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12/10/2021

Tanti candidati, ma troppa burocrazia e il rifugio Antola per ora resta chiuso

La Repubblica - Massimiliano Salvo

La storia
Al bando hanno risposto in 9 ma è ancora in corso la selezione. Il Cai: "La speranza aprire per l'inverno: ma certezze non ce ne sono" Lo stop un anno e mezzo fa per Covid poi l'addio della coppia di gestori
È ancora incerto il futuro del rifugio Antola, struttura simbolo delle montagne liguri. Al bando del Cai per rilevarne la gestione sono infatti arrivate diverse domande. Ma la scrematura è ancora in corso e non si sa quando si procederà all'assegnazione.
Quindi non c'è ancora una data per la riapertura. «Dobbiamo innanzitutto accertare che gli interessati abbiano i requisiti per gestire il rifugio», spiega il presidente del Gruppo Regionale Cai Liguria, Roberto Manfredi. «Ci vorrà del tempo. La nostra speranza sarebbe riuscire ad aprire per l'inverno: ma in questo momento certezze non ce ne sono». Il rifugio ha interrotto la sua attività regolare con l'inizio della pandemia, ormai un anno e mezzo fa, e si è ritrovato al palo proprio ora che le attività economiche stanno cercando di tornare alla normalità perché nel frattempo chi lo gestiva ha deciso di cambiare vita. Federico Ciprietti di Torriglia, 30 anni, aveva iniziato a lavorare nella struttura nel 2011 come cogestore e nel 2013 era poi subentrato al suo ex cogestore.
Da allora era diventato il volto del rifugio insieme alla moglie Silvia Cevasco, due anni più giovane. Con entusiasmo hanno portato avanti questa attività a 1460 metri sul livello del mare, raggiungibile con un'ora e mezzo di sentiero a piedi e con un'ora di trattore o jeep da Bavastrelli, innamorandosene a tal punto da decidere di battezzare lì la loro bambina.
È andato tutto liscio sino alla scadenza del contratto, a fine 2019: clientela soddisfatta, visite delle scuole a ripetizioni, apprezzamenti del Parco e del Cai.
Poi l'addio: discusso, visto che il sindaco e il parroco di Torriglia si sono schierati al loro fianco accusando il Cai «di averli fatti scappare» per via dell'incertezza contrattuale sul futuro del rifugio, con il Cai invece che ha respinto ogni responsabilità. I due ragazzi hanno lasciato senza polemiche, ribadendo «l'amore per l'Antola, che resterà per sempre nei loro cuori».
Ma da quando il contratto di gestione è scaduto sono cominciate le rogne per delineare il futuro di questa struttura che appartiene al Parco dell'Antola, che ne affida la gestione al Cai Sezione Ligure, che a sua volta ne affida la gestione a privati. «È stato molto complicato trovare una soluzione», assicura Daniela Segale, ex presidente del Parco, che ha seguito tutta la vicenda prima di passare il testimone all'attuale presidente del Parco, Giulio Olivieri. La motivazione è squisitamente legale: il Parco e il Cai sono enti di diritto pubblico, mentre il Cai Sezione Ligure è un ente di diritto privato. «Dal 2019 aspettavamo di firmare un nuovo contratto tra il Parco e il Cai, ma abbiamo chiuso l'iter nel 2021 per questioni burocratiche tra il Cai nazionale e il Cai locale», continua la Segale. Il risultato è che a 22 mesi dalla scadenza del vecchio contratto di gestione, quello nuovo ancora non c'è. E quindi non ci sono i gestori. Il nuovo bando intanto ha previsto un affitto molto più alto da 3500 a 6000 euro all'anno (più Iva) - visto che d'ora in poi alcune spese saranno a carico del Cai e non più del parco.
Questo non ha scoraggiato otto-nove manifestazioni di interesse per un bando che chiedeva di garantire «un'apertura della struttura più ampia e continuativa possibile», in particolare da maggio a settembre compresi «con un minimo di 200 giorni pieni all'anno». Diventerà quindi essenziale essere in grado di tenere aperto il rifugio anche nei giorni festivi invernali, quando la struttura è meta di camminatori e nel caso di neve anche di ciaspolatori e sci alpinisti.
«Speriamo davvero di riuscirci», ribadisce il presidente del Gruppo Regionale Cai Liguria, Roberto Manfredi, che però non si abbandona a promesse di alcun genere. «Ammesso che gli interessati possano gestire il rifugio, bisognerà aspettare i tempi burocratici per fare il contratto. E poi magari chi ha vinto il bando vorrà eseguire dei lavori.
Per ora è impossibile dirlo». Al giorno dell'Immacolata, intanto, mancano due mesi: alle feste di Natale poco più.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: In vetta L'Antola è il monte dei genovesi e il rifugio era uno dei luoghi preferiti per le gite, ora è chiuso