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01/05/2020

Tante chiavi una sola voce «Qui moriamo e non di Covid»

Gazzetta del Sud

La protesta di bar, ristoranti, ritrovie alberghi
L' incontro con il sindaco in piazza Lepanto De Luca: prontia riaprire, non siamo Milano
Lucio D' Amico ME SSINA Una grande chiave che idealmente contienein sétuttelepiccole affidatealsindaco dai titolari di bar, ristoranti, pub, luoghi di ritrovo, B&Be alberghi. Dopo il flash mob delle insegne accese per 15 minuti nellaserata di martedì,la protesta" delle chiavi" corre da Norda Sude in riva allo Stretto culmina non solo nel gesto simbolico, compiutosi ieri mattina in quello che prima dell'eme rgenza Covid-19 era il cuore della movida messinese, la piazzetta Lepanto, ma anche in altre azioni eclatanti. Uno degli esercenti, infatti, Marcello De Vincenzoa ieri attua lo sciopero della fame. Sono centinaia le firme apposte al documento chei promotoridell' iniziativa" Risorgiamo Messina" hanno consegnatoa Cateno De Luca, assieme alla rescissione virtuale dei contratti di locazione «per causa di forza maggiore». Al primo cittadino chiedono di farsi portavoce dei drammie delle istanze di un' intera categoria che non riesce, al momento,a intravedere alcuna luce fuori daltunnel eche, anzi,comincia atemere che la cosiddetta fase2 sia ancora più pericolosae portatrice di foschi presagi rispetto alla già gravissima fase 1, quella legata alle prescrizioni più duree al blocco totale di quasi tuttii comparti e conomici. «Le nostre attività- si legge nel documento- state chiuse per decreto,i ricavi sono stati azzerati, siamo stati privati del nostro lavoroe delle libertà. Consapevoli del dramma sanitario che si stava abbattendo sull' intero Paese, abbiamo accettato questi enormi sacrifici di buon grado. Oggi, con una sola voce, vogliamo manifestare in migliaia la delusione di chiè stato lasciato solo con le proprie spese,i dipendenti, gli impegni economici pregressie le incertezze future.A fronte della nostra grande disponibilità,l' azione del Governo fino ad oggisi èdimostratatardiva einsufficiente. Ciè stata premessa liquiditàe non ci sono arrivate neanchele dovute garanzie. Quando si parla di fase dueo fase tre, vengono contemplati parametri insostenibili, distanze incolmabili con una riduzione del 70% dei coperti disponibilie tutte le responsabilitàa carico dei gestori. Aprire con il 30-40% dei ricavi ed il 100% dei costi con ulteriori responsabilità penalia carico? Questoè un gioco al massacro cui non vogliamo partecipare. Senza le dovute garanzie noi non riapriremo».E lo scrivono con la morte nel cuore, perchéè evidente che tutti vorrebbero ripartire. «Ci prendono in giro, il prestito da 25 mila euroè una beffae non si sa chi lo riceverà, altri Paesi hanno concesso contributia fondo perduto, qui le banche chiudonoi rubinetti, altro che aprirli.E l' Agenzia delle Entrate continuaa inviare notifiche che nessuno neppure ormai apre, perché nessuno può più pagareniente»,riassume cosìladrammatica situazione, personalee collettiva, il commerciante che da ieri sta attuando lo sciopero della fame. «Consentirci di aprire dall'1 giugno con quelle restrizioniè una follia», ripete Marcello De Vincen zo. Il sindaco, nel ribadire la piena solidarietà agli operatori economici, rilancia il suo nuovo cavallo di battaglia: «Apertura differenziata,il Sud,la Sicilia, Messina nonpossono avere lestesse restrizioni di Milanoe la Lombardia». De Luca annuncia una nuova ordinanza che dovrebbe entrare in vigore il 25 maggio ma viene criticato da molti sulla sua pagina Fb per la presunta giravolta, dal" chiudere tutto" al" riaprire subito". Ma il sindaco replica durante la diretta andata in onda su Rtp: «Mi accusano di incoerenza tanti leoni da tastiera. Essendo stato additato come sindaco sceriffo, oggi non dovrei parlare di fase 2? Idiozie. Proprio perché qui abbiamo rispettato al massimo tutte le prescrizioni più rigorose, talvolta anticipandoi contenutidegli stessidecretigovernativi, ora abbiamo il diritto non solo di reclamare, ma di programmare il ritorno aquellacheio hodefinitolibertà,sì,ma sempre" vigilata". Lo sappiamo tutti, con questo maledetto virus dobbiamo convivere per lunghi mesi, non sappiamo finoa quando. Ma il Sud rappresenta solo il 10 per cento dei contagi in Italia, tutto il restoè al Nord, soprattutto in Lombardia.E allora che senso ha applicarelestesserestrizioni aMilanoequia Messina. Il Governo deve pensare ad aperture differenziate. Noi abbiamo mandato lanostra proposta diDpcm al premier Conte. Chiediamo che ai Comuni, soprattuttoa quelli che hanno neiloro bilancifondi disponibili,venga consentita la possibilità di sostenere in questa fase, con tutti gli strumenti possibili, le micro, piccolee medie aziende, il popolo delle partite Iva,i bar,i ristoranti, gli alberghi. Il paradosso sapete qual è? Che se oggi io dico ai commercianti che non pagherannol' occupazione suolo,e sono prontoa farlo, qualcuno potrebbe denunciarmi alla Corte dei Conti per danno erariale. Vi rendete conto? Basterebbe solo una norma da parte del Governo. Riapriamo, sì, vogliamoe dobbiamo farlo, perché qui non si morirebbe più di Covid ma di morti volontarie, di suicidi. Riapriamo con tutte le cautele del caso, Ecco cosa significa la fase della" libertà vigilata" ».

