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09/07/2020

Test antivirus nelle scuole per docenti e impiegati

Corriere della Sera - Fiorenza Sarzanini

Ripartenza Gli scienziati chiedono due milioni di analisi
Prima dell'inizio della scuola tutti gli insegnanti e il personale dovranno effettuare il test sierologico. Pronta ad essere attivata la gara d'appalto per la fornitura di due milioni di test. Per chi risulterà positivo, si procederà con il tampone e a quel punto scatterà la quarantena. Lo screening riguarderà circa un milione e 900 mila persone. Potrebbe rivelarsi indispensabile l'impiego dei soldati e delle forze di polizia che si recheranno negli istituti con i kit e procederanno ai prelievi.

alle pagine 2 e 3


Roma Prima dell'inizio dell'anno scolastico gli insegnanti e il personale dovranno effettuare il test sierologico. A due settimane dall'avvio delle lezioni in tutti gli istituti italiani sarà necessario effettuare le analisi e chi risulterà positivo sarà sottoposto al tampone.


È questa l'indicazione che il Comitato tecnico scientifico ha consegnato al governo. La scelta finale per far ripartire in sicurezza uno dei settori fondamentali del Paese. Già nelle scorse settimane - quando era stata ventilata la possibilità di effettuare controlli sanitari su docenti e impiegati - il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, la titolare dell'Istruzione Lucia Azzolina e quello della Salute Roberto Speranza, ne avevano condiviso la necessità. Adesso si dovrà prendere la decisione finale, ma appare scontato che si procederà con uno screening a tappeto sui dipendenti. Tanto che il commissario Domenico Arcuri sarebbe già pronto ad attivare la gara d'appalto per la fornitura di due milioni di test.


Diversa l'indicazione sugli studenti: secondo gli scienziati le verifiche dovranno essere fatte «a campione» durante il corso di tutto l'anno. Ora si dovranno mettere a punto i dettagli del piano suggerito dal Cts, ma nella proposta che sarà formalizzata in queste ore molti punti sono già stati affrontati .


Test in 15 giorni

Secondo gli esperti è necessario che gli accertamenti vengano effettuati a ridosso dell'avvio dell'anno scolastico per avere la garanzia che al momento di entrare in classe non ci siano problemi. Si spera che a settembre la morsa del Covid-19 possa essersi ulteriormente allentata, ma il rischio che un insegnante o un dipendente positivo possa trasmettere il virus o addirittura creare un focolaio rimane alto. E dunque si dovrà procedere per tempo. Gli scienziati ritengono indispensabile che tutti siano sottoposti al test sierologico che fornisce risposta quasi immediata. Per chi risulterà positivo, si procederà con il tampone e, in caso di conferma, scatterà la quarantena.


Soldati e poliziotti

Lo screening riguarderà circa un milione e 900mila persone. Non potrà essere obbligatorio, ma appare scontato che alla fine tutti decideranno di sottoporsi al test proprio nell'interesse della collettività e dei ragazzi. La pianificazione sarà effettuata in collaborazione stretta con le Regioni che dovranno fornire l'elenco di tutte le scuole e programmare l'effettuazione delle analisi in accordo con i provveditorati. A quel punto - questo è il suggerimento dei componenti del Comitato tecnico scientifico - potrebbe rivelarsi indispensabile l'impiego dei soldati e delle forze di polizia che si recheranno negli istituti con i kit e procederanno ai prelievi. Si tratterà di un'operazione «a tappeto» da effettuare in tempi rapidi e soltanto in questo modo si potrà avere la garanzia di riuscire ad avere la mappatura completa prima che gli studenti tornino nelle classi.


Studenti «a campione»

L'orientamento è che la stessa procedura non potrà essere seguita per i ragazzi. Si tratta di circa 8 milioni tra bambini e giovani, impensabile che si possa verificare l'eventuale positività di tutti prima dell'avvio dell'anno scolastico. E in ogni caso la precauzione non viene ritenuta indispensabile. Dunque la proposta del Comitato è dilatare i tempi effettuando i controlli nel corso dell'anno. In queste settimane si sta testando l'efficacia dei test salivari. Se la sperimentazione dimostrerà che i risultati sono attendibili, si pensa di programmare verifiche di questo tipo «a campione». Intanto ci si affida ai controlli dei genitori e alle prescrizioni già fornite nelle linee guida emanate nelle scorse settimane.


Febbre a 37,5

Così come avviene in tutti gli altri luoghi, chi ha una temperatura superiore ai 37,5° non potrà entrare. Non ci saranno i termo-scanner all'ingresso delle scuole, ma appare scontato che uno studente con sintomi debba rimanere a casa. E soprattutto segnalare alla Asl la situazione sanitaria in modo che si possa procedere al tampone per poter così escludere il contagio. Se invece ci saranno ragazzi positivi si provvederà subito all'isolamento, mentre per studenti e insegnanti con i quali è entrato in contatto scatterà la procedura di controllo per la messa in quarantena e l'effettuazione del tampone.


