scarica l'app
MENU
Chiudi
25/09/2018

Sviluppo rurale nelle mani del Tar

La Gazzetta Del Mezzogiorno

PUGLIA I FONDI EUROPEI PER L'AGRICOLTURA IRREGOLARE UNA DOMANDA SU 4 L'assessorato ha svolto l'istruttoria sulla misura 4.1a: «Ben 480 piani di investimento sono sbagliati o sono stati gonfiati» LE MISURE STRUTTURALI Valgono circa un terzo dell'intero Programma: il nodo riguarda la valutazione del parametro «performance»
Oggi la decisione su 3 bandi da 500 milioni. Di Gioia: «Chi ha mentito verrà denunciato»
l BARI. Il punto cruciale è la valutazione della produttività, il parametro su cui si gioca quasi un terzo del valore del Programma di sviluppo rurale. Stamattina il Tar di Bari dovrebbe pronunciarsi sul destino dei tre bandi più importanti, che valgono complessivamente 500 milioni di euro e che da 10 mesi sono al centro di un contenzioso con gli agricoltori: chiedono di annullarli perché quel parametro, la produttività, rischia di favorire chi ha presentato domande esagerate, sostenendo ad esempio che con un investimento da un milione riuscirà a realizzare un agriturismo da 300 euro a notte per camera. La Regione, come richiesto dal Tar, ha effettuato l'istruttoria sulle domande della misura 4.1a, quella dedicata alla competitività delle aziende agricole. Ciò che ne emerso non è confortante: a fronte delle 3.200 domande presentate (per 120 milioni disponibili), ne sono state ammesse 652. L'istruttoria effettuata su queste ultime per verificare il parametro «produttività» ha evidenziato che il 52% dei piani aziendali presentati si basa su dati erronei, per esempio rese troppo alte o prezzi di vendita fuori mercato. In totale, secondo i dati dell'assessorato diretto dal capo dipartimento Gianluca Nardone, sono solo 170 le domande risultate regolari: vuol dire che una su quattro, nel migliore dei casi, è errata. Il punto è che tutti e tre i bandi per le misure strutturali prevedono fino a 25 punti per le domande che stanno sopra la media dell'indice di performance economico (la produttività). Ma la media si calcola sulle domande «presentate», quindi su tutte. I ricorsi sostengono chi ha falsificato il progetto di investimento, alzando la media di produttività, befferà chi è stato onesto. Ecco perché oggi il Tar, che dovrebbe prendere una decisione sulla richiesta di sospensiva dei bandi, avrà davanti due strade: può respingere (perché i criteri di determinazione del punteggio non sono stati impugnati), fatta salva l'esclu sione delle domande irregolari (e dunque la media di produttività resterà «alta»), o può prendere atto dell'istruttoria e decidere che si blocca tutto e si riparte da capo. Oltre che della 4.1a, oggi si dovrà discutere anche della misura 6.1, 250 milioni per il primo insediamento, e della misura 6.4, quella per gli agriturismi, che vale circa altri 150 milioni. Logica l'attesa del mondo agricolo. Comprensibile la cautela ma anche la fermezza dell'assessore all'Agricoltura, Leo Di Gioia: «Coloro che hanno sbagliato verranno esclusi e coloro che hanno mentito sulle performance e imbrogliato verranno denunciati. I bandi sono stati redatti con la piena condivisione di tutti i soggetti interessati. Ma i dati dell'istruttoria che consegneremo al Tar dimostrano che in troppi hanno sbagliato: questo compromette il rapporto di lealtà che pensavamo di avere con i nostri interlocutori». [m.s.]

Foto: GIORNO DECISIVO L'assessore Leo Di Gioia (a destra) con il capo dipartimento Gianluca Nardone