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18/03/2021

Taglio delle stazioni appaltanti per velocizzare le grandi opere

Il Messaggero - Francesco Bisozzi

LA SVOLTA
VIA ALLA COMMISSIONE CON CORTE DEI CONTI E CONSIGLIO DI STATO ALLO SCOPO DI ACCELERARE LE AUTORIZZAZIONI GIOVANNINI: «SENZA UNA RIDUZIONE DRASTICA DEI TEMPI RISCHIAMO DI NON VEDERE I FONDI DEL RECOVERY»
ROMA Per velocizzare i tempi di realizzazione delle grandi opere infrastrutturali si punta sul taglio delle stazioni appaltanti che attualmente sono oltre 40 mila. Questo il piano del ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini che ieri, in audizione alla Camera sul Pnrr davanti alle commissioni riunite Ambiente e Trasporti, ha stabilito le priorità: «Se non comprimiamo in modo straordinario i tempi che storicamente l'Italia usa per fare le opere, allora non vedremo i fondi europei perché non riusciremo a completare le opere nel 2026». Questo è un concetto su cui il neo ministro insiste dal giorno del suo insediamento ma lo sfoltimento delle stazioni appaltanti, di cui si parla da anni senza che venga effettivamente messo in pratica, non è l'unico acceleratore sul quale si sta ragionando al Mims. Per esempio, si guarda anche a ulteriori semplificazioni della procedura di valutazione di impatto ambientale, la Via, già accorciata nei tempi lo scorso anno. Le risorse assegnate al Mims nella bozza del Piano nazionale di ripresa e resilienza ammontano oggi a circa 48 miliardi di euro. Per l'inquilino del dicastero di Porta Pia rappresentano «un'occasione storica per una trasformazione radicale del modello economico e sociale». È stato dimostrato che la competenza delle stazioni appaltanti incide significativamente sui tempi di costruzione e sui costi di realizzazione delle opere. Il Codice dei contratti pubblici del 2016 ha introdotto un sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti che ne misura l'effettiva capacità tecnica e organizzativa di indire appalti pubblici per fasce d'importo, settori e aree territoriali. Ma poi il percorso di qualificazione dei soggetti che hanno il compito di affidare gli appalti pubblici è rimasto al palo. In questa prima fase il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili ha chiesto di analizzare le schede del Pnrr per individuare una rosa di stazioni appaltanti competenti a cui rivolgersi per avviare subito un dialogo con loro. Sempre Giovannini ha istituito una commissione per la semplificazione dei processi amministrativi che coinvolge anche il Consiglio di Stato, la Corte dei conti, l'Anac e il ministero della Pubblica amministrazione. LA NUOVA COMMISSIONE «Questa commissione avrà il compito di arrivare in tempi rapidi a una serie di proposte che poi verranno presentate ai portatori d'interesse per essere esaminate», ha annunciato ieri il ministro. Le proposte dovrebbero essere messe nero su bianco entro la fine del mese. Tra queste dovrebbero trovare spazio nuove modifiche alla procedura di valutazione di impatto ambientale, dopo quelle introdotte dall'ultimo decreto Semplificazioni che hanno ridotto sensibilmente i tempi di lavorazione delle pratiche. Per accorciarli ulteriormente non è escluso che si adottino tempistiche ancora più stringenti. In Italia, ha sottolineato il numero uno del Mims, per realizzare un'opera del valore di 300 mila euro s'impiegano più di quattro anni e addirittura undici per quelle sopra i 5 milioni di euro. Tempi incompatibili con quelli previsti per l'utilizzo delle risorse nazionali ed europee. Per invertire la rotta la strategia del ministero è più in generale quella di snellire la burocrazia grazie al digitale nell'ottica di una maggiore trasparenza ed efficienza, così da poter intervenire sulle situazioni di stallo appena si presentano. «Gli investimenti in infrastrutture», ha ricordato, «portano benefici per il sistema economico e contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra e di decarbonizzazione». Sta cambiando anche l'organizzazione interna al ministero, in vista della fase di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza che inizierà dopo il 30 aprile. È stato costituito un comitato ad hoc sul Pnrr che coinvolge tutte le direzioni del ministero competenti in materia e hanno preso forma team specifici che adesso si occupano dei contenuti dei progetti, dell'innovazione organizzativa interna, dell'innovazione legislativa, dei sistemi informativi e della valutazione d'impatto.