300

e oltre, le firme consegnate al sindaco

I quattro punti della proposta

l «Ho appena trasmesso al presidente del Consiglio una proposta perl' adozione di un decreto specificatamente rivolto alle Regioni Obiettivo 1, che sono state ingiustamente assimilate nel Dpcm del 26 aprile 2020 alle altre Regionid' Italia, trascurando due fattori decisivi: la minoree più contenuta diffusione del contagio el' estrema fragilità del tessuto economico regionale, composto quasi esclusivamente da micro, piccolee medie imprese che, perdurando il periodo di sospensione, non riusciranno, in assenza di misure di sostegno economico, neppurea riaprire le loro attività». Così il sindaco De Luca ha comunicatol' invio della proposta al premier Conte. l «Ho focalizzato la mia attenzione anche su una serie di specifiche misure che lo Stato deve impegnarsi ad attivare in favore degli Enti locali, voltea consentire l' attivazione di strumenti quali la possibilità di esentare le attività economiche dal pagamento dei tributi locali, la possibilità di ricorrere alla cosiddetta"pa ce fiscale", la definizione con procedure semplificate ed accelerate dei procedimenti autorizzatorie concessori ancora pendentie la previsione di una deroga legislativa per la riduzione dei termini previsti nel Codice degli appalti. Così possiamo aiutare concretamente cittadinie imprenditori, senza incorrere in deficit di bilancio»

Foto: Il cuore (spento) della città La consegna delle chiaviè avvenuta ieri mattina nella zona della movida messine se


Foto: Lo striscioneE le chiavi di tanti bare ristoranti chiusi ormai dalla prima decade di marzo. Ieri uno dei commercianti che ha aderito alla protesta svoltasi in tutto il territorio nazionale ha deciso di attuare lo sciopero della fame. Titolare di uno dei locali del centro, Marcello De Vincenzo ha spiegato le ragioni di un gesto che racchiude la lucida disperazione di un intero settore messo in ginocchio dalla pandemia