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09/07/2020

Tensioni sulle Semplificazioni verso la chiusura nella notte

La Gazzetta Del Mezzogiorno

LE STRATEGIE CONTRO LA CRISI
Trattative a oltranza sugli appalti. Patuanelli: premesse per il via libera
l ROMA. «Il Consiglio dei ministri sul Decreto Semplificazioni si riunisce stasera (ieri, ndr) e credo ci siano le premesse per chiudere, magari tardi», lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, poco prima della riunione decisiva del Consiglio dei ministri, cominciata poco dopo le 21.30 per l'ennesima seduta notturna. Sul tavolo anche il Piano dell Riforme con al centro fisco e scuola. Il testo del dl sarebbe stato chiuso con una trattativa fiume sul tema degli appalti, secondo quanto affermato da diverse fonti parlamentari di maggioranza secondo le quali si sta ancora discutendo anche sui commissari per le opere, sulle norme che riguardano l'edilizia e sulla valutazione d'impatto ambientale. Fonti qualificate di governo spiegano che comunque si tratta di «limature al testo», ma non si esclude un ok «salvo intese». Confermato lo stop alle gare per le opere pubbliche inferiori ai 5,3 milioni di euro fino al 31 luglio 2021, ma cambiano le regole (e i tempi) per le procedure negoziate. Atteso anche un elenco per i cantieri «di rilevanza nazionale» da sbloccare, ma si litiga sui poteri dei commissari. M5s e Iv spingono per replicare l'esperienza della ricostruzione del ponte Morandi, Pd e Leu frenano e chiedono più paletti. Semplificazioni e Rilancio, sono i due decreti che impattano sul governo. Per quanto riguarda il provvedimento sulle semplificazioni, il braccio di ferro è stato tra M5s e Iv, favorevoli al «modello Genova», e una parte del Pd e Leu che hanno frenato sull'ipotesi di un allentamento delle regole previste dal Codice degli appalti. La maggioranza è chiamata a trovare un'intesa su deroghe alle gare per una certa tipologia di appalti, nuove regole sull'abuso di ufficio, fino alla condivisione delle banche dati. «Non è possibile esitare, questo è il momento del coraggio», ha sottolineato il premier, Giuseppe Conte che da oggi sarà in missione in Portogallo e Spagna per dar vita all'asse del Mediterraneo. «Spero che libereremo il piano shock. l rischio di corruzione c'è sempre anche con i codici e le leggi. Il punto è che non bisogna fare come la Raggi con le Olimpiadi. Allora io dico modello Expo non modello Raggi: le cose si devono fare sennò si muore di fame», ha detto nel pomeriggio il leader di Italia viva Matteo Renzi: «Bisogna sbloccare le opere e semplificare le regole del gioco - aggiunge - Sono per sbloccare le opere pubbliche: ci sono 120 miliardi di euro pronti già finanziati da investire su scuole, porti, eroporti. È una filosofia sbagliata quella che blocca 60 mln di persone, io dico giustamente, ma adesso non riusciamo a bloccare per un mese la burocrazia? Senza posti di lavoro l'Italia è finita e questo fa felice proprio la criminalità organizzata». Una linea che appare condivisa dal leader della Lega, Matteo Salvini: «Vediamo: se c'è l'azzeramento del codice degli appalti, l'eliminazione del reato di abuso d'ufficio e la semplificazione della vita, va bene. Se invece è l'ennesimo titolino a cui questo governo ci ha abituato, non va bene», ha detto l'ex ministro: «Voglio vedere se prevale la linea dell'efficienza o la linea della Cgil», ha aggiunto. «Nel dl semplificazioni ci sarà lo sblocca cantieri: una lista precisa e puntuale di tutti i cantieri già finanziati ma di qui incagliati da un'assurda burocrazia, che avranno un commissario per ogni opera, secondo il modello di Genova, di Pompei, dell'Expo. Questo vorrà dire che sbloccheremmo cantieri per strade, ferrovie, porti, aeroporti, dighe, per un valore di svariati miliardi di euro», aveva invece, poco prima sottolineato il presidente dei senatori di Italia Viva Davide Faraone, confermando quindi il raggiunto accordo nella maggioranza, su temi caldi. Intesa trovata anche sul «pacchetto sisma», per la ricostruzione post terremoto del Centro Italia. Lo ha fatto sapere il commissario straordinario, Giovanni Legnini, dopo un colloquio con Conte: «Ho avuto rassicurazioni dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sulla piena disponibilità del governo ad accogliere il pacchetto di norme sul terremoto del Centro Italia condivise con i sindaci e che erano contenute negli emendamenti presentati in Commissione Bilancio e non accolti. Il governo, mi ha garantito il presidente Conte - ha aggiunto Legnini - intende inserire le norme per accelerare la ricostruzione pubblica e privata nel decreto semplificazioni di prossima emanazione. Quelle che invece richiedono una copertura finanziaria - ha spiegato il commissario - ad esempio quello per il personale e la proroga dello stato di emergenza, saranno inserite nel decreto che sarà emanato subito dopo l'approvazione del nuovo, atteso, scostamento di bilancio». IN CAMPO Il leader di Italia viva ed ex premier, Matteo Renzi. A destra, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte