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08/09/2021

Tav, strigliata dalla Ue “Appalti, Italia indietro”

La Repubblica - Mariachiara Giacosa

La reprimenda della commisssaria Radicova
L'Europa chiede all'Italia il rispetto degli impegni sulla Tav. Servono meno parole, meno ideologie, e più fatti. La coordinatrice del corridoio mediterraneo di cui fa parte la Torino-Lione per conto di Bruxelles, Iveta Radicova, sceglie la tappa a Torino, del treno europeo che percorrerà 26 Paesi per promuovere la mobilità ferroviaria, per suonare la sveglia al governo sull'avanzamento del progetto per la tratta nazionale, da Bussoleno a Torino che da due anni giace nei cassetti di Ferrovie.
● a pagina 6 L'Europa chiede all'Italia il rispetto degli impegni sulla Tav. Servono meno parole, meno ideologie, e più fatti. La coordinatrice del corridoio mediterraneo di cui fa parte la Torino-Lione per conto di Bruxelles, Iveta Radicova, sceglie la tappa italiana, a Torino, del treno europeo che percorrerà 26 Paesi per promuovere la mobilità ferroviaria, per suonare la sveglia al governo sull'avanzamento del progetto per la tratta nazionale, quella da Bussoleno a Torino che da due anni giace nei cassetti di Ferrovie dello Stato. Ricorda bene la travagliata storia del progetto e mette in guardia su chi usa la Tav per questioni elettorali, citando pure Matteo Salvini. Ne parlerà anche con il premier Mario Draghi.
Se sulla tratta internazionale, infatti, Telt è al lavoro per assegnare gli appalti italiani all'inizio del 2022, su quella nazionale per recuperare i ritardi il governo ha nominato un commissario, ma per Radicova non è ancora abbastanza. «Siamo un anno e mezzo in ritardo - avverte - e questo è un momento cruciale. In Francia ieri abbiamo firmato oltre 3miliardi di appalti, pari all'80 per cento del tunnel. Quando potremo fare lo stesso anche in Italia?» chiede improvvisando un blitz sul palco al termine del discorso del viceministro italiano ai trasporti, Alessandro Morelli, rimasto quasi spiazzato dalla domanda a bruciapelo. «Forse da Bruxelles non ci si è resi del tutto conto di quanto è accaduto in questi anni, ma il governo ha fatto i compiti a casa e sono state risolte le questioni infrastrutturali. Resta un problema di ordine pubblico - chiarisce Morelli - nel quale non si deve lasciare spazio ai violenti». Pure il direttore generale di Telt Mario Virano dice sulla tratta bi-nazionale che «problemi sostanziali non ce ne sono, ma giustamente l'Europa vigila». Insomma getta acqua sul fuoco, ma lo schiaffone è stato bello sonoro. L'Europa infatti è disponibile a finanziare anche il 50 per cento dei costi delle tratte nazionali di accesso al tunnel di base che per l'Italia è il progetto low cost: meno di 2 miliardi (di cui lo Stato dovrebbe pagare la metà) per adeguare la linea tra Bussoleno e Avigliana, costruire la galleria sotto la collina morenica tra Buttigliera Alta e Orbassano e poi sistemare lo scalo, per renderlo scalo merci a servizio di Torino.
«L'obiettivo dell'Europa è portare avanti in contemporanea l'avanzamento del tunnel di base e quello delle tratte d'accesso che per noi hanno lo stesso livello di importanza» ricorda Radicova che domenica, a Chambéry, ha strappato all'esecutivo di Parigi l'impegno a sciogliere i nodi della tratta francese entro la fine dell'anno. «Lì abbiamo fatto dei passi avanti - spiega - chiediamo al governo italiano di prendere decisioni simili». Entro aprile. L'Europa vuole che la tratta nazionale sia inserita nel contratto di programma tra il ministero e Rfi (c'era, ma dal 2019 non ha finanziamento) e completamente progettata per poter aver l'opera completa intorno al 2030, Per il 2033 è prevista l'apertura del tunnel di base. - mc.g.

Foto: kIveta Radicova Con la sindaca Chiara Appendino