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01/08/2018

Tav, Toninelli: prima i costi e poi vedrò Chiamparino

Corriere della Sera - Christian Bennaa pagina 3

il ministro per le infrastrutture
«È inutile che veda Sergio Chiamparino prima di aver fatto analisi costi e benefici della Torino-Lione». La doccia fredda arriva a tarda giornata quando il ministro ai trasporti Danilo Toninelli risponde ai microfoni di Zapping, sulle frequenze di Radio 1, in merito alle richieste di un incontro inoltrate dal governatore del Piemonte. Gli Stati Generali delle Infrastrutture si terranno a settembre a Torino per fare chiarezza sulla Tav. Ma il ministro non ci sarà. «Prima i risultati del dossier», che arriveranno a fine ottobre, «poi ne discuteremo». Toninelli ha incaricato una task force di esperti del ministero, guidata da Alberto Chiovelli, per riesaminare a fondo l'opera. Tra i consulenti di peso c'è anche Marco Ponti, decano di economia ai trasporti del Politecnico di Milano e da sempre molto critico nei confronti della Tav, che proprio ieri ha trascorso una giornata fitta di incontri al dicastero guidato da Toninelli. Una nomina che forse farà tremare i polsi ai vertici di Telt, la società italo-francese incaricata di gestire i lavori della grande opera, e che oggi si trova a dover calendarizzare a dopo l'estate una gara d'appalto da 2,3 miliardi di euro. Senz'altro i «vecchi» protagonisti del tunnel più controverso e contestato della storia d'Italia fanno fatica a trovare udienza presso i consulenti del ministro Toninelli. Ieri giornata romana anche per Paolo Foietta, commissario straordinario del governo per l'asse ferroviario Torino-Lione. Nessun incontro con il ministro, che non risponde neppure alle sue lettere, ricche di analisi e osservazioni su tracciati e volumi di traffico, né con altri esponenti del M5S. Qualche colloquio Foietta l'ha avuto con alti esponenti della Lega, più favorevoli alla realizzazione dell'opera. Anche Fercargo, l'associazione delle imprese di trasporto merci su rotaia, non riesce a trovare un momento di dialogo con il ministro. Più che sollecitare il sì alla Tav, benché condiviso da tutte, le aziende del «ferro» hanno bisogno di vedere confermati i contributi alla formazione dei macchinisti. Si tratta di 300 giovani che frequentano i corsi per trovare un lavoro a bordo dei locomotori del trasporto merci. E senza sostegni rischiano di perdere il treno e rimanere a spasso.
C.B.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

2,3 Miliardi
Il costo della gara d'appalto per i lavori della grande opera, la cui assegnazione verrà calendarizzata a fine agosto

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