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03/08/2021

Terme al palo, la Regione: «Servono 500 mila euro»

Il Giornale di Vicenza

RECOARO L'esponente della giunta Zaia vede gestore, sindaco e albergatori. Il futuro? Rebus
L'assessore veneto Calzavara ai privati: «Necessari i loro investimenti» E ipotizza un nuovo bando. Cunegato: «Si rilancino le fonti periferiche»
Un sopralluogo per toccare con mano lo stato del patrimonio termale recoarese, incontrare sindaco e albergatori. La giornata recoarese dell'assessore al bilancio e patrimonio Francesco Calzavara lascia nubi fosche sul futuro del compendio termale perché in vista di una riapertura servono, dice, almeno 500 mila euro e una società che abbia una solidità economica tale da garantire investimenti di rilievo con un cronoprogramma dettagliato.In questa estate 2021 il compendio, per il secondo anno consecutivo, non ha erogato le cure che rappresentano il core business. La Terme di Recoaro spa ha aperto il bar e rinnovato il bunker di Kesselring rendendo l'esperienza della visita, grazie alla realtà virtuale, molto più coinvolgente. È la nota lieta. Ma il resto è un rebus indecifrabile. Fino a settembre è stata rinnovata la concessione agli attuali gestori ma pare più che probabile che, poco dopo, la Regione emetterà un nuovo bando. «Chi gestirà il compendio dovrà avere la forza finanziaria per sistemarlo e una progettualità ampia - afferma l'assessore regionale -. Per prima cosa servono 500 mila euro per mettere a norma tutti gli impianti». L'assessore è realista e non promette quello che poi non potrà mantenere: «Le risorse le dovrà avere la società, la Regione al massimo potrà aiutare ma in minima parte. Faremo di tutto perché nel 2022 le terme siano in funzione ma oggi non posso garantire che lo saranno». Insomma il gestore, sia che si tratti dell'attuale che di uno nuovo, dovrà mettere mano pesantemente al portafoglio ancora prima che i cancelli ad aprile o maggio si aprano. Se nel caso peggiore non si presentasse nessuno al bando «ne prenderemo atto, significherebbe che non si crede più nella possibilità di investire in questo settore», puntualizza Calzavara.L'assessore ha incontrato nella sua giornata recoarese oltre ai vertici della società Terme di Recoaro spa con la presidente Paola Borgo e il vice Tiziano Bonato alle fonti, il sindaco Armando Cunegato in comune e poi un gruppo di albergatori. Il primo cittadino sottolinea: «Per quanto riguarda le fonti centrali il Comune non ha grandi margini di manovra. Anche i recoaresi hanno fatto la loro parte e ora, con la crisi dovuta al Covid, vedo improbabile possano investire nuovamente». Se si riuscirà a fare il primo passo, riaprire le terme, Cunegato vorrebbe coinvolgere i Comuni limitrofi che hanno acque sorgive, Valli del Pasubio, Posina e Torrebelvicino, per un progetto di area vasta da portare al fondo dei Comuni di confine che potrebbe portare alcuni milioni di euro. Nel frattempo il Comune punta alle fonti periferiche, fonte Franco, Capitello e Giuliana, che possono essere condotte con una gestione familiare. «Abbiamo già avuto delle richieste. Puntiamo a creare dei percorsi ciclistici o di trekking che tocchino queste realtà meno conosciute ma affascinanti. Si potrebbe salvarle dal degrado e farle diventare una risorsa». fa notare Cunegato.. © RIPRODUZIONE RISERVATA