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12/06/2021

Teatro Maggiore L’opposizione tira in ballo la Corte dei conti

La Stampa - CRISTINA PASTORE

presentato un esposto
VERBANIA Alcuni consiglieri comunali di opposizione a Verbania hanno dato notizia dell'esposto presentato alla Corte dei conti affinché vengano fatte verifiche sull'eventuale danno erariale derivato dalla realizzazione del teatro Maggiore. E' stato aperto cinque anni fa e da allora è ancora senza «Cpi», il certificato prevenzione incendi, con l'agibilità che viene concessa in deroga. E' però nel frattempo emerso che la guardia di finanza già da un mese ha fatto accesso agli uffici comunali per l'acquisizione di parte della documentazione relativa alla vicenda. Per quale motivo però non è noto: cioè se sia già in corso un'indagine oppure se si tratti semplicemente di un atto d'ufficio per capire la situazione. I consiglieri di Prima Verbania, Fratelli d'Italia, Insieme per Verbania e Cinque stelle dicono di volerci vedere chiaro. Doveroso - affermano - sciogliere i quesiti insorti con il lavoro, due anni fa, della commissione d'inchiesta voluta dal Consiglio comunale per ripercorrere tutte le tappe di progettazione e costruzione del teatro, nato come Cem, «Centro eventi multimediale». Uno spazio che doveva avere un utilizzo in parte diverso rispetto a quello attuale stando alle dichiarazioni della maggioranza di centrodestra che governava ai tempi la città e che aveva dato l'ok allo spostamento dell'opera da piazza Fratelli Bandiera all'arena, in riva al lago. Il motivo degli attuali limiti nell'uso del teatro, per i consiglieri di opposizione, non è la pandemia, piuttosto la mancanza del «Cpi», che non consente di sfruttarlo in tutte le potenzialità aumentando i costi di gestione per poterlo tenere aperto «in deroga». I consiglieri coinvolti Mattia Tacchini, Katiuscia Zucco, Attallah Farah, Damiano Colombo (con il segretario cittadino di FdI Luca Gnecco), Giandomenico Albertella e Silvano Boroli in una conferenza stampa all'aperto davanti al teatro disegnato dall'architetto Arroyo hanno parlato di un'opera «costata quasi 20 milioni di euro, con difformità tra quanto stabilito con il progetto esecutivo, quanto realizzato e poi collaudato»: fasi che si sono estese tra l'amministrazione straordinaria del commissario prefettizio sopraggiunto in seguito alle dimissioni del sindaco Marco Zacchera, e il primo mandato di Silvia Marchionini. Differenze che inseguito avrebbero inciso sul rilascio del Cpi da parte dei vigili del fuoco. Commissione consiliare Le conclusioni a cui nel marzo 2019 giungeva la commissione consiliare, presieduta dall'avvocato Paola Zanoia, riportavano anche l'auspicio di un approfondimento sul «configurarsi di responsabilità professionali ed economiche» in capo a tutti coloro che avrebbero dovuto garantire l'esecuzione «a regola d'arte» della struttura. Punto ripreso un anno fa con un'interrogazione scritta dalla gran parte dei consiglieri che si sono fatti promotori dell'esposto alla magistratura contabile. «Il sindaco non ci diede risposta, l'assessore alla Trasparenza Patrich Rabaini solo un riscontro generico, con considerazioni sull'opportunità di intraprendere iniziative di questo genere se si fossero ravvisate ipotesi di responsabilità a carico di qualcuno» riporta Albertella. La «politica degli esposti» «Non è il mio modo di fare politica quello degli esposti, ma hanno tutto il diritto di procedere in questa maniera» commenta il sindaco Silvia Marchionini. «Io però - aggiunge - mi soffermerei anche sui Cpi che mancano in alcune scuole superiori del territorio». In questo caso la competenza è della Provincia, dove Albertella è consigliere delegato anche all'edilizia scolastica. «Ad ogni modo - insiste Marchionini - il teatro ha ripreso a ospitare spettacoli perché, sebbene in deroga, è a norma. Altrimenti sarebbe rimasto chiuso». Poi ammette: «Mi sono sbagliata: pensavo che davanti alla fondamentale funzione di centro vaccinale che sta svolgendo il Maggiore, di polemiche non ce ne sarebbero più state attorno a un'opera decisa da altri e che mi sono trovata a dover completare in tempi stretti per non perdere finanziamenti. La commissione d'inchiesta l'ho voluta anche io, ma le determinazioni a cui è giunta non richiamavano l'amministrazione ad assumere precise posizioni». Per Marchionini il locale adibito a ristorante non è mai stati utilizzato non perché inagibile, ma solo perché ha superfici limitate e non adeguate alle esigenze degli imprenditori del settore. Due bandi per l'assegnazione, infatti, erano andati deserti. «E' dunque poco sensato - conclude il sindaco Marchionini - ritentare in questo momento, in cui la ristorazione deve riprendersi da un lungo periodo di crisi. Chi ha scommesso sul bar, invece, ha fatto un buon lavoro e ha avuto successo». -

Foto: DANILO DONADIO


Foto: I lavori di inizio 2020 per tagliare parte del rivestimento davanti all'ingresso principale del teatro Maggiore