scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
12/06/2021

Tangenti e regali in cambio di appalti

La Gazzetta Del Mezzogiorno

TARANTO PRIMO PIANO L ' I N C H I E S TA NELLE BASI DELLA MARINA
Il procuratore Carbone in aula a luglio per l ' udienza preliminare
VITTORIO RICAPITO l Tangenti da mezzo milione di euro, il dieci per cento del valore di ogni fornitura, in cambio dell ' aggiudicazio ne dell ' appalto. Il procuratore facente funzione Maurizio Carbone, su richiesta del giudice per l ' udienza preliminare Giovanni Ca roli, ha riformulato, precisando ruoli e cifre, 16 dei 28 capi d ' accusa sui quali si basa la richiesta di rinvio a giudizio per i sedici imputati coinvolti nella terza inchiesta sulle presunte tangenti pagate nelle basi della Marina militare a Taranto. E solo stando ai capi d ' accusa riformulati dalla procura, emergono presunti episodi corruttivi per decine di appalti milionari, aggiudicati tra il 2011 e il 2016. Bustarelle che, secondo l ' accusa, una decina di ufficiali della forza armata avrebbe ricevuto in contanti nel proprio ufficio come " cadeaux " per l ' ap palto ottenuto da un pugno di imprenditori (alcuni già coinvolti e condannati nelle precedenti inchieste su tangenti e appalti). Alle somme calcolate dal pm, sempre sulla base del dieci per cento del valore di ogni forniture, si sommano anche alcuni regali: il pagamento di voli aerei e soggiorni in hotel. Spicca, tra i capi d ' accusa riformu lati, l ' appalto per la fornitura di ma teriale per la pulizia costato alla Marina ben due milioni di euro tra il 2011 e il 2014 e per il quale sarebbe stata pagata una tangente di quasi 200mila euro all ' ufficiale che all ' epoca comandava il quarto reparto della direzione commissariato della Marina a Taranto. Alcuni imputati hanno già annunciato la richiesta di essere giudicati con rito abbreviato. L ' udienza preliminare entrerà nel vivo il 7 luglio, quando prenderà la parola il procuratore Carbone che rinnoverà la richiesta di rinvio a giudizio degli imputati. Secondo le indagini della guardia di finanza, anche dopo i primi scandali legati alle tangenti e gli arresti e perfino le condanne, le tangenti continuavano a girare negli uffici e nelle basi della Marina a Taranto. Gli appetiti della banda del «dieci per cento» erano rivolti verso appalti di pulizie e anche verso il business dell ' emergenza sbarchi dell ' operazione «Mare Nostrum». Così un presunto cartello di imprese sarebbe riuscito a far man bassa di appalti con la Marina pagando la tangente fissa a percentuale agli ufficiali nei ruoli chiave. Gli investigatori della finanza, coor. dinati dal dottor Carbone, hanno seguito i flussi di denaro, collegato i giorni in cui gli imprenditori eseguivano prelievi in contanti dal proprio conto coi registri delle basi per vedere in quali uffici si erano recati, secondo l ' accusa, per consegnare le mazzette. Indagando sulle aziende coinvolte, gli investigatori hanno anche scoperto un giro di fatture gonfiate per evadere il Fisco.

Foto: GLI EPISODI TRA IL 2011 E IL 2016 La procura ha riformulato 16 dei 28 capi d ' accusa sui cui si basa la richiesta di rinvio a giudizio per 16 imputati


Foto: TANGENTI PER GLI APPALTI IN MARINA Il procuratore Maurizio Carbone ha riformulato alcuni capi d ' accusa