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25/08/2020

Terapie intensive, il piano è fermo

Corriere della Sera - Trebeschi

L'emergenza sanitaria In tutta la provincia previsti altri 34 letti di rianimazione e 59 di semi-intensiva per i pazienti Covid
Il nodo burocrazia: senza l'ok del Commissario gli ospedali non possono autorizzare i lavori
Sulla carta gli interventi ci sono, ma non possono partire. Parliamo del progetto post-Covid di ampliamento dei letti di Terapia intensiva e semi-intensiva che la Regione ha approvato il 16 giugno scorso. Gli ospedali bresciani non sono oggi autorizzati a fare i bandi e ad individuare gli appaltatori. Come mai? La risposta è sempre la stessa: mancano «le indicazioni operative del Commissario straordinario». C'è chi deve ristrutturare i locali, chi acquistare letti, monitor e caschi e chi deve ampliare la rete dell'ossigeno. Ma senza l'ok del commissario Domenico Arcuri, la maggior parte dei cantieri restano in stand-by. Una situazione paradossale, con i ritardi che si accumulano in un periodo come l'estate.

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Sulla carta gli interventi ci sono, ma non possono partire. Si tratta del progetto post-Covid di ampliamento dei letti di Terapia intensiva e semi-intensiva che la Regione ha approvato il 16 giugno scorso. Gli ospedali bresciani non sono oggi autorizzati a fare i bandi e ad individuare gli appaltatori. Come mai? La risposta è sempre la stessa: mancano «le indicazioni operative del Commissario straordinario». C'è chi deve ristrutturare i locali, chi acquistare letti, monitor e caschi e chi ampliare la rete dell'ossigeno. Ma senza l'ok del commissario Domenico Arcuri, la maggior parte dei cantieri restano in stand-by. Una situazione paradossale, con i ritardi che si accumulano in un periodo favorevole come l'estate.


Gli interventi

Nel complesso, in provincia, si tratta di passare da 60 posti di Terapia intensiva a 94 e di raddoppiare quelli di semi-intensiva (da 54 a 113). A Desenzano, per esempio, il cantiere atteso durerà sei mesi: bisogna ristrutturare tutta la parte sud-est del primo piano dell'ospedale, inserendo quattro letti di semi-intensiva nella Stroke Unit che oggi non ne ha (oltre 900 mila euro). La Cardiologia invece ha già sei letti utilizzabili come semi-intensiva, ma l'obiettivo è acquistare tecnologia (178 mila euro) così da poterli trasformare in letti di Terapia intensiva. Si punta poi ad aumentare da sei a nove i letti di Rianimazione che già esistono a Desenzano, ma anche in questo caso servono 90 giorni di lavori. E mentre a Manerbio si preventivano quattro mesi di cantiere per portare da cinque a dodici i letti di Terapia intensiva, a Gavardo i lavori di adeguamento della Terapia intensiva potrebbero durare un anno. Tempi più veloci nell'Asst Franciacorta: gli adeguamenti previsti a Chiari e Iseo (+5 posti di semi-intensiva) dureranno 60-90 giorni. Sono soltanto alcuni dei numeri contenuti nella delibera 3479 del 5 agosto scorso. E che ora rischiano di non trovare attuazione.


Mani legate

A Esine l'intervento più importante durerà sette mesi, con un importo che supera il milione di euro: il progetto prevede di spostare in un'altra ala dell'ospedale i quattro posti di semi-intensiva della Stroke Unit, trovando una collocazione logisticamente più idonea e salendo così a sei letti (oltre ai 12 già esistenti tra Obi e Ucc). E invece è tutto fermo. In generale, per lavori sotto il milione di euro non si escludono procedure negoziate o il bando per manifestazione d'interesse. Ma le indicazioni dovrà darle il commissario straordinario. Il vantaggio di avere una figura del genere è che si può andare in deroga a tante norme del Codice degli appalti. E data l'epidemia in corso, l'urgenza esiste. Il punto è che finché il commissario non stabilisce chi si deve muovere e cosa si può fare, tutto rimane sospeso.


L'epidemia e il Civile

Durante i mesi dell'emergenza Covid una serie di interventi erano già stati fatti, ampliando i letti di semi-intensiva, acquistando macchinari e modificando la distribuzione dei gas medicali. Ad oggi, i sei posti di Terapia intensiva in più in Scala 4 sono già stati realizzati. Ma restano da fare alcuni adeguamenti tecnologici. La Pneumologia può oggi contare sui letti di semi-intensiva, ma sono diversi gli interventi previsti negli altri reparti. E lunghi: la ristrutturazione dell'Unità di terapia intensiva coronarica (Utic) durerà 12 mesi (da 10 a 13 i posti di semi-intensiva); la ristrutturazione della Stroke avrà bisogno di quattro mesi di lavori; la Medicina, che investirà 50 mila euro in opere e 250 mila in macchinari, potrà contare su sei letti di semi-intensiva ma per questa ristrutturazione ci vorranno 120 giorni. Più tardi si parte, peggio è per tutti. Gli unici cantieri agili sarebbero quelli delle Rianimazioni del Civile: serve un mese per l'adeguamento tecnologico. Ora si spera che Palazzo Lombardia solleciti il Commissario a rompere gli indugi. Magari anche solo nominando sub-commissari i presidenti delle Regioni.


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Fonte: Dgr 347 9 del 5 agosto 202 0 di Regione Lombardia Spedali Civili* (Brescia) 14 21 Dai 2 mesi della Seconda Rianimazione ai 4 della Medicina ai 12 dell'Utic 500.000 700.000 Montichiari 0 8 (4+4) 1-3 mesi 100.000 140.000 GardoneVT 0 8 (4+4) 2-6 mesi 330.000 60.000 Ospedale dei Bambini (Pediatria) 0 4 3 mesi 100.000 200.000 Desenzano 14 (8+6) 4 6 mesi 1.255.000 548.400 Manerbio 12 1 5 mesi 60.000 241.600 Gavardo (Utic e Medicina) 4 6 1 mese - 161.000 Chiari 2 2 2 mesi 100.000 60.000 Iseo 0 3 3 mesi 150.000 90.000 Esine (Obi, Ucc, stroke) 16 2 7 mesi 650.000 485.000 *Utic, Anestes i a-2 , Nefro-tra p i anti , Stroke Un it, Me d i c i na

La vicenda

Il 16 giugno la Regione ha previsto l'ampliamento dei letti
di terapia intensiva e semi-intensiva. Il 5 agosto la conferma dei finanziamenti

I progetti
ci sono, ma gli ospedali
non sono autorizzati
a bandire
ed appaltare
i lavori. A bloccare tutto l'assenza di «indicazioni operative» del Commissario straordinario

59

7

di semi-intensiva che saranno aggiunti ai 54 già esistenti
negli ospedali pubblici della provincia di Brescia. Molti di questi posti sono previsti dentro reparti come Medicina, Cardiologia o Neurologia

di intervento previsti per spostare sopra l'Unità di cura coronarica la Stroke Unit che oggi ospita quattro letti di semi-intensiva: il progetto
di adeguamento prevede
di aggiungere altri due letti