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17/06/2020

«Test rapidi, procedura del tutto regolare e niente sprechi»

QN - La Nazione

Il caso-sierologici
PERUGIA «La procedura di acquisto dei test rapidi è regolare e appare difficile ipotizzare un danno erariale». La Regione fa finalmente chiarezza sulla vicenda dei pungidito, il test che serve a rilevare la presenza di anticorpi al Covid-19 e a svelare quindi soggetti negativi o positivi che abbiano contratto il tanto temuto virus. A marzo, in piena emergenza, ne furono acquistati quindicimila dalla Vim di Città di Castello a 16 euro l'uno. A mettere la questione sotto la lente di ingrandimento la Corte dei Conti, che ha chiesto gli atti a Palazzo Donini. Claudio Dario (direttore Sanità), Stefano Nodessi (Protezione civile), la governatrice Donatella Tesei, l'assessore Luca Coletto hanno dato la propria versione dei fatti, sottolineando più volte «come a marzo fossimo in una situazione di massima emergenza sanitaria». Dario ha mostrato la mail in cui la professoressa Antonella Mencacci, Direttore dell'Istituto di microbiologia dell'Università, ha testato 2 kit evidenziando una fallibilità del 50% ma nella quale «conferma anche la necessità dell'acquisto». Nodessi poi ha detto che in quei giorni «abbiamo avuto offerte per i pungidito di ogni tipo, con colleghi di altri Regioni che sono stati persino ingannati. La nostra fornitura dei test è stata fatta nel rispetto del codice dei contratti, senza alcuna deroga. Abbiamo ricevuto altre proposte simili, ma c'era chi non aveva marchiatura Ce (che serve a ottenere il rimborso dal Ministero), chi aveva solo indicazioni in cinese, altri tempi di fornitura non chiari e altri chiedevano pagamento in anticipo. Formalmente sono arrivate tre proposte tutte protocollate il 20 marzo e dopo l'esame è stata scelta la Vim per il prezzo migliore, presenza del marchio Ce e disponibilità immediata dei test». Nodessi ha precisato che «l'attestato del Ministero della salute certifica che i test della Vim sono marchiati Ce, prodotti in Italia dalla Screen di Torgiano che può venderli ai laboratori in modo diretto, mentre i rapporti con strutture pubbliche e ospedali passano attraverso la stessa Vim, secondo quanto riporta il sito web dell'azienda torgianese. Gli stessi test - ha aggiunto - sono stati acquistati dall'ospedale Careggi di Firenze che ne ha ordinati 24mila e li ha pagati più dell'Umbria. Ricordiamo che il nostro funzionario è sceso dai 27 euro iniziali fino a 16». Poi c'è il passaggio sui pagamenti: «Abbiamo preteso che venisse certificato che la Vim potesse effettuare forniture dirette, secondo il codice degli appalti, e avere quindi subito il 50 dell'importo. Il saldo avverrà dopo che l'Anac avrà stabilito la congruità del prezzo che non abbiamo ancora pagato. Quindi - ha concluso - ritengo sia difficile ipotizzare un danno erariale, non vedo in che modo visto che la procedura a mio modo di vedere è stata esemplare». «Soltanto grazie ai test rapidi era possibile dividere i positivi Covid-19 dai negativi in un momento in cui bisognava essere rapidi nelle scelte», ha concluso da parte sua l 'assessore regionale alla sanità Coletto. Michele Nucci