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15/04/2020

Terna investe 600 milioni: lavoro per 10mila

QN - Il Resto del Carlino

L'ad Ferraris: «Un contributo alla ripartenza quando sarà terminata l'emergenza sanitaria»
ROMA Terna ha aggiudicato due gare relative a lavori e manutenzione delle linee elettriche aeree per un valore complessivo di circa 600 milioni di euro per i prossimi tre anni. L'ha annunciato la società in una nota. Le attività, che interesseranno i circa 50mila chilometri di linee aeree a 150 chilovolt sull'intero territorio nazionale, coinvolgeranno circa 10.000 lavoratori tra dipendenti diretti e indotto. I procedimenti di gara sono stati condotti in accordo alla normativa appalti sui settori speciali. «Anche in un momento così difficile per il nostro Paese - ha dichiarato l'ad Luigi Ferraris - continuiamo a lavorare quotidianamente per l'efficienza della rete elettrica nazionale, la continuità del servizio, nonché per rafforzare la sicurezza delle persone che lavorano con noi e per noi». Per l'attività «di ammodernamento e manutenzione degli asset esistenti ci affidiamo alle eccellenze italiane del settore. Un contributo importante alla ripartenza dell'economia una volta terminata l'emergenza sanitaria». Le imprese assegnatarie, tutte italiane, compongono la filiera dell'alta tensione e rappresentano l'elite del settore elettromeccanico nazionale per complessità delle lavorazioni. L'assegnazione è stata guidata non soltanto dalle offerte economiche, ma anche da un complesso score tecnico, comprendente indicatori di sostenibilità e qualità dei processi, di qualificazione delle risorse, track record anti-infortunistico e capacità operativa. I lavori svolti sulle linee aeree, in particolare quelle a 150 kV, rivestono un ruolo molto importante per mantenere efficiente la dotazione infrastrutturale del sistema elettrico nazionale. Il piano industriale di Terna prevede diversi investimenti volti a garantire la digitalizzazione dell'infrastruttura, a controllare la vetustà degli asset, a promuovere l'installazione di soluzioni innovative. Si tratta di interventi diffusi, di granularità piccola e medio piccola rispetto ai grandi progetti in altissima tensione. © RIPRODUZIONE RISERVATA Misiani: «Sì a Bei e Sure, non useremo il Mes»
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