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01/05/2021

Tav, sì alla tratta italiana il governo sblocca lo stallo

La Stampa - MAURIZIO TROPEANO

L'ALTA VELOCITÀ
- P. 39 La volontà politica del governo di chiedere all'Unione Europea di partecipare ai nuovi bandi per ottenere un contributo del 50% del costo totale della tratta nazionale della Tav, cioè la Torino-Bussoleno, adesso c'è. È stato il viceministro alle infrastrutture e mobilità sostenibile, il leghista Alessandro Morelli, a spiegare che alla prossima riunione della Conferenza Intergovernativa in programma nelle prossime settimane «la delegazione italiana potrà negoziare il testo della decisione di esecuzione e quindi predisporre il dossier per eventuali candidature al fine di promuovere le azioni da presentare al primo bando europeo utile, che sarebbe nel giugno 2021, per il futuro cofinanziamento». Adesso resta da capire se questo via libera politico basterà per tirare fuori dagli archivi di Rete Ferroviaria Italiana quei progetti congelati dal febbraio 2019 dopo la decisione dell'allora ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, di non rinnovare l'incarico di commissario di governo per la Torino-Lione a Paolo Foietta. Il suo successore alla guida del dicastero, Paola De Micheli(Pd), non ha ordinato alla società del gruppo Ferrovie dello Stato di rimettersi al lavoro. Senza quei progetti, infatti, l'Italia rischia di perdere 750 milioni di future risorse comunitarie. Si tratta di nuovi fondi che verrebbero messi a disposizione dall'Ue attraverso un nuovo atto (decisione di esecuzione, ndr) che garantisce il contributo europeo fino alla fine dei lavori svincolandolo dai vincoli di bilancio settennali. L'accordo vale sia per il tunnel di base che per le tratte di accesso nazionale. La ripresa della progettazione da parte di Rfi, però, è solo la condizione necessaria, ma non sufficiente, per aprire una trattativa con Bruxelles e con il governo di Parigi. In una parola Roma deve garantire la copertura economica di quei lavori. E ad oggi, sul progetto, Roma non ha ancora garantito le risorse pubbliche. Fonti che conoscono a memoria il dossier spiegano che «l'intervento sulle tratte di accesso della tratta nazionale della Torino-Lione deve rientrare a qualche titolo nella programmazione nazionale». Il problema è che ad oggi la Torino-Bussoleno non è stata inserita nei progetti da finanziare attraverso il Recovery fund e nemmeno nel programma Infrastrutture nazionali. E le stesse fonti sottolineano i rischi di questa situazione: «Diventa complicato chiedere il cofinanziamento europeo di un progetto "missing", che non sta nelle strategie italiane». Che fare, allora? Il deputato di Azione, Nunzio Angiola, che in accordo con Claudio Lubatti, responsabile nazionale del partito per le infrastrutture, ha presentato un'interrogazione sul caso ha chiesto al governo di «nominare un commissario straordinario per la Tav Bussoleno-Torino che potrebbe essere dirimente in questa fase». Secondo la parlamentare di Italia Viva, Silvia Fregolent, «è un errore non inserire la Bussoleno-Torino nel Piano nazionale di resilienza e ripresa, visto che altre tratte del corridoio 5 sono presenti». Tra le altro cose l'inserimento della Tav nel secondo elenco del Recovery Plan si porterebbe dietro la nomina, automatica, di un commissario. -
2019 Il progetto della Torino-Bussoleno è congelato dal febbraio di due anni fa
ALESSANDRO MORELLI VICEMINISTRO ALLE INFRASTRUTTURE Possiamo candidarci al primo bando europeo utile, che sarebbe a giugno, per il cofinanziamento
Su La Stampa Da più di due anni la progettazione delle tratte di accesso italiane al tunnel di base della Torino-Lione è stata congelata. L'Italia rischia così di perdere i 750 milioni a fondo perduto che l'Europa è pronta a mettere a disposizione del nostro paese.

Foto: REPORTERS Cantiere della galleria geognostica a Chiomonte sulla linea ferroviaria Torino-Lione