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04/03/2020

Tangenti in Marina udienza preliminare

La Gazzetta Del Mezzogiorno

È IL TERZO FILONE DI INCHIESTA
Il pm chiede il processo per 16 imputati
l Hanno tempo fino al 18 maggio per chiedere di patteggiare o un processo con rito abbreviato (che prevede lo sconto di un terzo della pena) i sedici imputati coinvolti nel terzo filone di inchiesta su tangenti e appalti nelle basi della Marina militare a Taranto, sbarcato ieri nell'aula del giudice per l'udienza preliminare Gianna Martino. La Marina militare, al momento, non si è costituita parte civile. Il procuratore aggiunto Maurizio Carbone ha chiesto il rinvio a giudizio per dieci ufficiali della Marina e otto imprenditori, alcuni dei quali già coinvolti e condannati nelle precedenti vicende giudiziarie sul giro di tangenti per accaparrarsi gli appalti. Stando alle conclusioni della procura, nonostante gli arresti e lo scandalo, nelle basi della Marina a Taranto la tangente fissa del dieci per cento continuava a "regolare" le gare per gli appalti di servizi e forniture. Bustarelle da decine di migliaia di euro, Suv, biglietti aerei e soggiorni vacanze sarebbero stati l'obolo versato ad alcuni ufficiali per ottenere appalti di pulizie e infiltrarsi perfino nel business dell'emergen za sbarchi dell'operazio ne «Mare Nostrum». Era un cartello di imprese, secondo l'ipotesi accusatoria, a fare man bassa di appalti con la Marina militare pagando la tangente fissa del dieci per cento agli ufficiali nei ruoli chiave. Si tratta, in sostanza, delle stesse accuse alla base della nuova inchiesta, la quarta, che nei giorni scorsi ha portato all'arresto del direttore dell'arsenale, di un ufficiale, due dipendenti civili e alcuni imprenditori. Per il procuratore aggiunto Carbone, meritano di essere chiariti in un processo 28 episodi criminali, per la maggior parte per ipotesi di corruzione e gare d'appalto truccate ma tra le accuse c'è anche quella, contestata ad alcuni imprenditori, di aver utilizzato fatture gonfiate per evadere il Fisco. Si tratta di gare bandite tra il 2012 e il 2016 per servizi e forniture a diversi dipartimenti, da Maricommi già al centro delle precedenti inchieste, a Maribase, Mariscuola, Maricentadd e Maridipart. Seguendo il flusso di denaro prelevato in contanti dagli imprenditori, gli investigatori della guardia di finanza hanno controllato i registri delle base per capire in quali uffici erano finiti le mazzette. Sono finite così sotto la lente degli investigatori ricche gare d'appalto, pilotate per aggiudicarsi pulizie ai circoli ufficiali e sottufficiali, forniture di "kit controllo flussi migratori" e materiale igienico sanitario per gli sbarchi di «Mare Nostrum» nell'estate-autunno del 2014. [Vittorio Ricapito] L'ACCUSA L'aggiunto Carbone