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09/06/2020

Taranto, nuovo ospedale c’è il via libera ai lavori

La Gazzetta Del Mezzogiorno

SANITÀ RIPARTE IL PROGETTO IL MAXI APPALTO Accolti gli appelli di Debar e Invitalia Non sarà necessario attendere la pronuncia della Corte di Giustizia dell'Ue
Il Consiglio di Stato esclude il rischio di slittamento del cantiere
l BARI. L'offerta del raggruppamento Debar dovrà essere sottoposta a una nuova verifica di anomalia. Se verrà superata, Invitalia potrà aggiudicare al raggruppamento primo classificato i lavori di realizzazione del nuovo ospedale di Taranto da 715 posti letto. Il maxiappalto da 160 milioni non dovrà dunque attendere che si pronunci la Corte di giustizia Ue: la lettura delle motivazioni della sentenza del Consiglio di Stato pubblicata ieri escludono il rischio di slittamenti del cantiere emerso la settimana scorsa, quando i giudici di Palazzo Spada avevano pubblicato solo il dispositivo della decisione. La decisione presa lo scorso anno dal Tar di Lecce è dunque stata ribaltata per via dell'accoglimento dell'appello di Debar (con gli avvocati Fabio Cintioli, Francesco Paolo Bello, Giuseppe Macchione, Giovanni Nardelli e Saverio Sticchi Damiani) e di quello di Invitalia, mentre è stato respinto il ricorso del Consorzio Research (secondo classificato) su cui dovrà pronunciarsi la Corte di Lussemburgo per stabilire se è possibile frazionare tra i subappaltatori un requisito di qualificazione. Si tratta però di una questione in punto di diritto sulla compatibilità delle norme nazionali a quelle comunitarie, che dunque non dovrebbe interferire con l'iter di appalto. Questo perché - è il punto nodale della intera vicenda -, a differenza di quanto deciso dal Tar Lecce, il Consiglio di Stato ritiene che il cantiere dell'ospe dale possa operare anche di notte, previo «nulla osta» del Comune di Taranto: sarebbe stato illogico - è detto in sentenza - se «a fronte di un evidente interesse alla celere realizzazione di un'opera di pubblica utilità», la stazione appaltante avesse «dovuto precludere a priori la possibilità di ottenere un'au torizzazione ad hoc per l'esecuzione di attività di cantiere in orario notturno, per di più introducendo una deroga (restrittiva e di dubbia legittimità) al regime normativo dettato dalla fonte primaria regionale». Proprio per via della possibilità di ricorrere al lavoro notturno Invitalia dovrà effettuare «un supplemento di valutazione in punto di congruità della tempistica dell'offerta Debar», che ha vinto grazie a un ribasso del 24,7% sul prezzo e a una riduzione a 395 giorni (contro i 1.245 previsti dal progetto) dei tempi di realizzazione attraverso tre turni di lavorazione da 8 ore. Secondo una nota del raggruppamento Debar (con la società di Domenico De Bartolomeo le imprese CN Costruzioni, Edilco, Consorzio Com, Icoser, Mazzitelli), tuttavia, la nuova valutazione «a questo punto appare perlopiù formale, dato che non si potrà più dubitare della possibilità di lavorare in ore notturne». E dunque - prosegue la nota - «non si vedono impedimenti sostanziali all'av vio di lavori che consentiranno alla città di Taranto di poter finalmente beneficiare di una nuova e moderna struttura ospedaliera». «Spero che Invitalia proceda ora ad aggiudicare i lavori, attraverso un procedimento di rivalutazione da svolgersi in pochissime ore e da effettuarsi sul quadro normativo così come interpretato dal Consiglio di Stato», dice il consigliere regionale Pd Fabiano Amati. «Il regolamento edilizio del Comune di Taranto - secondo l'assessore regionale allo Sviluppo Economico, Mino Borraccino - non pone limitazioni al lavoro notturno per le opere di pubblica utilità». [m.s.]

Foto: NUOVO OSPEDALE DI TARANTO In alto a destra il Consiglio di Stato a Roma, qui sopra il progetto del nosocomio che verrà costruito nel capoluogo ionico