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02/10/2021

«Tariffe inadeguate ai rincari: Magazzino 26, gara da rifare»

Il Piccolo di Trieste - Giovanni Tomasin

Le categorie edili, rappresentate da Ance Alto Adriatico e Assistal nazionale, contro l'appalto da 22 milioni per il Museo del mare firmato Consuegra il caso al vaglio degli uffici del comune
Giovanni TomasinDue grane bollate da parte di edili e costruttori di impianti sull'appalto principale del Dipiazza ter. L'Ance dell'Alto Adriatico e il sodalizio dei costruttori di impianti affiliato a Confindustria, l'Assistal, hanno inviato agli uffici del Comune un invito a rivedere il bando di gara per il polo museale di Porto vecchio: si tratta del colossale appalto da 22 milioni per il progetto dell'architetto sivigliano Vazquez Consuegra al Magazzino 26, che lunedì vede chiudersi i termini di presentazione delle proposte.Le categorie imputano al Comune di non aver tenuto conto del boom dei prezzi delle materie prime e delle loro ripercussioni sul prezziario regionale degli appalti, e chiedono di sospendere o ritardare i termini. La richiesta è attualmente al vaglio degli uffici.La lettera dell'Ance Alto Adriatico, firmata dal presidente Elvis Santin, è stata inviata il 28 settembre agli uffici e per conoscenza al sindaco Roberto Dipiazza e all'assessore Elisa Lodi. Santin fa notare come i prezziari utilizzati siano quelli della Regione del 2020 e quello del Comune (risalente al 2018): «Non tengono ovviamente conto dei noti ed eccezionali aumenti dei prezzi dei materiali da costruzione registrati a partire dagli ultimi mesi del 2020», scrive Santin. L'Ance osserva poi che i progettisti hanno «adottato una riduzione percentuale del 7,10% sui prezzi da loro indicati»: per farlo hanno fatto riferimenti a precedenti appalti comunali con ribassi superiori al 10%. La categoria osserva che si tratta di lavori quasi tutti (escluso uno) eseguiti nel 2019 e nel 2020: «Emerge con palese evidenza come si tratti di precedenti largamente superati alla luce delle nuove condizioni di mercato verificatesi a partire dagli ultimi mesi del 2020, in cui si è dapprima registrata una carenza di materie prime e poi un'impennata clamorosa dei prezzi, tanto da indurre il governo a emanare legislazione emergenziale ad hoc».L'Associazione nazionale di costruttori impianti e servizi di efficienza energetica (Assistal), interviene con una lettera firmata dal presidente Angelo Carlini il giorno successivo: «Diverse imprese associate ci hanno segnalato l'impossibilità di partecipare alla gara de qua a causa di rilevanti, oggettive illecite circostanze contenute nei documenti di gara», scrive. Il testo della lettera ricalca nei temi quella di Ance: «Non v'è chi non veda - vi si legge - come risulti assolutamente incongrua ed illegittima l'osservazione dei prezzi di aggiudicazione di gare precedenti laddove non ricorrevano aumenti di sorta dei prezzi dei materiali medesimi». La categoria chiede quindi al Comune di correggere il tiro, «anche tramite la previsione di una opportuna proroga dei termini per la presentazione delle offerte, onde consentire una pacifica partecipazione da parte degli operatori interessati».La comunicazione è attualmente al vaglio degli uffici comunali: il nuovo prezziario regionale è stato deliberato a fine luglio, pressoché in contemporanea all'ultimazione della gara: il bando era stato pubblicato alla fine di agosto.L'assessore Lodi commenta con un occhio rivolto al voto imminente, conscia del peso dell'opera per la giunta: «Si tratta di un importante appalto per il Comune e le osservazioni contenute nella lettera sono state lette con attenzione. Per questo ho subito chiesto un confronto agli uffici, ma il mio ruolo politico mi impedisce di intervenire direttamente, altrimenti commetterei un reato. Chi promette il contrario (in questo e altri appalti) prende soltanto in giro gli elettori». --© RIPRODUZIONE RISERVATA