scarica l'app
MENU
Chiudi
23/05/2020

Tangenti, ex agente Euro&Promos nei guai

Messaggero Veneto - Luana de Francisco

Indagato l'allora referente in Sicilia della società dell'assessore Bini: si accordò per fare aggiudicare le pulizie negli ospedali l'inchiesta
Luana de FranciscoLa gara aveva per oggetto l'affidamento dei servizi di pulizia nelle aziende sanitarie della Sicilia. Era stata bandita dalla Centrale unica di committenza della Regione nell'ottobre del 2017 e per la società udinese "Euro&Promos" tentare l'aggiudicazione di uno o più dei dieci lotti per complessivi 227.686.423 euro messi a bando rientrava in una strategia di espansione dell'attività che l'aveva portata già a estendere il proprio raggio d'azione fuori dei confini regionali. Sull'isola, però, l'uomo incaricato di curarne gli interessi, il catanese Giovanni Tranquillo, 61 anni e un contratto di collaborazione cessato giusto cinque mesi fa, si mosse all'interno di un sistema tutt'altro che limpido. Un giro di mazzette e favori sottobanco di cui lui stesso si sarebbe reso complice e che ha finito per esplodere nella raffica di arresti eseguiti ieri dalla Guardia di finanza di Palermo.l'accusaIl nuovo terremoto giudiziario sulla sanità siciliana - quella ritenuta "sana" e impersonata, in primis, dal manager e attuale coordinatore per l'emergenza coronavirus, Antonino Candela, tra i primi a denunciare tangenti e ora accusato a sua volta di corruzione -, ha travolto Tranquillo, ma non Euro&Promos, l'unica delle aziende coinvolte nella gara a non figurare tra gli indagati, e neppure i suoi amministratori. Chiamato a rispondere di concorso in turbativa d'asta, sarebbe stato lui a tramare per farle aggiudicare uno dei lotti, grazie a un accordo orchestrato con Salvatore Navarra, il presidente della società concorrente "Pfe spa" interessato a sua volta a concedere uno spazio alla new entry friulana, in cambio di non meglio precisati vantaggi al nord.collaboratore senza procuraNell'ordinanza di 541 pagine notificata ieri a 18 persone, tra manager della sanità, faccendieri, politici e imprenditori, e 5 aziende - gli appalti nel mirino sono quattro -, i magistrati siciliani indicano in Tranquillo il «referente occulto allo stesso tempo di Pfe ed Euro&Promos». Una qualifica che la società di Udine, per quanto estranea ai fatti, contesta fermamente. «Con lui avevamo un contratto di collaborazione assolutamente trasparente, come con i quasi 5.500 altri nostri dipendenti, e che è cessato lo scorso gennaio - fa sapere Euro&Promos, attraverso il proprio legale, avvocato Luca Ponti -. Il suo compito era di informarci su eventuali gare bandite in Sicilia. Tutto il resto della pratica avveniva a Udine. Di più non gli competeva, non avendo alcuna procura, né potere di rappresentanza o capacità di spesa». E se, come potrebbero lasciar intuire le carte dell'inchiesta, per portare a casa il risultato sperato, disse o promise cose senza essere legittimato a farlo e all'insaputa del datore di lavoro, «allora - conclude l'avvocato Ponti - potremmo immaginare di trovarci di fronte a un'ipotesi di reato di millantato credito».lo scambio di favoriLa partita si sarebbe giocata a quattr'occhi tra Tranquillo e Navarra. Anche se poi, all'orecchio degli investigatori, il presunto accordo è arrivato attraverso una conversazione intercettata il 7 gennaio 2019 tra il faccendiere Salvatore Manganaro e il direttore generale dell'Asp di Trapani, Fabio Damiani, in codice "sore" (da cui il nome dell'operazione "Sorella"). Il piano era di fare arrivare terza Euro&Promos - come poi di fatto avvenne -, descritta dagli indagati come «la novità», con l'obiettivo da un lato di «farle mettere piede in Sicilia, visto che, appartenendo al politico Sergio Bini, assessore in Friuli - si legge nell'ordinanza -, là non poteva vincere gare», e dall'altro di favorire l'intento di Navarra di spostare i propri affari al Nord. «Cioè hanno entrambi necessità opposte», avevano convenuto l'intermediario Manganaro e il pubblico ufficiale Damiani, scherzando sul fatto che Navarra, rendendosi disponibile a ridurre da 4 a 3 i lotti "pilotati" a suo favore, «come uomo dei due mondi aiuta la causa di Euro&Promos che nessuno si può immaginare». Per il procuratore aggiunto Sergio Demontis, Tranquillo, che «compare nel verbale della seduta di gara dell'8 giugno 2018 presente in rappresentanza della società friulana», ha quindi concorso nel reato di turbativa d'asta. Nei suoi confronti, il gip Claudia Rosini ha disposto il divieto di esercitare attività professionali e imprenditoriali.gli appaltiOltre che sulla gara per i servizi di pulizia, le indagini si sono concentrate su tre appalti per la fornitura e manutenzione di apparecchiature elettromedicali, per un valore complessivo di 600 milioni di euro. Candela, che è accusato di avere intascato in più tranche una mazzetta da 260 mila euro, in uno dei passaggi intercettati disse: «Ricordati che la sanità è un condominio, io sempre capo condominio rimango». Toni e condotte non proprio consoni a un paladino della legalità. --