scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
09/02/2021

Terminal, ponti mobili ed energia Il sindaco Bucci: “È la diga del futuro”

La Repubblica - Massimo Minella

Sindaco, quale busta sceglie per la nuova diga: la uno, la due o la tre? «Lasciamo che i tecnici facciano il loro lavoro al termine di un dibattito pubblico molto partecipato e vissuto. Ma forse il disegno finale sarà ancora diverso rispetto a quello che abbiamo visto finora». Marco Bucci è appena tornato da cinque ore di vela («Vento a 15 nodi, che spettacolo») ma ritorna subito in acqua (metaforicamente) per parlare della nuova diga foranea. Il tema lo affascina e lo segue fin dall'inizio del mandato. La sua diga, spiega, non è soltanto una barriera contro le onde, per garantire sicurezza, ma è anche una infrastruttura attiva, che produce energia, sa trasformarsi in un terminal per i prodotti liquidi (depositi costieri, petrolio) e potrebbe addirittura essere collegata a terra da due ponti girevoli per unire le foci di Bisagno e Polcevera. «Non sono ancora progetti, ma idee. Però è giusto pensare in grande per portare a casa dei risultati. Se si pensa in piccolo si finisce per non portare a casa niente. Ma ogni cosa a suo tempo, ma guardare in là, molto in là non è affatto sbagliato». ● a pagina 5 Sindaco, quale busta sceglie per la nuova diga: la uno, la due o la tre? «Lasciamo che i tecnici facciano il loro lavoro al termine di un dibattito pubblico molto partecipato e vissuto. Ma forse il disegno finale sarà ancora diverso rispetto a quello che abbiamo visto finora». Marco Bucci è appena tornato da cinque ore di vela («Vento a 15 nodi, che spettacolo») ma ritorna subito in acqua per parlare della nuova diga che, spiega, non è solo una barriera contro le onde, per garantire sicurezza, ma è anche una infrastruttura attiva, che produce energia, sa trasformarsi in un terminal per i prodotti liquidi (depositi costieri, petrolio) e potrebbe essere collegata a terra da due ponti girevoli per unire le foci di Bisagno e Polcevera. «Non sono ancora progetti, ma idee. Però è giusto pensare in grande per portare a casa dei risultati. Se si pensa in piccolo si finisce per non portare a casa niente». Sulla produzione di energia, il tema è aperto. Non sarà semplice portare qui Superba e Carmagnani e il Porto Petroli. E ancor meno pensare a un collegamento terra-acqua che sfrutti la diga da percorrere con mezzi veloci.
«Ma sì, ogni cosa a suo tempo, ma guardare in là, molto in là non è affatto sbagliato».
Quanto in là, sindaco Bucci? «Cinquant'anni. Quando Raffaele de Ferrari, il marito della duchessa, pensò alla diga attuale non guardò al futuro di qualche anno, ma a un traguardo molto più lontano. Il messaggio di fondo è lo stesso, ieri come oggi, bisogna ragionare in un'ottica di sviluppo generazionale». Ora c'è stato un dibattito pubblico. Che giudizio ne dà? «Positivo anche perché in questa vicenda si è capitalizzata l'esperienza del ponte. È stato importantissimo ascoltare anche la voce dei comitati e dei residenti. Da loro arrivano suggerimenti che a volte i tecnici non riescono a vedere.
È stato così anche per l'esplosione del Morandi, sa? I loro consigli sono stati preziosi».
Il dibattito è chiuso, adesso si lavora alla soluzione...
«Siamo andati oltre il dibattito, e questo è un merito del presidente dell'authority Paolo Signorini che ha scelto anche di fare approfondimenti con tecnici e addetti ai lavori, servizi nautici, armatori, terminalisti, riparatori, lavoratori.
Tanto materiale di cui tenere conto per una scelta che, come dicevo prima, deve guardare molto in là».
