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21/04/2020

Test di immunità, in corsa 6 aziende

Gazzetta del Sud

L' indagine campione sulla diffusione dell' infezione da SarsCoV2
Enrica Battifoglia ROMA Almeno sei test diagnostici, tanti quanti sono le aziende già in grado di fornirlio che si stanno preparandoa farlo,e due metodi: sono questii protagonisti della gara perl'a cquisto di kit, reagentie prodotti per eseguire 150.000 test sierologici finalizzati a un' indagine campione sulla diffusione dell' infezione da SarsCoV2. Il bando, pubblicato sul sito del ministero della Salutee su quello della Protezione civile, suscita qualche perplessità nel mondo scientifico. Sono almeno sei le aziende che potrebbero essere interessatee che si stanno preparando perchéi loro test acquisiscano il marchio CE, in modo da rispondere agli stessi requisiti di precisionee garantire un alto valore di sensibilità, specificità, accuratezza, potendo così dare risultati confrontabili. Sono in corsa Roche, Abbott, Beckmann Coulter, DiaSorin, Pantece Snibe. Una procedura, quella del bando di gara, che lascia «perplesso», ha il virologo Giorgio Palù, dell' Università di Padova. È un bando «che non avevo mai visto per altri test diagnostici».I test per il virus Hiv responsabile dell' Aids, per esempio, sono stati validatia livello europeo, «ma non siè fatto un bando». Se il tema fosse la standardizzazione, anche questa andrebbe fattaa livello europeoe in materia dovrebbe intervenirel' Ist ituto Superiore di Sanità.C'è inoltre da chiedersi, ha aggiunto, perché non sia stato fatto un bando analogo anche peri tamponi. Condivisibilii requisiti, richiesti nel bando, della specificità dei test non inferiore al 95%e della sensibilità non inferiore al 90 %, «maè la letteratura scientificaa dire chei test sono affidabili».L' impressione, ha detto Palù,è che sia «un appalto di gara per identificare un unico fornito re». Nel frattempoi test sono già cominciati in Lombardia, Toscana, Emilia Romagnae Veneto. Sono duei metodi indicati nel bando di gara, da adottare congiuntamenteo in alternativa: la chemiluminescenza (ChLiao CLia) ed Elisa. Entrambi rilevano nel sangue venoso periferico la presenza di anticorpi, ossia delle immunoglobuline G (IgG), che segnalano chel' infezione è avvenuta da oltre un mese. È quindi sul metodo, piuttosto che sul singolo test, che dovrebbe orientarsi la scelta poiché «si dovrebbe beneficiare della forza produttiva di tutte le aziende che producono reagenti con il marchio CE», ha rilevato il virologo Francesco Broccolo, dell' università Bicocca di Milanoe direttore del laboratorio Cerba di Milano.I diversi test di produzione industriale,ha aggiunto,«si basano sui metodi ChLia ed Elisa, ma utilizzeranno preparazione antigeniche differentie quindi avranno caratteristiche di sensibilitàe specificità lievemente differenti».