Mascherine e distanza

Molti aspetti devono essere stabiliti riguardo ai dispositivi di protezione. Secondo gli scienziati la mascherina dovrà essere indossata quando si sta a contatto con gli altri e non è possibile garantire il distanziamento di almeno un metro. Per fare un esempio pratico, giù la mascherina se si è al banco e si seguono le lezioni, su quando ci si muove per andare negli spazi comuni, in palestra o a pranzo. Proprio ieri la Cisl Scuola ha inviato al ministero dell'Istruzione un «dettagliato elenco di quesiti e osservazioni» sulle misure di prevenzione su cui c'è la «necessità di più puntuali indicazioni, al fine di orientare in modo efficace gli interventi in ogni singola istituzione scolastica».


Il medico competente

Tra le questioni da chiarire c'è sicuramente quella del medico competente. Il Comitato ritiene infatti che ogni scuola debba poter contare su un'assistenza costante e per questo si sta valutando la presenza negli istituti. Il ministero della Salute sta valutando tutte le opzioni e poi se ne discuterà nell'ambito della conferenza Stato-Regioni proprio per poter programmare la ripartenza in maniera adeguata, garantendo la sicurezza di oltre dieci milioni di italiani e delle loro famiglie.


fsarzanini@corriere.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Come funziona IL COMITATO TECNICO SCIENTIFICO PROPONE: Il test sierologico a tappeto (non obbligatorio) Agli studenti di ogni ordine e grado A tutti gli insegnanti Al personale scolastico LE DATE I NUMERI 40.749 Le sedi scolastiche statali in Italia 7.599.259 Gli alunni iscritti nell'anno scolastico 2019/2020 835.649 Il personale docente Luglio Il Comitato tecnico-scientifico invia il parere al governo L'esecutivo recepisce il parere Fine luglio Il commissario Arcuri pubblica la gara per 2 milioni di dosi di sierologico Settembre Test a tappeto agli insegnanti e al personale scolastico Settembre-giugno Analisi a campione per gli studenti Fonte: ministero dell'Istruzione Due settimane prima dell'inizio della scuola I positivi saranno sottoposti a tampone Analisi a campione, durante tutto l'anno Attraverso un test non invasivo (salivare) Scegliendo varie scuole per volta

Cos'è

Il Comitato tecnico-scientifico
è composto
da venti
esperti

È stato creato
per supportare il Capo del Dipartimento della Protezione civile
nelle attività finalizzate al superamento dell'emergenza epidemiologica da Covid-19

Istituito il 5 febbraio 2020 la sua composizione è stata più volte integrata da esperti
in relazione
a specifiche esigenze


La visita

ALLO ZEN

La ministra della Pubblica istruzione Lucia Azzolina ha visitato ieri la scuola «Giovanni Falcone» nel quartiere Zen di Palermo. Il dicastero ha messo a disposizione 236 milioni di euro per garantire il diritto allo studio agli alunni delle scuole secondarie di I e II grado in condizioni di svantaggio e alleggerire la spesa delle famiglie nel prossimo anno scolastico


All'estero

Francia, in classe senza limiti

In Francia gli asili, le scuole elementari e le medie hanno riaperto il 22 giugno. Dall'11 maggio si poteva tornare su base volontaria, ma solo 2,4 milioni (su 10 milioni) si erano ripresentati in classi dove il numero massimo consentito era 15. Si è poi passati da 4 metri quadrati per allievo a uno. Prof e studenti over 11 devono indossare la mascherina

Germania, in aula

solo per 2-3 ore

In Germania le riaperture sono state graduali nei 16 Land a partire dalla seconda metà di maggio (dal 22 giugno l'anno scolastico si è chiuso). Le classi sono state divise in due, con lezioni a giorni alterni e per 2-3 ore al giorno. Gli studenti sono dovuti restare nella loro aula tutto il tempo, le pause sono state controllate e vietati i giochi che implicano contatto fisico

Spagna, presente

metà degli alunni

In Spagna una quota degli studenti è tornata in classe parzialmente dalla fine di maggio, ma la frequenza è su base volontaria e a seconda della situazione sanitaria nelle 17 regioni autonome. In aula da settembre è prevista la distanza di 1,5 metri e mascherina per chi ha almeno 6 anni.

La capienza massima prevista per le classi

è del 50%

Danimarca, i bimbi nelle «bolle»

In Danimarca, primo Paese europeo a riaprire le scuole a metà aprile, hanno avuto la precedenza nidi, materne ed elementari con una distanza di 2 metri poi dimezzata. Nei nidi il distanziamento è stato rimosso perché i bimbi sono inseriti in gruppi più piccoli che restano sempre uguali (le cosid-dette «bolle»). Incorag-giate le lezioni all'aperto sopra gli 11 anni

Giappone, studenti

con visiere

In Giappone le scuole hanno ripreso gradualmente dal 25 maggio con buona parte degli studenti che segue le lezioni con le visiere protettive e sotto lo stretto controllo degli insegnanti sugli spostamenti. Per mantenere la distanza sociale in alcune scuole siede in classe un quarto degli iscritti. L'anno scolastico nel Paese inizia ad aprile


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A Palermo La ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina ieri al quartiere Zen