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31/08/2021

Taglio di boschi in Sila sotto il controllo dei Farao-Marincola

Gazzetta del Sud

Crotone, le motivazioni della sentenza
Gli appalti passavano attraverso gli affidamenti alla Fratelli Spadafora srl La cosca operava con la piena comp ia cenza di alcuni tecnici comunali
Antonio Morello C ROTONE Non solo intrecci con la politicae controllo dell' economia locale. La cosca Farao-Marincola di Cirò era anche in grado di pilotare gli appalti per «il taglioe la commercializzazione della legna» nell' altopiano Silano. Come? Facendo ottenere, con minaccee tramite la compiacenza dei funzionari comunali,l' affidamento degli interventi boschivi all' impresa" Fratelli Spadafora srl" di San Giovanni in Fiore.È questo uno dei tasselli investigativi contro il" locale" cirotano, che ha trovato conferma nel processo di primo grado scaturito dall' inchiesta Stige della Dda di Catanzaro, scattata il9 gennaio 2018.L' attenzione del Tribunale di Crotone, che lo scorso 25 febbraio ha inflitto 54 condannee disposto 24 assoluzioni,s'è focalizzata sull' assegnazione, nel 2011, dei lavori di disboscamentoa Mandatoriccio (Cosenza), per un valore iniziale di 74 mila euro. Iprotagonisti dellavicendasono stati Vincenzo Santoro (originario di Umbriatico, referente della' ndrina nella Sila crotonesee cosentinae condannato nell' abbreviato di Stige a 17 annie8 mesi di carcere)e gli Spadafora, il titolare dell' azienda Pasquale Spadafora (per lui 20 anni e8 mesi di carcere), Luigi Spadafora (15 annie4 mesi), Antonio Spadafora (14 annie6 mesi), Rosario Spadafora (14 annie4 mesi). «Il dibattimento- scrive il collegio presieduto da Massimo Forciniti (a latere Elvezia Cordascoe Davide Rizzuti) nelle motivazioni della sentenza- ha dato prova che la gara d' appalto bandita dal Comune di Mandatoriccio fosse stata effettivamente pilotata, allo scopo di attribuirel' appalto alla cooperativa" Kalasarna" ad un prezzo ridotto rispetto al prezzo iniziale di based' ast a». Infatti, la coop di Luigi Tasso (3 annie4 mesi in abbreviato), risultatapoinon iscrittanell' albo regionale,s' era aggiudicatai lavori col sistema del «cottimo fiduciario» per 50 mila euro. Inoltre, per il Tribunale, «le conversazioni registrate» hanno dimostrato «che le fasi esecutive dell' appalto sono state gestite in prima persona da Vincenzo Santoro,a conferma del fatto che la cooperativa"Kalasarna" era stata utilizzata come mera copertura per potersi garantirel' affidamento dei lavori, quindi assicurarsi aggiuntivi introiti derivanti dalla vendita in proprio del materiale legnoso ricavato». Tant'è che «Vincenzo Santoro utilizzava mezzi e maestranze dell' impresa boschiva" Fratelli Spadafora srl" ». C'è di più. Gli Spadafora erano prontia minacciare gli altri concorrenti pur di vincere gli appalti boschivi.È quanto accaduto nel 2012, quando Pasquale, Luigie Rosario Spadafora avevano fatto di tutto per isolare commercialmentel' imprenditore Renato Fratto, reo di aver «osato partecipare alla gara indetta» dal Municipio di Scigliano (Cosenza) contro la loro «volontà». Allo stesso modo, nonè mancato il sostegno daparte dialcuni tecnicicomunali per agevolare la" Fratelli Spadafora srl". Ad esempio, nel 2015, Paolo Maletta, il geometra del Comune di Colosimi (Cosenza) condannato a3 anni di detenzione, aveva rassicurato Pasquale Spadafora che «la gara fosse affidataa lui, anche se formalmente aggiudicata dall'imp resa boschiva" La Quercia" ».