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05/09/2018

«Tasso a rischio? La Provincia decida la chiusura»

Il Mattino

Gianluca Sollazzo
«Se il liceo Tasso è a rischio chiusura deve dirmelo la Provincia. La scuola la chiude l'ente». Dura presa di posizione di Carmela Santarcangelo, preside del liceo classico Tasso di Salerno che fa i conti col rischio crollo di una facciata sul cortile interno. Ieri gli uffici tecnici dell'edilizia scolastica della Provincia avevano chiarito che il rilascio di un certificato di agibilità dipende dalla presenza del certificato antincendio e della conformità dell'impianto elettrico: due condizioni che ad oggi non sussistono per il Tasso, basti pensare che solo per la conformità dell'impianto elettrico servono 300 mila euro.
LAFFONDO
«Allora la scuola deve chiuderla la Provincia sbotta Santarcangelo io non chiudo nulla. Ho informato anche il Prefetto della situazione. Il nostro è un liceo abbandonato a se stesso. Si sta voltando le spalle alla storia di Salerno». Costruito negli anni 30, l'edificio di piazza San Francesco è alle prese con gravi situazioni strutturali. Infiltrazioni in alcune aule, assenza di scala antincendio e cortile interno pericolante. Ieri però l'ultima doccia gelata. Prima dell'inizio del collegio docenti convocato dalla preside Santarcangelo, gli ausiliari del liceo hanno dovuto fare i conti con l'allagamento dei bagni al primo piano. Una situazione di emergenza ulteriore a pochi giorni dall'avvio dell'anno scolastico. I bagni al primo piano allagati per cause strutturali sono quelli che attendevano una manutenzione. «Ecco i segni dell'incuria, i bagni si sono allagati perché vecchi dice la preside mi avevano promesso bagni nuovi per gli studenti. Eccoli che si sono allagati, sono senza parole, sono demoralizzata». Una situazione senza dubbio difficile. L'allagamento dei bagni al primo piano non ha bloccato le operazioni di collegio docenti che si sono protratte per diverse ore. All'ordine del giorno programmazione, progetti futuri di un liceo classico che ha registrato 100 iscritti in più rispetto all'anno scorso sugli 820 totali. «Il Tasso non sta cadendo a pezzi, chiariamolo aggiunge la dirigente scolastica ma servono garanzie di sicurezza che un preside non può dare. Esistono emergenze mai risolte che la Provincia conosce bene, eppure non si mosso nulla. Si pensi ai servizi igienici allagati, vecchi di anni e mai manutenuti». Tutto questo a pochi giorni dalla ripresa delle lezioni. Il Tasso si apprende dalla dirigenza scolastica ha dovuto fronteggiare anche la spesa di 6 mila euro per l'acquisto di banchi nuovi indispensabili per accogliere i nuovi iscritti. «Dove si sarebbero seduti il primo giorno di scuola?», si domanda la preside che non nasconde l'amarezza per il mancato inserimento del liceo classico Tasso tra le priorità del piano edilizio scolastico triennale varato dalla Regione Campania. «Bastavano anche 2 milioni di euro di finanziamento per un liceo come il Tasso che ha una storia e una tradizione che ha avuto inizio nel 1930 aggiunge la preside perché ad altre scuole sì e noi no?». Poi la chiosa: «Sono demoralizzata. Non si può far ricadere su un preside le responsabilità relative alla sicurezza di un edificio scolastico che non è gestito da lui».
LO SCENARIO
Nel capoluogo anche il liceo scientifico Da Vinci deve fare i conti col pericolo crollo del quarto piano, interdetto completamente alle attività didattiche. All'istituto Profagri è chiusa l'aula magna per cedimenti dal solaio al primo piano. «La situazione della nostra provincia è delicata, in qualche caso critica ma non drammatica afferma il Presidente di Ance Aies, Vincenzo Russo anche se appare non più differibile un intervento radicale di trasformazione. È fondamentale sbloccare i cantieri fermi, spendere le risorse disponibili per dare ulteriore slancio al comparto edile e, in particolare, ai relativi livelli occupazionali. Stanziare risorse non basta. È necessario mettere in campo una serie di strumenti normativi e procedurali che consentano alle amministrazioni di spendere rapidamente i soldi stanziati e di aprire i cantieri. Quello che occorre subito è un decreto anticrisi che anticipi alcune modifiche del Codice degli appalti, che di fatto in questi anni ha ulteriormente ritardato la realizzazione di opere pubbliche. A quanto ci risulta aggiunge Russo - sono necessari circa 170 milioni di euro per l'adeguamento sismico, l'efficientamento energetico, ma anche per la cura della qualità degli spazi degli edifici scolastici esistenti».
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