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13/10/2021

Terremoto giudiziario a Salerno: ecco gli affari del sistema delle Coop

Corriere del Mezzogiorno

Primo piano L'inchiesta
Ai domiciliari il consigliere regionale Savastano. Ventinove indagati tra cui il sindaco Napoli
DALLA NOSTRA INVIATA Un vero terremoto. Nelle quasi trecento pagine della Procura di Salerno, guidata da Giuseppe Borrelli, c'è il racconto d i u n ca r te l l o d i co o p e r a t i ve (sempre le stesse otto), di piccoli appalti per i servizi di manutenzione, verde, vigilanza (anche del Crescent) diventati strumento di consenso elettorale. La Procura parla di «un modo distorto di gestione delle procedura di evidenza pubblica nel settore della gestione dei servizi del Comune di Salerno», che avrebbe consentito «di disvelare un più ampio fenomeno delittuoso che vede coinvolti, in un sistema di illeciti affidamenti, pubblici funzionari». Uno degli accusatori Giuseppe Ventura, consigliere comunale di opposizione, parla nell'assemblea cittadina del 18 febbraio scorso di un vero e proprio «sistema delle cooperative». «Con il ricorso alla proroga o al rinnovo del contratto, in assenza dei relativi presupposti, è equiparabile ad un affidamento diretto senza gara», questo è il meccanismo per cui i lavori venivano affidati sempre alle stesse coop (tra cui anche la San Matteo, finita nel giallo delle minacce per il voto, esploso nelle ore precedenti alle comunali, con audio divulgati anche dal parlamentare pentastellato Angelo Tofalo). Il risultato dell'attività investigativa sono state dieci misure cautelari emesse ieri mattina, 29 indagati complessivi nell'inchiesta, tra cui il rieletto sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, indagato per un'ipotesi di turbativa d'asta relativa a una gara dell'importo di 4mila euro per il noleggio di un lavastrade della società comunale «Salerno pulita». Ai domiciliari è finito, invece, il SALERNO consigliere regionale Nino Savastano, eletto in Campania Libera, fedelissimo di De Luca, suo ex assessore quando era sindaco di Salerno, peraltro ancora nella giunta Napoli, nonostante segga nell'assemblea regionale. Ma il dominus, secondo l'accusa, sarebbe sicuramente Vittorio Fiorenzo Zoccola (accusato di reati che spaziano della turbativa nella scelta del contraente, alla corruzione, passando per la turbata libertà degli incanti sino alla associazione per delinquere): in pratica unico regista e gestore delle cooperative. Ufficiale di collegamento con i dirigenti pubblici e i politici, secondo la Procura «è infatti colui che eterodirige una nutrita serie di manager pubblici che rivestono posizioni apicali all'interno di società partecipate o dell'ente territoriale e che hanno dato concreta e totale dimostrazione di completa acquiescenza alle sue esigenze, spesso espresse con modalità imperative ed arroganti». Tant'è che è in carcere. Durante la perquisizione della cooperativa Terza dimensione viene rinvenuto materiale che è agli atti: sette timbri delle diverse coop e tutti nelle disponibilità di Zoccola, una fattura del ristorante Del Golfo di 650 euro per una cena del 16 febbraio 2020 a cui, come emerge dalle intercettazioni tra Zoccola e il consigliere regionale deluchiano Franco Picarone, avrebbero partecipato i rappresentanti delle cooperative e il presidente Vincenzo De Luca. Durante un'altra perquisizione presso il Consorzio Solidarietà sono stati trovati, scrivono i pm, «"appunti", dattiloscritti e manoscritti, che Zoccola ha lasciato intendere, in alcune conversazioni, essere destinati al governatore De Luca. Si tratta di una lunga serie di richieste dell'imprenditore, che coprono un importante arco temporale, nei quali si avanzano nuove proposte imprenditoriali e si chiedono interventi sull'operato della pubblica amministrazione». Su alcuni fogli, Zoccola, scrive «Promemoria per il presidente», in