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21/07/2020

Tangenti Asl, chiesta la condanna di Conti «Ha ottenuto lavori gratis da un’impresa» L’ex direttore generale sotto accusa per le opere di ristrutturazione della casa. Il pm Monteverde: un anno di pena giudizio CON RITO ABBREVIATO

Il Secolo XIX - Tiziano Ivani

Tiziano Ivani / La Spezia «L'allora direttore generale della Asl5 Andrea Conti va condannato per corruzione: per tre anni si fece fare dei lavori in casa da una ditta che lavorava in subappalto per l'azienda sanitaria e non pagò il conto». Il pubblico ministero Luca Monteverde è andato subito dritto al punto. In due ore di requisitoria, ha poi descritto in modo dettagliato la posizione dell'ex direttore generale, coinvolto nella maxi-inchiesta su tangenti e appalti truccati in Asl5, che nell'aprile 2018 deflagrò con undici arresti tra dirigenti pubblici, manager e imprenditori. Il profilo di Conti emerse in un secondo momento (non finì agli arresti), quando furono approfondite alcune intercettazioni che lo tiravano in ballo. Ieri la Procura ha chiesto una condanna a un anno di reclusione: «Conti deve rispondere di un episodio di corruzione per la funzione (la fattispecie meno grave, ndr) e di una turbativa d'asta: considerando la riduzione dovuta al rito, chiedo la condanna a un anno di reclusione», ha scandito in aula il pm Monteverde.Strategia processualeBuona parte degli imputati dell'inchiesta Asl sta trattando un patteggiamento. Altri, invece, intendono affrontare un processo che comunque sarà lungo e complesso. Conti, invece, ha scelto di farsi giudicare con rito abbreviato. Davanti al giudice per l'udienza preliminare Marinella Acerbi, la Procura ha analizzato ogni elemento che ha portato al coinvolgimento di Conti.Durante l'inchiesta gli investigatori del nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza, agli ordini del colonnello Massimo Benassi, ascoltarono alcune telefonate tra un imprenditore indagato, Massimo Sisti della Ms impianti srl, e i suoi operai. Parlavano di lavori in un'abitazione a Lavagna, del direttore Conti. Nelle carte d'inchiesta sono indicate, nel dettaglio, tutte le opere portate a termine da Sisti. Si parte dal 2016 quando la Ms Impianti amministrata dall'impresario di Vezzano Ligure ha acquistato e fatto installare nell'abitazione di Conti due finestre in Pvc del valore di circa 700 euro. Nel settembre dello stesso anno spunta una caldaia, da oltre mille euro. Furono gli operai di Sisti a collegarla. Sempre lo stesso impresario acquistò un condizionatore Samsung, 1165 euro, con relativa «pompa di scarico da 55 euro». Poi, due lampioni da giardino e due motori per un cancello automatico. Gli ultimi lavori furono ultimati nel febbraio 2018 per un valore complessivo, secondo la stima degli inquirenti, di 5 circa mila euro.Nello stesso periodo però Conti approvava «la locazione transitoria per sei mesi dell'immobile de proprietà di Asl5 in via XX settembre 176 a favore di Sisti per un importo di 3 mila euro». Nel 2018, invece, secondo la Procura, sempre Sisti sollecitava Conti affinché accettasse l'offerta di una cooperativa, con cui l'impresario di Vezzano lavorava spesso in subappalto, per l'utilizzo dell'hospice di Sarzana. In merito all'accusa di corruzione, però, il legale di Conti, l'avvocato Daniele Caprara, ha sostenuto che il suo cliente non ha pagato il conto a Sisti perché ritiene che i lavori non siano stati portati a termine in modo corretto. Tra l'altro, proprio di recente, Conti ha citato per danni Sisti: è stata prodotta una perizia che afferma che l'impresa ha svolto lavori per 8 mila euro, ma il danno ammonta a circa 6 mila. Capitolo turbativa d'asta: il pm ha spiegato che Conti è «chiamato in causa in modo diretto da Massimo Buccheri», ex dirigente Asl e figura principale dell'inchiesta. La gara è quella per il conto termico della Rems di Calice a Cornoviglio: «La società che si occupa di questa cosa qua è una marchetta per il direttore generale», dice Buccheri intercettato. L'appalto, da 32 mila euro, andò alle Sse liguria dell'ex consigliere regionale del Pdl Luigi Morgillo.Richiesta di patteggiamentoIl manager Buccheri (difeso dall'avvocato Andrea Corradino), dopo aver reso numerose dichiarazioni confessorie, ha presentato una richiesta di patteggiamento a 4 anni e 3 mesi di reclusione. Il gup Acerb, ieri, ha disposto un rinvio per repliche.--© RIPRODUZIONE RISERVATA