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05/11/2020

Tari, l’opposizione attacca sui ritardi dei bollettini

Il Gazzettino

Intanto la giunta proroga i pagamenti al 20 novembre
LA POLEMICA
UDINE Nel giorno in cui la commissione si riunisce per discutere il problema dei bollettini Tari arrivati in ritardo e la richiesta di proroga delle scadenze proposto dall'opposizione, la giunta annuncia di aver approvato quello slitttamento: l'acconto al 20 novembre, il saldo al 31 gennaio 2021. Uno slittamento che l'assessore al bilancio Francesca Laudicina vorrebbe subito far passare al vaglio dei commissari, ma non si può: la delibera dell'esecutivo non è arrivata in tempo ai consiglieri e toccherà convocare un'altra seduta prima del consiglio previsto per il 16 novembre.
È solo una delle polemiche scaturite durante la riunione; la prima è stata quella relativa al ritardo nella spedizione delle bollette, con la minoranza che ha dato la responsabilità alla giunta per un appalto affidato ad una ditta di Caserta con un ribasso del 30% e l'accusa di aver stabilito due scadenze ravvicinate pur avendo ricevuto il 10 luglio il piano economico della Net sulla base del quale è stata calcolata la tariffa.
LA DIFESA
A rispondere, sono stati gli uffici comunali: «L'appalto è una responsabilità nostra, non della giunta ha detto la dirigente del servizio Entrate, Paola Asquini - e sono state fatte tutte le verifiche del caso, anche sul ribasso. Per quanto riguarda le scadenza ravvicinate, sono quelle decise dalla giunta e dal consiglio». E sempre sulla gara, in risposta a chi chiedeva di agevolare le ditte locali, Asquini ha spiegato che «la norma non lo permette. Abbiamo tentato formule più raffinate e ricevuto una diffida e abbiamo dovuto interrompere la procedura negoziata perché c'era il rischio di un ricorso».
L'ACCUSA
«Politicamente è intervenuta Cinzia Del Torre (Pd) - la responsabilità è sempre della giunta, non degli uffici. Ora i cittadini si trovano di fronte a pagamenti impegnativi».
Anche il capogruppo di Prima Udine, Enrico Bertossi, ha attaccato: «Oggi ha detto - l'assessore Laudicina si assume il merito di una proroga delle scadenze dicendo che la colpa dei ritardi è dell'appalto. In realtà c'è un problema generale di rapporti e correttezza nei confronti del consiglio: siete arrivati lunghi, come al solito. Quanto è avvenuto è grave: chi sta portando in giro gli avvisi? Serve un controllo. E ora arrivate a dirci che dobbiamo votare una delibera che non c'è? E, tra l'altro, come faremo il consiglio il 16 novembre dato che il Salone del Parlamento è inaccessibile perché ospita una mostra?».
L'ASSESSORE
«Abbiamo lavorato due mesi per calcolare la tariffa è intervenuta l'assessore, infervorata - dire che potevamo averla il 10 luglio, quando è arrivato il Pef, o è una provocazione o significa non avere idea di come funzionino le cose. Amate strumentalizzare e la convocazione di oggi ne è un esempio; di cattiveria ne avete tanta, come quella di un ex assessore che su un post ha paragonato l'azione di governo del centrodestra alla mafia. Io oggi vi chiedo la cortesia di votare la delibera con la proroga delle scadenze e mi aspetterei che diceste di sì, dato che va a favore dei cittadini».
Regolamento alla mano, a dire che non si può, oltre a Bertossi, ci sono anche Federico Pirone (Innovare) e Mirko Bortolin del Misto (che parla di pressapochismo della giunta) e alla fine anche il presidente di commissione Luca Vidoni annuncia un'altra convocazione.
SANZIONI
«Per quanto riguarda le sanzioni per i ritardi nei pagamenti ha spiegato Laudicina - seguiremo il Regolamento: prima di mandare un accertamento, sarà emesso un sollecito; dopo 60 giorni si procederà con eventuali sanzioni e interessi».
Infine, l'assessore ha detto che solo dopo le scadenze si saprà quale sarà l'incasso della Tari: «Improbabile che ci si possa trovare in una situazione di anticipo di cassa ha concluso - prima di stabilire le proroghe, ritenute giuste per dare respiro alle attività in difficoltà, c'è stato un confronto con gli uffici per capire quale data fosse opportuna».
Al.Pi.
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