cui vengono elencati dieci punti: «Rotatoria Via Rocco Cocchia, bandi parchi, bandi lotti, il responsabile di tutti i casini sta ancora al suo posto, posizionamento tabelloni richieste OG.I, Soresa subappalti in provincia, posizione ragazzi rL3 e non n. 20; consorzio fermo da sei anni, proposte con relative progettazioni 123 e relativi investimenti non prese in considerazione, manutenzione straordinaria Parco Salid». E un secondo con addirittura 19 punti. Un altro documento, invece, reca il titolo «Tessere», a cui seguono dieci nomi e due società, e il totale di 620 («tessere di partito») e, alla fine, l'indicazione di un importo per un totale di euro 4.570. Un altro documento ancora, invece, porta come intestazione «per il dott. Roberto De Luca» con ulteriori dieci punti. Ai domiciliari è finito anche il direttore del settore Ambiente del Comune di Salerno, ora in pensione, Luca Caselli. Altro fedelissimo, ma stavolta come tecnico, del governatore. Caselli ha ricoperto l'incarico di Rup (responsabile unico del procedimento), per piazza della Libertà: la mega opera pubblica voluta da De Luca e disegnata dall'archistar Ricardo Bofill. Tra gli indagati l'ex presidente di Salerno Pulita Antonio Ferraro; e Felice Marotta, già dirigente del Comune, quest'ultimo coinvolto con il sindaco Napoli nella vicenda de «lavastrada». Napoli e Marotta, secondo la ricostruzione dei giudici, si sarebbero attivati convocando Ferraro negli uffici comunali e sollecitandolo affinché soddisfacesse l'esigenza espressa da Zoccola. A quest'ultimo sarebbe stata riferita l'esistenza di un'altra offerta, permettendogli così di presentare a sua volta una proposta migliore. Ma c 'è un ulteriore risvolto collegato a questa indagine. Nel settembre del 2019, proprio sugli appalti affidati dal comune di Salerno alle cooperative sociali, intervenne anche l'Anac, al tempo presieduta dal magistrato Raffaele Cantone. L'Autorità nazionale anticorruzione aveva rilevato «profili di criticità» negli appalti che erano stati assegnati tra il 2013 e il 2017 dall'amministrazione municipale. Il Comune, nella risposta a questo atto dell'Anac, riteneva di essere corso ai ripari con una serie di adempimenti. Ma in quel documento dell'Anticorruzione, trasmesso poi alla Procura e alla Corte dei Conti, c'erano dei rilievi gravi e ben precisi. Tra questi «la scelta discrezionale» di affidare i bandi a cooperative sociali e non al libero mercato in quanto «non emergono negli atti esaminati gli obiettivi di reinserimento lavorativo e sociale» di categorie svantaggiate. Il che avrebbe portato, secondo l'Anac, a «configurare la violazione del principio di libera concorrenza». Simona Brandolini I nomi ● Giovanni (Nino) Savastano, consigliere regionale della Campania e già assessore alle Politiche Sociali al Comune di Salerno, è finito agli arresti domiciliari nell'ambito di un'inchiesta coordinatata dalla Procura della Repubblica di Salerno. Stessa misura è stata applicata anche per Luca Caselli, dirigente del settore ambiente del Comune di Salerno. In carcere, invece, è finito Fiorenzo Zoccola, presidente di una cooperativa sociale nonché gestore di fatto di diverse altre cooperative . Indagato il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli riconfermato lunedì scorso con il 57% Napoli risulta indagato per fatti risalenti alla precedente Amministrazio ne. Gli altri indagati sono Marcello Senatore, Ciro Mandola, Marcello Ciotta, Davide Francese, Dario Renato Citro, Vincenzo Landi e Davide Minelli, Maria Grazia Mosca, Patrizio Stompanato, Lucia Giorgio, Mauro Meo, Ugo Ciapparone, Gerardo Zoccola, Daniele Gargiulo, Pasquale Soglia, Giuseppe Romeo, Rosaria Sbozza, Luciano Nautili, Giuseppe Trezza, Honeylet Zoccola, Giovanna Catanzano, Pio ed Emanuele Zoccola.

Foto: In aula Nino Savastano durante un intervento in assemblea; per oltre trent'anni è un fedelissimo di De Luca