C'è chi ha sostenuto che alla fine si vorrebbe fare presto per il terminal Bettolo che ha bisogno di grandi spazi di manovra...
«L'ho sentita anch'io, ma le sembra possibile? Su, per favore. Tutto questo per avvantaggiare solo un terminalista? Non ha davvero senso. Guardiamo al progetto nel suo insieme, con tutto il carico innovativo che ne può derivare».
Ma lei come se l'immagina la nuova diga? «Partiamo dalle certezze e poi arriviamo alle idee. Intanto, la diga non può essere solo un muro che ci protegge dalle onde. È un aspetto fondamentale, lo so bene, ma bisogna anche andare oltre, perché la diga è una infrastruttura attiva che quindi deve vivere».
E come? Producendo energia? «Certo, ma non solo. Intanto c'è un aspetto che a volte sfugge. Una diga di protezione costruita a 500 metri da quella attuale amplia lo specchio acqueo, quello delle acque protette dalle onde. E in futuro, potrebbe tornare utile nell'ipotesi di tombare altri spazi. Se il porto deve crescere, non può certo pensare di farlo prendendo spazi alla città. Deve farlo guardando al mare. D'altra parte, lo aveva già capito Renzo Piano, nel cui rammendo c'erano molte di queste idee che ora tornano d'attualità».
Che tipo di energia? «Produzione da fonti rinnovabili facendo leva sul vento, con le pale, sulle onde, con il moto, e sulla luce, con i pannelli solari».
E poi che altro per renderla attiva? «Costruendo, attaccata ad essa, un riempimento di terra da 100, 150 metri per farne un terminal, un molo. Succede già a Barcellona e a Marsiglia, andate a vedere».
E che cosa potrebbe attraccare a questo nuovo molo? «Chiamiamolo pure terminal diga. Sì, io qui vedrei i depositi costieri, il porto petroli, i prodotti liquidi, insomma».
Parlava anche di altre idee? «Sì, premetto che dal punto di vista progettuale non c'è ancora nulla, ma l'idea quella c'è, eccome. Questo terminal diga potrebbe essere collegato alla terra tramite ponti levatoi da percorrere da mezzi veloci, ma anche da mezzi di servizio legati alle attività. Gli estremi terrestri potrebbero essere le foci dei due torrenti, Bisagno e Polcevera». Sindaco, ma sui tempi si può pensare a un'accelerazione? Se in due anni avete costruito un ponte, forse per fare una diga se ne possono impiegare meno di dieci-dodici... «Lo abbiamo detto anche al convegno sulle infrastrutture del Nord Ovest, bisogna fare leva su un sistema che sia anti-burocratico. Anche per la diga, a mio avviso, si può riproporre il modello Genova». Ma non era un provvedimento speciale legato alla ricostruzione? «Abbiamo sempre lavorato nel rispetto più rigido delle norme, senza mai alcun tipo di deroga.
L'unica differenza è che abbiamo lavorato con il codice degli appalti europeo, che è più rigido delle norme attuali e soprattutto consente dio far lavorare in parallelo più cantieri. Facciamolo anche per la diga, il commissario c'è».
I punti Così l'infrastruttura che non si ferma mai 1 2
Energia Si può far vivere l'infrastruttura tutto l'anno producendo energia dal vento, con le pale eoliche, dalle onde, con il moto, e dalla luce, con i pannelli Terminal A fianco della diga, con un riempimento, si può costruire un molo, un terminal da dedicare ai prodotti merceologici liquidi, i depositi costieri e il petrolio Ponti Il sindaco pensa anche a collegare il "Terminal diga" alla terraferma con ponti girevoli partendo dalle foci del Bisagno e del Polcevera

Foto: kIl sindaco Marco Bucci


Foto: kLa nuova diga Un'elaborazione al computer


Foto: kIl rendering La nuova diga sarà costruita 500 metri più in là di quella attuale kIl sindaco Marco Bucci