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11/11/2020

TdR, il nuovo direttore deve venire dal teatro

Il Messaggero - Katia Ippaso

Il 18 novembre il cda dell'istituzione teatrale della città dovrebbe finalmente nominare chi la guiderà. In lizza De Fusco, Pinelli, Cremonini. Tante le perplessità sulla selezione IL CASO / AGENDA
VENERDÌ SCORSO INTERROGAZIONE PARLAMENTARE SUI CRITERI ADOTTATI E IL RISPETTO DEI REQUISITI
Novembre difficile anche per il Teatro di Roma, che aveva appena inaugurato la stagione con L'uomo senza meta , testo norvegese (Arne Lygre) e regia italiana (Giacomo Bisordi), un'opera che mette a nudo la feroce solitudine dell'uomo e l'invenzione economica del sistema-famiglia. Un'opera nera, nerissima ma sottile, che può guidare anche nella lettura di ciò che sta accadendo dietro le quinte del Teatro di Roma. LA PRESENTAZIONE Il 30 settembre durante la conferenza stampa di presentazione della stagione, il presidente Emanuele Bevilacqua aveva promesso che entro la fine di ottobre sarebbe stato nominato il nuovo direttore. Così non è stato, la decisione dovrebbe essere presa il 18 novembre, data in cui in remoto si riunirà nuovamente il consiglio d'amministrazione. Nel frattempo, dopo varie sedute, il comitato dei tre saggi esterni designati per esprimere una terna di candidati, ha emesso da giorni il proprio verdetto. Come già scritto, le tre figure selezionate da una ventina di candidati che hanno partecipato al bando, sono quelle di Luca De Fusco, Pier Francesco Pinelli e Anna Cremonini. Tutti lo sanno, ma non è scritto da nessuna parte. La prima domanda, a questo punto, è: se questi tre nomi circolavano da tempo, come mai si è sentito il bisogno di creare un comitato esterno che si pronunciasse solo tra le pareti del teatro? Perché non essere trasparenti e rendere pubblica la terna? Sembrerebbe che Pier Francesco Pinelli sia il favorito. Lo si deduce da un semplice fatto. Tra fine giugno e inizio luglio, il presidente del Teatro di Roma propose al cda due consulenti: l'economista Alessandro Spaventa per i servizi di controllo di gestione, e l'ingegner Pier Francesco Pinelli per il coordinamento amministrativo dell'associazione Teatro di Roma. Al primo sarebbero stati offerti più di 20 mila euro per un lavoro di dodici mesi, al secondo più di 30 mila per una assistenza di sei mesi. Il cda non fece passare la proposta ma di lì a poco il TdR pubblicò una manifestazione d'interesse (o bando) per la ricerca del direttore. Ed ecco che ritorna il nome di Pier Francesco Pinelli. Quindi la stessa persona potrebbe garantire una semplice (per quanto ben pagata) consulenza amministrativa e la disponibilità a dirigere il teatro pubblico della capitale. Non si mette in dubbio la professionalità di Pinelli, che nel passato è stato commissario dell'Inda (Istituto Nazionale del Dramma Antico) e da qualche anno lavora come responsabile dei nuovi business della Treccani. Ma perché insistere con una figura manageriale quando si cerca il direttore del Teatro di Roma? Non risulterebbe, inoltre, che l'ingegnere abbia i cinque anni di dirigenza che vengono richiesti dal bando, così come non li ha neanche Anna Cremonini. Solo il regista Luca De Fusco li ha, ma potrebbe essere considerato un "dissimile". LA LEALTÀ Ora, va bene agire all'interno di un sistema-famiglia, a nessuno piace sentirsi solo. Ma se si fa un bando, la gara deve essere leale. Al di là dell'interrogazione diretta al ministro per i Beni e le Attività Culturali (apparentemente ignaro di tutta la faccenda), firmata il 6 novembre dalla deputata Prestigiacomo per «chiedere lumi circa la nomina del direttore del Teatro di Roma, sui criteri seguiti e il rispetto dei requisiti», tutti i cittadini dovrebbero percepire che si sta lavorando per loro. E il nuovo direttore, piuttosto che limitarsi a gestire spinose questioni amministrative, promettendo magari di non mettere mai bocca sulla programmazione, dovrebbe essere qualcuno che il teatro lo conosce e lo vive e che, soprattutto, dimostri di poter collaborare realmente con gli artisti e i consulenti. E pazienza che non venga esattamente dallo stesso entourage. Proprio per questo, l'esperimento potrebbe rivelarsi ancora più fertile. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: A sinistra, la facciata dell'Argentina, la sede più prestigiosa del Teatro di Roma che gestisce direttamente anche l'India e Villa Torlonia, e in forma indiretta, i teatri Silvano Toti Globe, Biblioteca Quarticciolo, Tor Bella Monaca, Villa Pamphili e ha in affidamento il Teatro Valle