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14/09/2021

Tangenti e appalti: ingegnere indagato

La Repubblica - Chiara Spagnolo

Giustizia
Una tangente da 25mila euro per dirottare una gara d'appalto da 370mila a Toritto e un'altra promessa di denaro, non meglio quantificata, per una gara da 356mila a Grumo: ci sono due presunti tentativi di corruzione di un funzionario pubblico al centro dell'inchiesta chiusa poche settimane fa dai pm Marco D'Agostino e Claudio Pinto. L'avviso è stato notificato a Gianmario Conforti.
● a pagina 5 Una tangente da 25mila euro per dirottare una gara d'appalto da 370mila a Toritto e un'altra promessa di denaro, non meglio quantificata, per una gara da 356mila a Grumo: ci sono due presunti tentativi di corruzione di un funzionario pubblico al centro dell'inchiesta chiusa poche settimane fa dai pm Marco D'Agostino e Claudio Pinto.
L'avviso di conclusione è stato notificato a Gianmario Conforti, ingegnere 41enne di Noci referente della Advenco Ingegneria, e a Nicola Masellis, coetaneo di Sannicandro, che avrebbe svolto il ruolo di intermediario con il funzionario da corrompere. Sono indagati per istigazione alla corruzione e turbata libertà degli incanti, in relazione a due episodi rispetto ai quali - dopo la notifica dell'avviso - hanno ora la possibilità di chiarire la propria posizione, presentando memorie o chiedendo di essere interrogati.
Gianmario Conforti è il fratello di Paolo, arrestato a giugno nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Trani su un altro presunto giro di mazzette al Comune di Molfetta.
L'indagine di Bari è nata dalla denuncia presentata ai carabinieri da un funzionario del Comune di Sannicandro, che ha ricoperto il ruolo di responsabile della Cuc (Centrale unica di committenza) dei Comuni di Binetto, Toritto, Santeramo, Casamassima, Modugno, Cassano Murge, Grumo Appula, Acquaviva e Valenzano. Il dipendente pubblico ha raccontato di avere subito ripetute pressioni nel primo semestre del 2017 e di avere inizialmente cercato di resistere semplicemente rifiutando l'incarico di componente di una commissione di gara, decidendo poi di denunciare tutto dopo aver ricevuto una seconda offerta di denaro.
Gli episodi a cui ha fatto riferimento sono stati poi ricostruiti dagli investigatori, tramite l'acquisizione della documentazione relativa alle due gare incriminate. Si trattava, nello specifico, dei lavori di messa in sicurezza di un complesso residenziale a Grumo (per 370mila euro) e della mitigazione del rischio idraulico nella Lama est di Toritto (365mila euro). Per quanto riguarda la prima gara - contesta la Procura - Conforti si sarebbe interfacciato direttamente con il funzionario, che aveva dato la propria disponibilità a far parte della commissione esaminatrice. La proposta era di adoperarsi per favorire la società Advenco, in cambio di una cifra imprecisata di denaro. Per dirottare il secondo appalto, invece, sarebbe intervenuto Masellis, promettendo 25mila euro al responsabile della Centrale di committenza se avesse nominato nella commissione di gara professionisti da lui indicati, che avevano già dato la loro disponibilità a favorire la società di Conforti. Successivamente lo stesso Masellis avrebbe cambiato idea e indicato al funzionario altri due nominativi (di persone all'epoca in servizio nei Comuni di Valenzano e Cassano), spiegando che l'obiettivo non era più favorire Conforti ma un altro imprenditore. Di fronte a tali sollecitazioni, però, il funzionario aveva capito che la situazione avrebbe potuto degenerare e aveva deciso di denunciare tutto. Si era così presentato dai carabinieri, raccontando i fatti, spiegando i dettagli delle gare e dando le indicazioni per ricostruire ogni cosa con la massima precisione. Dopo che gli investigatori hanno depositato in Procura l'esito del loro lavoro, i pm hanno deciso di contestare ai due imprenditori responsabilità penali.
La parola passa adesso ai due indagati, poi gli inquirenti decideranno se chiedere il loro rinvio a giudizio o mettere fine alla vicenda.
E' ancora in corso, invece, l'inchiesta di Molfetta che vedeva indagato il fratello di Conforti, Paolo, accusato di corruzione in concorso con il responsabile del Settore territorio del Comune di Molfetta, Orazio Lisena. Per la Procura di Trani, l'ingegnere avrebbe consegnato tre tangenti al dipendente pubblico, per un totale di 8mila euro. L'obiettivo era di ottenere una corsia preferenziale nelle gare relative ai lavori del teatro comunale e della biblioteca. In relazione alla prima, in particolare, si contesta a Lisena di essere riuscito a fare una variazione progettuale che avrebbe comportato il raddoppio dei costi dei lavori, da 7 a 15 milioni, tutto a vantaggio della ditta incaricata ossia quella di Conforti.

Foto: jLa procura L'indagine di Bari è nata dalla denuncia presentata ai carabinieri