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28/05/2020

Tangenti, il silenzio degli indagati

Gazzetta del Sud

Mazzette nella sanità, anche il manager Candelael' imprenditore Taibbi non rispondono ai magistrati
Il Gip ha respinto la richiestad' arresto per il deputato Carmelo Pullara Sottoi riflettori gared' appalti che valevano seicento milioni di euro
PALERMO Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Antonio Candela, ex direttore generale dell' Asp 6,el' imprenditore Giuseppe Taibbi convocati dal gip Claudia Rosini perl' interrogatorio di garanziae arrestati della Guardia di Finanza per un presunto giro di mazzette nella sanità siciliana. Candela responsabile della Cabina di regia della Regione sul Covid 19, difeso dall' avvocato Giuseppe Seminara, siè detto estraneo ai fattie siè riservato di fornire elementi per chiarire la sua posizione dopo avere esaminato gli atti del procedimento. Taibbiè difeso dall' avvocato Ninni Reina. Secondo la Procura della Repubblicaei finanzieri del nucleo di Polizia economico finanziaria, Candela avrebbe intascato tangenti per favorire un' impresa nell' aggiudicazione di un maxi appalto dell' Azienda sanitaria provinciale di Palermo. Il ruolo di intermediario con gli imprenditori dispostia pagare sarebbe stato rivestito dal faccendiere Giuseppe Taibbi che come Candelaè finito agli arresti domiciliari. La scelta di non rispondere alle domande dei magistratiè legata anche all' evoluzione dell' inchiesta. Sottoi riflettori degli inquirenti sono finiti altri appaltie nei giorni scorsii finanzieri hanno sequestrato atti per scavare in altre direzioni. Intanto dalle carte emerge che la Procura di Palermo aveva chiestol' arresto del deputato regionale siciliano dei Popolarie autonomisti, Carmelo Pullara, indagato per turbativad' asta e istigazione alla corruzione. Il parlamentare siè detto sicuro che il «pallone mediatico» si sgonfierà. Al termine della prima fase dell' indaginei pubblici ministeri avevano formulato richieste di arresto più pesanti di quelle poi accolte dal Gip Claudia Rosini. Nonè escluso ora un possibile ricorso per ribadire la misurae chiederei domiciliari nei confronti di Pullara, ma anche per portare in carcere Antonino Candela,l' ex commissario anti-Covid in Sicilia, finito invece agli arresti domiciliari. Erano in tutto 15 le richieste di cattura presentate dal pool coordinato dal procuratore aggiunto Sergio Demontis, più tre di domiciliari. Il Gip ha mandato in cella solo Fabio Damiani, ex coordinatore della centrale unica di committenzae poi nominato al vertice dell' azienda sanitaria provinciale di Trapani,e il suo faccendiere Salvatore Manganaro, ordinando per il resto otto arresti domiciliarie due misure interdittive, oltrea vari sequestri di aziende. L' inchiesta" Sorella Sanità" ruota attornoa quattro gared' appalto indette dalla Centrale unica di committenza della Regione siciliana (una sorta di Consip regionale)e dall' Asp6 di Palermo per un valore di quasi 600 milioni di euro. Le dodici persone coinvolte sono accusate,a vario titolo, di corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio, induzione indebita a dareo promettere utilità, istigazione alla corruzione, rivelazione di segreto di ufficioe turbata libertà degli incant i. Sequestrate in via preventiva7 società, con sede in Siciliae Lombardia, e disponibilità finanziarie per 160 mila euro, pari all' ammontare allo stato accertato delle tangenti già versate. Il giro di mazzette, secondo gli inquirenti, però sarebbe di almeno 1,8 milioni di euro. Intanto ieril' assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, ha risposto alle domande dei deputati della commissione Sanità all' Ars sull' inchiest a.

Foto: Antonio Candela Agli arresti domiciliari


Foto: Carmelo Pullara Deputato all' Assemblea regionale