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18/03/2021

Terzo Valico, appalti truccati e corruzione: trenta indagati

Avvenire - DINO FRAMBATI

GENOVA
Genova T urbativa d'asta e corruzione negli appalti per il Terzo Valico Ferroviario, linea ad alta velocità tra Genova e Milano. Accuse pesanti per le quali la magistratura genovese ha rinviato a giudizio trenta persone. Tra queste, indagati "eccellenti" come Pietro Salini, ad WeBuild, tra i realizzatori del ponte Genova San Giorgio, accusato di turbativa d'asta e Giandomenico Monorchio, imprenditore e figlio dell'ex ragioniere generale dello Stato. Per lui l'ipotesi, oltre alla turbativa, è anche di corruzione. Con loro, anche Ettore Incalza, storico manager delle grandi opere, indagato per turbativa d'asta. Le indagini di Guardia di Finanza e dei pm Francesco Cardona Albini e Paola Calleri hanno mirato al sistema di smistamento degli appalti dal general contractor per realizzare 53 chilometri, di cui 37 in galleria tra Liguria e Piemonte, per 6 miliardi di euro. L'inchiesta ruota attorno al Cociv, inizialmente formato da Salini-Impregilo, Società Condotte d'Acqua e Civ. Privati nel ruolo di general contractor e gestori di molto denaro, tanto da indurre la Cassazione ad indicarne i vertici come di servizio pubblico. Indagine genovese in quanto sotto la Lanterna aveva sede il Cociv, poi allargata tra Roma e Firenze. Video e telefonate sono stati elementi determinanti per gli inquirenti nel formare le accuse di gare d'appalto truccate. «Conversazioni su appalti non più modificabili», si difende Salini. Sul processo pesa tuttavia la possibilità di prescrizione, prevista entro metà 2022 per molte accuse. Il Terzo Valico è fortemente voluto a Genova e Nord Ovest in quanto collegamento ritenuto essenziale con il resto d'Europa ed il cui primo progetto risale ad oltre un secolo fa.