitalizzazione della pubblica amministrazione e la gestione informatica dei suoi servizi. «La rivoluzione tecnologica - spiega Federico Bellan, partner di Akran - seppure ritardata dalla proverbiale lentezza burocratica della pubblica amministrazione, è ormai inarrestabile». Perciò si è registrata una crescente richiesta di consulenza legale legata all'implementazione di una gestione informatica e digitalizzata dei servizi della pubblica amministrazione, come per esempio smart contract, blockchain, licenze creative common e cyber security. Negli ultimi anni, infine, si è assistito all'intensificazione dei controlli da parte dell'amministrazione pubblica, in relazione alla vigilanza dei servizi di pubblica utilità e alle attività commerciali. Ciò ha comportato un sensibile aumento del numero di repressioni di comportamenti asseritamente non in linea con le normative vigenti e dunque la necessità di un'assistenza legale specialistica per le imprese o per i cittadini attinti da tali provvedimenti. Clienti difficili Oltre le logiche e dinamiche lente che li guidano, i clienti pubblici risentono dell'influenza di alcuni fattori. In primis il fattore relazionale, per cui l'acquisizione dei mandati molto spesso è legata a motivi politici o logiche clientelari. Se da un lato questo at teggiamento premia la fidelizzazione del rapporto, dall'altro rende difficoltoso il processo di acquisizione di nuovi incarichi. Inoltre, i clienti appartenenti alla pubblica amministrazione e alle aziende del "parastato" presentano notevoli elementi di complessità in termini della qualità del servizio legale. Molto spesso, infatti, la domanda del cliente pubblico richiede un ampio studio della materia oltre che specifiche expertise. Senza contare che generalmente si lavora sotto la pressione dell'opinione pubblica e con tempistiche molto ristrette, a fronte delle lungaggini però che contraddistinguono la burocrazia degli enti pubblici. Le problematiche si allargano anche alla modalità di gestione del cliente pubblico all'interno dello studio legale. «La presenza di forti logiche politiche nell'assegnazione dei mandati - spiega Francesco Novelli, socio della sede romana di Dla Piper - rende sempre più pressante dotarsi di rigorose procedure interne e modelli organizzativi volti a prevenire il coinvolgimento in fenomeni illeciti». Con un solido modello 231 è possibile prevenire spiacevoli conseguenze per lo studio. L'offerta in campo Gli studi locali presentano due modalità di struttura, entrambe vincenti. A differenza della realtà milanese presidiata da molti grandi studi full service e insegne internazionali, Roma si distingue per la prolifera presenza di realtà medio-piccole. Le boutique di dimensioni piccole, spesso guidate da professori universitari, continuano a svolgere un ruolo importante soprattutto in sede contenziosa. D'altro canto, non manca la presenza di un professore-avvocato rinomato ed esperto in diritto amministrativo all'interno di una realtà più strutturata. Il mercato legale della capitale si distingue inoltre per la significativa presenza di boutique mono settoriali. Alcuni professionisti romani vedono in questa dinamica maggiori spazi per coltivare la sartorialità dei piccoli studi. È di questa opinione Anna Romano di Satta Romano che afferma: «Lo studio legale con sede a Roma predilige settori di attività focalizzati su servizi sartoriali, a differenza dell'area milanese in cui l'offerta è caratterizzata da una maggiore aggregazione quantitativa della domanda». Il cliente di diritto pubblico apprezza indubbiamente i piccoli studi composti da professionisti, spesso accademici, di significativa esperienza. Tale stima deve essere altresì ancorata alle scarse disponibilità economiche dei clienti appartenenti al pubblico, lungi dal potersi permettere le proibitive fee dei grandi studi. Gli enti pubblici, dopotutto, sono finanziati dallo Stato e debbono spartirsi le risorse limitate tra di loro. Come sottolinea Fabio Garella di Stajano Garella «al fenomeno del pagamento minimo dei servizi legali non sono affatto estranei gli enti pubblici e le imprese pubbliche, specialmente da quando applicano piattaforme informatiche che mettono a gara gli affidamenti. Queste pratiche obbligano gli avvocati a fare offerte al di sotto dei minimi tariffari». L'introduzione di modalità di affidamento dei servizi legali completamente informatizzate ha consentito alla Pa di ottenere un sensibile risparmio economico. Tuttavia, quello che prima era deciso sulla base di una valutazione umana ora è affidato a un sistema automatizzato che, secondo i professionisti, individua facilmente il fattore "prezzo" ma non sempre il fattore "qualità" all'interno di un'offerta. Tuttavia, quando ci si sposta sul cliente privato - l'investitore nazionale o straniero che intende entrare nel mercato pubblico romano - l'offerta verticale e sartoriale dagli studi piccoli mal si concilia con la crescente domanda di assistenza a tutto campo multidisciplinare. Questa tipologia di soggetti preferisce un interlocutore unico che offra assistenza multidisciplinare sul territorio. «La crescente complessità del quadro normativo e regolamentare - dice Novelli di Dla Piper - spinge sempre di più i grossi operatori ad affidarsi a organizzazioni full service, magari adottando criteri di asta o di rotazione tra queste». I grandi studi strutturati scoprono la loro forza sul mercato nella complessità normativa ma anche nella gestione di operazioni o contenziosi particolarmente articolati, che acuiscono l'esigenza di un team di legali interdisciplinare. Il risultato, al momento, è l'equilibrio tra le boutique e i full service, che si spartiscono equamente il mercato legale romano.

Foto: Gianluca Albè Federico Bellan Alberto Fantini Fabio Garella


Foto: Francesco Novelli Anna Romano Giulio Napolitano Antonio Lirosi