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07/02/2020

Tav, ci sono offerte per il tunnel

Corriere della Sera - Matteo Trebeschi

Infrastrutture Assegnato il bando per la realizzazione della galleria a Lonato, la procedura di aggiudicazione va avanti
Gare a singhiozzo, l'opera che spaventa. Galperti e Sivieri: troppe incognite per le imprese
Fidejussioni milionarie, alti costi di smaltimento di terre e rocce di scavo, ripercussioni ambientali, minacce di ricorsi. E anche ricavi giudicati non sufficienti. Sono tanti i motivi per cui alcuni degli appalti della Tav Brescia-Verona vanno deserti in prima battuta o vengono assegnati con poche offerte. Ieri è scaduta la proroga del bando del tunnel di Lonato da 205 milioni: è l'opera più importante nel territorio bresciano, ma non si sa quante buste siano pervenute.

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Più è grande l'appalto, maggiore è la fidejussione che bisogna versare. Poi c'è il problema dello smaltimento rifiuti (ingenti quantità di terre e rocce da scavo delle gallerie), ma anche i risvolti ambientali in un percorso delicato come quello delle colline moreniche. Infine, il timore che i ricavi siano bassi rispetto al rischio d'impresa. Sono variabili diverse, ma forse basterebbe sommarle per provare a capire come mai i bandi dell'Alta velocità Brescia-Verona non ricevano tante offerte come ci si aspetterebbe.


A fine dicembre è andata «deserta» la gara per l'appalto numero 5, quello in territorio veronese denominato «Frassine est - Mano di ferro» del valore di 57 milioni. Anche in provincia di Brescia, il 19 ottobre scorso, la gara per assegnare lo scavo e la costruzione del tunnel di Lonato (205 milioni) non vide il deposito di alcuna busta, costrignendo il Consorzio per l'Alta velocità a bandire un nuovo avviso per Lonato che è scaduto ieri, ma stavolta con esito positivo. Il 5 febbraio il general contractor Cepav Due ha aperto le buste: non è chiaro se e quante offerte siano arrivate. Ma se all'appalto «si procederà con le fase successive», come scrive il Consorzio, è naturale che almeno un'offerta su Lonato sia pervenuta.


Ma come mai alcuni appalti della Tav incontrano tali difficoltà e così poche offerte? I motivi possono esser diversi, ma «credo che le imprese vogliano valutare bene se i prezzi dell'opera siano remunerativi» ragiona il vicepresidente della Provincia Guido Galperti. Convinto che ci siano molti elementi che possano frenare la fame di lavoro delle aziende bresciane. «Parlo a titolo personale - dice - ma non possiamo negare che nel caso della Tav c'è troppa distanza tra quando l'opera è stata pensata e quando viene realizzata». Non si tratta solo di una questione «di mercato», possono pesare anche l'«incertezza politica» e «l'instabilità sui costi e sui luoghi di smaltimento» di tutti quei materiali necessari allo scavo e alla realizzazione di tunnel e gallerie. Nel caso di Lonato - galleria naturale a doppia canna di 4,8 km, con 10 metri di diametro ciascuna e con una profondità oltre i 40 metri dal piano campagna - non va dimenticata la «complessità relativa al sito di lavorazione».


Siamo in un territorio morenico, sotto le colline scorre la falda (abbevera anche i Comuni dell'Alto Mantovano) la quale verrà di certo intercettata dallo scavo del tunnel: è già previsto nei progetti. Arpa ed Ispra avranno il compito di verificare quale sarà l'impatto dei lavori sul reticolo idrico sottostante. Il monitoraggio sarà quindi fatto in corso d'opera, resta da capire se sarà possibile evitare effetti dannosi dei lavori sulla falda e come minimizzarli. Il tunnel di Lonato è l'opera più importante, ma anche quella più delicata. Non è però l'unico tratto sotterraneo: nei 48 chilometri di binari che separano Brescia Est da Verona, ben 17 corrono in galleria. E tra questi c'è ad esempio il tratto veronese di San Giorgio in Salici (opera da 147 milioni, già assegnata). Ma la Tav, il cui costo complessivo supera i 4 miliardi di euro, sarà appaltata un pezzo per volta. Il progetto definitivo, approvato dal Cipe nel 2017, ha visto la firma del contratto nel giugno dell'anno successivo. Sono partiti gli espropri e i ricorsi. Poi però la fase di gara dei vari appalti ha visto una serie di stop&go che hanno ritardato l'avvio di diversi cantieri. In realtà ci sono anche gare che sono andate del tutto deserte. Come mai?


«È il problema dei bandi pubblici. Quando fai un'opera che non è ben vista da molti appartenenti al mondo ambientalisti, il rischio - sostiene Douglas Sivieri, presidente di Api Brescia - è che l'azienda prenda parte alla gara. Faccia l'investimento e poi viene bloccata da proteste o ricorsi. Che i miei colleghi siano perplessi lo capisco». Tra impatto ambientale dell'opera (in questo caso Lonato) e incertezze, «è vero che gli imprenditori rischiano, ma servono anche delle certezze. Pure sui ricavi».


Matteo Trebeschi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

La mappa L AG O D I G A R DA Desenzano del Garda Montonale Basso L O M B A R D I A Lonato del Garda Il nuovo tunnel

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Galperti
Per me
la Tav è da completare Chiaro che le imprese vogliano valutare
se i prezzi sono remu-nerativi

Sivieri
Capisco le perplessità Nelle opere pubbliche partecipi alla gara, investi e si blocca tutto per ricorsi
o proteste

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4,8

I chilometri
della «galleria naturale»
che sarà scavata sotto le colline
di Lonato da una «talpa»

205

I milioni di euro
del valore della gara d'appalto
per il tunnel di Lonato: lo scavo raggiunge i 60 metri di profondità

2018

L'anno
in cui è stato firmato il contratto tra Cepav Due ed Rfi per i lavori della Tav Brescia-Verona